The Misfits story – di Rosanna Cornaglia

C’è una Lodi in Lombardia… e una nel New Jersey, dove una grossa fetta di abitanti sono italoamericani.
E’ in quest’ultima che nasce l’eroe di questa storia, nel lontano 1955.
Il suo nome è Glenn Allen Anzalone. Reduce da un’infanzia tutto sommato normale, segnata soltanto da un paio di bravate adolescenziali. Nel 1977 decide di fondare una band punk rock con l’amico Gerald Caiafa. Il nome della band è Misfits, un tributo all’ultimo film della Monroe… “Gli spostati”.
I due amici, dopo aver cambiato i loro nomi in Glenn Danzig e Jerry Only, scelgono di dare un’impronta caratterizzante al gruppo; è così che durante i loro primi live iniziano a comparire sul palco dei veri e propri scenari (e feticci) ispirati ai film dell’orrore. Il loro genere musicale, invece, è un impasto omogeneo di influenze punk e heavy metal… è la nascita del genere Horrorpunk.
Il look adottato dai Misfits è il più macabro possibile. Trucco pesante e sfatto, rigorosamente nero intorno agli occhi, gli abiti sono aderenti, color della pece, finemente decorati con ossa di scheletro dipinte sui vestiti… e per finire, chiodi di pelle e borchie a volontà. Per aggiungere una nota personale allo stile della band, Jerry Only inventa la pettinatura tipica dei Misfits… il famosissimo devilock, un ciuffo a punta che copre parte della fronte, arrivando fino alla punta del naso. Per rimanere fedele al look cadaverico scelto, Danzig incomincia a scrivere brani con testi dai toni sempre più cupi, arricchiti da pesante humor nero. Tutto è studiato nei minimi dettagli insomma. Tuttavia, per essere consacrarti al mondo della musica alternativa, manca ancora una cosa… un logo. Dopo l’iniziale indecisione, Glenn e Jerry scelgono come immagine simbolo della band un teschio, preso da un vecchio poster che pubblicizzava la serie TV intitolata “The Crimson Ghost”. Dopo poco tempo, il nome Misfits inizia a girare tra gli avventori dei locali più alternativi della zona.
Quando il seguito di fan comicia a farsi nutrito, i membri decidono di fondare un fan club, chiamato Fiend Club, con sede nel garage della madre di Glenn, in Macarthur Avenue, Lodi, NJ.
Qui l’intraprendenza di Danzig spicca il volo. Stampa magliette, produce registrazioni, si preoccupa di concludere ingaggi, risponde ai fan e spedisce cataloghi di merchandising. Nel 1979, a New York, i Misfits vengono scelti come supporter dei The Damned, nota band britannica. Alcuni mesi dopo, sempre durante un tour con i The Damned nel Regno Unito, a causa di incomprensioni tra i componenti delle due formazioni,  i Misfits decidono di suonare solamente in due date, abbandonando poi il tour senza troppi convenevoli. Però il gruppo è bloccato In Inghilterra, perché il volo di ritorno è previsto per una decina di giorni dopo. Jerry Only trascorre quindi del tempo in compagnia di Beverly Ritchie, madre di Sid Vicious.
I due si erano conosciuti, diventando amici, dopo la morte del figlio di lei, bassista dei Sex Pistols.

misfits prima
Per occupare il tempo Glenn e Bobby Steele (ltro componente della band) vanno al concerto dei The Jam a Londra. Qui vengono provocati da un gruppo di Skinheads… per tutta risposta, Glenn spacca una bottiglia di vetro per difendersi e per dare la possibilità all’amico di scappare in cerca di aiuto. La polizia li arresta, ritenendoli pericolosi per la quiete pubblica. Molti anni dopo Glenn spiegherà che gli agenti di polizia, avendolo trovato in possesso di un coltello, credette di avere scovato un novello Jack the Ripper, emulatore del ben più noto Squartatore d’altri tempi, che si aggirava in quel periodo nei sobborghi di Londra. I poliziotti lo pestarono a lungo, senza pietà. Di riflesso Danzig ebbe una reazione terribile, ferendo i poliziotti prima di venire definitivamente bloccato.
Glenn e Bobby trascorrono così due notti in carcere. Durante quel soggiorno forzato Glenn trova la forza di scrivere il testo di una nuova canzone… London Dungeon. In America il successo non tarda ad arrivare. Sono considerati unici per via della loro particolare presenza scenica, la carica di energia brutale, lo stile macabro e l’aspetto spaventoso… cose mai viste fino a quel momento nel colorato mondo musicale degli anni settanta. Danzig, che è il frontman, urla con rabbia e ferocia i suoi testi morbosi strisciando sul palco e volando sul pubblico e ricevendo talvolta anche botte dai fan. Questo però non lo spaventa, perché il ragazzaccio ama combattere e insultare la gente, istigandola alla violenza.
Si succedono mesi e mesi di spettacoli esplosivi. Forse l’esibizione più violenta dei Misfits è quella tenutasi a San Francisco, verso gli inizi degli anni ottanta. Il pubblico lancia lattine di birra sul palco e una di queste, ancora piena, finisce per colpire di striscio la faccia del chitarrista. Questo reagisce e sfascia lo strumento sulla testa di uno spettatore. Si scatena così una rissa di dimensioni sproporzionate.
Il fatto che questa band sia poco conosciuta e apprezzata in Italia, non significa che in America non abbia conseguito una fama strepitosa. Tra i fan ci sono anche diversi musicisti divenuti poi molto famosi.
Il compianto bassista dei Metallica, Clifford Lee Burton, apprezzò il lavoro di  Glenn Danzig in tutte le sue formazioni: The Misfits, Samhain e Danzig. Burton propose di continuo cover dei Misfits ai Metallica. Ancora adesso, nonostante la morte di Burton, i Metallica continuano ad eseguire la musica dei Misfits…
soprattutto il brano Die, Die my darling che viene sempre molto apprezzato dal loro pubblico nei concerti.
Duff McKagan, bassista dei Gun n’ Roses, suona spesso cover dei Misfits nelle sue esibizioni.
Agli esordi il gruppo degli AFI proponeva brani dei Misfits, soprattutto Halloween, e il loro frontman, Davey Havok, si presentava sul palco con un bel devilock a coprirgli il viso.

Gli autori del videogioco Guitar Hero hanno inserito la canzone Mother dei Danzig nella scaletta dei brani giocabili. Attualmente Glenn Danzig è spesso protagonista degli scherzi dei suoi di fan.
Lo hanno fotografato mentre usciva da un supermercato in tenuta da macho con una romantica e variopinta lettiera per gatti… e da quella foto sono state tirate fuori diverse “meme”, per la gioia degli internauti. In un filmato comico reso popolare da Youtube invece, Glenn viene fatto duettare con la cantante Shakira
in un’improbabile cover di Hips don’t lie, resa ancora più ridicola dal testo dissacrante e nonsense.
Danzig tuttavia non pare offendersi e non mostra reazioni indignate…
f
orse consapevole che non importa di come si parli di lui, basta che se ne parli.

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