The Nitty Gritty Dirt Band: “Circlin’ Back: Celebrating 50 Years” (2016) – di Claudio Trezzani

La ormai cinquantennale carriera della Nitty Gritty Dirt Band racconta, per il nostro paese, una storia da “underdogs” della musica americana, una band che ha avuto un’importanza fondamentale, soprattutto per il country, ma che da noi non ha mai avuto il giusto tributo. I californiani da sempre propongono un country rock molto influenzato dai cieli della California tradizionale e molto solare, l’opposto, insomma, di quello crepuscolare proveniente, ad esempio, dal polveroso Texas. La loro carriera ebbe il picco più alto nel 1972, quando diedero alle stampe il loro capolavoro assoluto “Will The Circle Be Unbroken”, un lavoro monumentale (triplo LP) che attingendo a piene mani nella musica tradizionale americana, regalò al mondo una pietra miliare del country e aiutò a sdoganare il genere anche fra le più giovani generazioni dell’epoca. Ecco, proprio citando quel disco, come un cerchio che finalmente si chiude dopo 50 anni, la Nitty Gritty Dirt Band, con il concerto del marzo 2016, ha voluto celebrare una carriera che sarebbe riduttivo limitare solo a quel progetto, seppur di così alto livello; e dove celebrare una carriera così, se non nella “cattedrale” del country di Nashville, lo stupendo Ryman Auditorium, cornice perfetta anche da un punto di vista storico? Il disco è la registrazione di quel favoloso concerto, una festa per le orecchie, una festa fra amici, quasi una celebrazione “campestre”, chitarre, banjo e violini attorno al falò, in una notte del Tennessee. Sono della partita oltre ai membri storici della Dirt Band, anche amici come Jacksone Browne (che militò nella band agli albori della carriera, sua e della NGDB) ma anche la bravissima Allison KraussRodney CrowellJohn Prine e Jerry Jeff Walker, solo per citarne alcuni. I pezzi scelti per lo spettacolo sono diciotto e ognuno a suo modo è un piccolo gioiello, con un paio di picchi emotivi, che si raggiungono con un paio di duetti con Jacksone Browne e con la loro canzone più famosa: la mitica Mr. Bojangles. Stupenda poi An American Dream con Alisson Krauss assieme a Rodney Crowell, una gioia per le nostre orecchie nostalgiche. Insomma, un live che è una vera festa: diverte, emoziona e ci permette di ricordare in maniera fantastica la storia di una Band che da noi non è stata mai celebrata a sufficienza nei circuiti mainstream. Grazie ragazzi per “chiusura del cerchio”… davvero magico e americano fino al midollo. Buon ascolto.

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