The Gutbuckets: “Gasfire Rag” (2016) di Lino Gregari

The Gutbuckets sono Mario Evangelista e Antonio Speciale, duo che attinge alle radici del Blues e alla magia creata dall’incontro tra quest’ultimo e il Dixielan, il Ragtime, il Folk dei Monti Appalachi.
Ne scaturisce una miscela affascinante che suona pura e incontaminata come poche altre, in grado di far perdere all’ascoltatore il senso del tempo, dilatandolo, creando una bolla entro la quale muoversi per ritrovare aromi e sapori a cui purtroppo non siamo più avvezzi. Con questo Album, il loro secondo lavoro, gli orizzonti di questo progetto si dilatano enormemente e l’idea di utilizzare una formazione ampliata dalla presenza della tromba di Valerio Mazzoni, dal contrabbasso di Maurizio Costantini e dalla tuba di Antonio Scioli, risulta quanto mai azzeccata: il dobro, la chitarra acustica, il mandolino e il Banjo di Evangelista e Speciale ne escono ingigantiti e il suono che sprigiona dai solchi del disco (splendida l’edizione in vinile 180 grammi) è qualcosa di totalmente inaspettato, almeno alla nostra latitudine. 
Da segnalare sicuramente la Title Track, per quanto riguarda i brani originali, e la pregevole versione del classico Sadie Green, godibilissima atmosfera in puro stile New Orleans. “Gasfire Rag” è la riprova che in Italia esiste un substrato di Artisti veri in grado di fare buona musica senza dover rendere conto a nessuno delle proprie scelte ma privilegiando il cuore e l’essenza più pura del Blues e di tutto ciò che lo circonda. L’insieme di brani tipici della tradizione afroamericana e pezzi originali, ha un equilibrio praticamente perfetto che si basa sulla precisione delle performance e sulla nitidezza del suono che si evolve via via che si procede all’ascolto. I 12 brani che compongono il disco hanno il pregio di creare un percorso musicale autoctono nel quale trova giusta collocazione ogni singola nota. Grande merito a questi ragazzi quindi, per il coraggio dimostrato e per la qualità del loro progetto: a noi non resta che cercare questo Album e inserirlo decisamente nella nostra discoteca.

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