The Doors: “London Fog 1966” (2016) – di Claudio Trezzani

Per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario della nascita dei Doors di quattro anni fa, la mitica band originaria di Venice Beach, i due superstiti, il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore, hanno supervisionato l’uscita di “London Fog 1966” (2016), cofanetto che ha una valenza storica notevole: l’ascolto per fan ed appassionati la prima registrazione in assoluto di quella che sarà una delle band più influenti della storia della musica rock. Il box-set pubblicato in tiratura limitata di 18.000 copie è la riproduzione cartonata di una scatola da bobina magnetica. All’interno, oltre al vinile e al cd del concerto tenutosi nel maggio del 1966 al London Fog, piccolo club sul Sunset Strip di L.A., troviamo una serie di “memorabilia” davvero ben riprodotte, come le foto del concerto e la scaletta scritta a mano da Densmore
La registrazione la riportò alla luce Nettie Peña, una delle poche fortunate che assistette a quello che non sapeva sarebbe diventato un evento epocale. Una registrazione su nastro magnetico che è stata restaurata in maniera fantastica dallo storico ingegnere del suono della band, Bruce Botnick. Come si riporta nelle note all’interno del libretto del cd, la stessa Peña avrebbe effettuato registrazioni anche di altre importantissime serate al Fog, fra le quali una contenente la prima esecuzione in assoluto di The End (registrazioni andate malauguratamente perdute durante vari traslochi). I Doors, all’epoca, erano la band di cartello del minuscolo live club, e vi suonavano anche 4/5 giorni a settimana per pochi dollari, affinando però quello stile che si trasformò in magia pura già dall’esordio discografico omonimo del 1967. La parte più significativa della scaletta sono le versioni primordiali di due canzoni poi finite sul secondo e quinto disco, Strange Days e You Make Me Real, versioni “work-in-progress” ma che già mostravano idee innovative per l’epoca e un Jim Morrison che timidamente cercava di farsi largo come frontman e poeta
Le altre sono cover di pezzi blues rock che i Doors eseguivano normalmente al London Fog, come Lucille di Little Richard oppure I’m Your Hoochie Coochie Man di Muddy Waters che i giovani musicisti cercano di interpretare nel modo più personale possibile di fronte a un pubblico di poche decine di unità (come confessa in alcune interviste Krieger“sentirete applaudire un paio di persone nel cd”). Queste serate saranno il trampolino di lancio per i Doors che esordiranno pochi giorni dopo al Whisky A Go Go, il ben più importante locale situato pochi passi più avanti sullo Strip, luogo in cui si sono esibiti Jimi Hendrix, Janis Joplin, Black Sabbath, Otis Redding, The Who, Cream, Led Zeppelin, Ramones, giusto per citare qualche leggenda a caso. Quasi tutti i fan, appassionati o collezionisti, non sono riusciti a mettere le mani su una delle diciottomila copie di questo piccolo “Santo Graal” della musica rock, una testimonianza unica e inedita che tramanda ai posteri la nascita di Re Lucertola e della sua leggenda. Con la speranza nel cuore che qualche anima pia aiuti Nettie Peña a ritrovare le bobine andate perdute.

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3 pensieri riguardo “The Doors: “London Fog 1966” (2016) – di Claudio Trezzani

  • Gennaio 15, 2017 in 7:22 pm
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    Grazie per l’ascolto in anteprima di questa rara registrazione

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  • Gennaio 28, 2017 in 8:18 pm
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    Sì Giuseppe, grazie per la precisazione che ci ha consentito di rilevare il refuso del nostro redattore.

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