The Good Ones: “Rwanda, You Should Be Loved” (2019) – di Ignazio Gulotta

The Good Ones, quelli buoni in un mondo che ha visto massacri orrendi e odio etnico devastare un intero Paese, stiamo parlando del Ruanda da dove provengono i tre musicisti del gruppo, ma non dalla capitale Kigali, bensì da lontane e remote zone rurali, villaggi non ancora raggiunti dalla modernità, dove mancano elettricità e acqua corrente, dove la vita è una continua lotta per la sopravvivenza. The Good Ones sono un trio guidato dal cantante e chitarrista Adrien Kazigira e questo “Rwanda, You Should Be Loved” (2019) è il loro terzo lavoro, prodotto come i precedenti da Ian Brennan che continua nella sua meritoria attività tesa a dar voce a chi non ha la possibilità di esprimersi e far conoscere la propria storia. Brennan e la moglie Marilena Delli, che si occupa di documentare con foto e video le realtà sociali visitate, hanno così fatto conoscere la situazione e l’arte degli albini tanzaniani, dei dannati della Zomba Prison, degli artisti cambogiani ridotti al silenzio dai khmer. Album che uniscono intento etico, sociale, politico a una comunque alta qualità artistica. Il trio si è formato poco dopo il genocidio del 1994 e significativamente i membri appartengono alle tre etnie principali del Ruanda, a dimostrazione di una forte volontà di pacificazione, di superare gli odi e ritrovare la dimensione comunitaria della vita.
L’album dei Good Ones, uscito lo scorso novembre per la Anti-, è interamente registrato dal vivo, senza overdub, nella fattoria di Adrien e raccoglie dodici canzoni di folk rurale acustico. La voce di Adrien Kazigira calda e accorata, a volte accompagnata da quelle degli altri due membri e da una strumentazione semplice, con i suggestivi arpeggi delle chitarre e il contrappunto delle percussioni, canta la vita quotidiana e i suoi infiniti problemi: dal duro lavoro degli agricoltori, al tumore all’occhio della figlia tredicenne, all’amore per la moglie, alla necessità di superare l’odio (“Even if you hate me, I will keep loving you”). Sono canzoni che nella loro apparente semplicità sono espressione sia di una sincera onestà sia del desiderio di dare un messaggio di speranza e amore, anche per chi vive in situazioni di grande difficoltà. La musica dei Good Ones comunica, malgrado i temi siano spesso drammatici e il tono malinconico di molte tracce, un senso di dolcezza, di serenità che le accomuna ad altre espressioni della musica popolare sia americane, per esempio il bluegrass, che europee.
All’album partecipano anche Tunde Adebimpe dei Tv on Radio nella dolente Despite It All Still I Love You, Dear Friend; Nels Cline dei Wilco presta il suono evocativo della sua chitarra a Where Did You Go Wrong, My LoveCorin Tucker delle Sleater Kinney aggiunge suggestive trame sonore a Please Come Back To Me; Kevin Shields dei Flaming Lips, col suo synth, arricchisce il suono della tamburellante e malinconica A Long Sad Journey Watching You Die; Joe Lally dei Fugazi presta la sua chitarra alla canzone d’amore dedicata Adrien a sua moglie, My Wife Is as Beautiful as a Sunset. Ma tutti questi ospiti concepiscono il loro contributo con estremo rispetto verso la musica dei ruandesi, evitando di cambiarne il senso e lasciando il ruolo di protagonisti ai Good Ones e alla loro musica. Un altro disco bello e necessario, di cui dobbiamo ringraziare Ian Brennan.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://thegoodonesband.bandcamp.com/album/rwanda-you-should-be-loved

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: