The Gibbonses: Among The Rubble – di Nicola Chinellato

Se in questo momento mi chiedessero di scommettere su un gruppo esordiente, giocherei dei bei soldi sul futuro dei The Gibbonses, una band attualmente misconosciuta, ma il cui disco d’esordio, “Among The Rubble”, mi ha fatto intravvedere un talento davvero cristallino.
Loro sono marito e moglie, si chiamano Jackie Pock (voce) e Brandon Gibbons (chitarra e voce) e provengono da Dallas, Texas, circuito in cui stanno muovendo i loro primi passi artistici.
Il connubio musicale fra coniugi non è certo una novità: vengono in mente…
ad esempio, la Tedeschi Trucks Band (che i Gibbonses citano come una delle loro fonti di ispirazione) e, soprattutto, i Mastersons (duo di alt-country composto da Chris Masterson e Eleanor Whitmore, che suona anche alla corte di Steve Earle) band con la quale i Nostri hanno più di un punto di contatto (a tal proposito, è inevitabile poi un accostamento anche con i The Civil Wars).
La musica dei Gibbonses presenta delle similitudini con i gruppi citati e la proposta della casa è una classica Americana che lambisce a tratti il pop, ma che porta con sè anche un solido retroterra soul e blues. Detto ciò, quello che emerge dall’ascolto di “Among The Rubble”, è però un songwriting già sicuro e personale, che si sviluppa su melodie lineari ma di grande presa emotiva.
Insomma, questo sembra tutto tranne che un disco d’esordio: gli arrangiamenti sono curati, il suono è pieno e arioso, le armonie irresistibili, l’interplay fra strumenti acustici ed elettrici brillante ed equilibrato.
Il fiore all’occhiello, però, è soprattutto la  voce potente di Jackie Pock, ricca di sfumature e traboccante energia, capace di avventurarsi con straordinari risultati anche fuori dai confini dell’Americana (da brividi la performance soul sull’ottima Tough As Nails). Piacciono, e molto, le canzoni in scaletta, alcune delle quali, se i Gibbonses fossero già una realtà consolidata, sarebbero pronte per numerosissimi passaggi radiofonici e per centrare piazze importanti nelle classifiche di genere.
Walk The Mile, il brano con cui si apre il disco, ad esempio, ti si appiccica alle orecchie con una velocità sorprendente, grazie al perfetto intreccio fra chitarra acustica ed elettrica, a un tappeto di banjo che sorregge una melodia dal mood ombroso, e alla voce impetuosa di Jackie Pock, che nel finale si fa addirittura travolgente. Da brividi…. ed è solo il primo di tanti episodi riuscitissimi, da That’s My Home a Outbound, da Free a One For Me (questa vi farà sanguinare il cuore), in cui i Gibbonses riescono a piazzare un pugno di ritornelli da ko. Il disco, ovviamente introvabile in Italia, lo potete acquistare su iTunes o Amazon. Datemi retta e fate un salto ad ascoltarlo: sono sicuro che “Among The Rubble” entrerà di diritto nella vostra heavy rotation del mese.

http://comeunkillersottoilsole.blogspot.it/2016/05/the-gibbonses-among-rubble.html

The Gibbonses chinellato

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