The Lowdown Drifters: “Last Call For Dreamers” (2019) – di Claudio Trezzani

Non è mai l’ultima chiamata quando si parla di qualità e di musica negli Stati Uniti, e le giovani band al debutto o comunque all’inizio della carriera, che si distinguono per abilità e talento sono davvero tantissime. I Lowdown Drifters provengono dal nord ovest estremo degli States, a nord di Seattle, e suonano un country con forti influenze rock ma sanno anche raccontare storie alla maniera dei grandi folkmen. “Last Call For Dreamers” (2019) è un disco registrato in presa diretta, che sa molto, moltissimo di strada, di viaggio e vita vera. Se pensate a un “on the road” sulle immense e affascinanti strade americane e dovete scegliere la colonna sonora, noi prenderemmo in considerazione l’idea di consumare le 13 tracce di questo disco. C’è tutto quello che il country rock può offrire, chitarre acustiche ed elettriche, una voce potente a tenervi compagnia, la slide, i violini e tanta passione. Già dalla prima traccia, Red Rock, la direzione è ben precisa, niente di originale o costruito ma suonato alla grande e credibile: il suono è perfetto e il testo pure. Last Night in Denver è una delle vette del disco, una ballad dal sapore texano da assaporare e ascoltare in loop nel vostro viaggio: racconti di notti e bar, con violini e chitarre sopra gli scudi. Un viaggio entusiasmante e lungo quello dallo stato di Washington a Nashville, che ha arricchito il suono dei The Lowdown Drifters in modo davvero brillante. I racconti di bottiglie vuote e malinconia si sa, sono il cuore del country americano, e l’altra ballad che attinge a questa tradizione dal sapore folk, è Between The Bottom and The Bottle: una piccola gemma con la chitarra elettrica che rompe la calma con un riff incastonato alla perfezione in una canzone perfetta per le radio texane che non si lasceranno sfuggire l’occasione per confermare che da queste parti si vive “on the road”. Un album da scoprire: non ci sono capolavori,  ma è un disco di quelli veri, di quelli da gustarsi in macchina, magari in un viaggio meno affascinante di quello da Austin a Nashville, ma comunque in compagnia di un suono in grado di renderlo americano e  zeppo di storie da raccontare. Buon ascolto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.