The Big Blue House: “Binne My” (2018) – di Capitan Delirio

Una scossa di chitarra elettrica, un giro di basso, una batteria che picchia e la tastiera a miagolare come un organo tra impercettibili varchi di ritmo incalzante. Così parte Liar, il brano di apertura del disco “Binne My”, l’ultimo progetto della band toscana The Big Blue House. Il loro è un Rock Blues sincero, di quelli più classici, anche se aprono con una dichiarazione sull’essere bugiardi… ma in amore, si sa, qualche menzogna è necessaria. La loro sincerità la mettono in musica, con un sound corposo, pieno, rotolante senza compromessi. Fa pensare ad un viaggio in auto su autostrade deserte e polverose, alla ricerca della libertà assoluta… mentre invece magari ti trovi ingorgato in vie cittadine della giungla metropolitana. Il basso di Luca Bernetti, le tastiere di Sandro Scarselli, la batteria di Andrea Berti… ogni strumento sa alla perfezione quello che deve comunicare di questo genere che calza loro a pennello, come se Torrita di Siena (piccola loro cittadina d’origine che tra l’altro propone un grande Festival Blues) fosse un ghetto di Chicago. La voce roca di Danilo Staglianò rende tutto più credibile e quando poi partono i monologhi di chitarra è pura libidine. L’apice si tocca nei Blues lenti come Black Eyes, una vera e propria dichiarazione d’amore su trame elettriche… ma anche in quelli più sostenuti come Playing This Tune. Poi, quando si è trovato l’equilibrio per cavalcare l’onda potente dell’Electric Blues, parte il brano Binne My, la traccia che dà il titolo all’album. Si approda a qualcosa che è diverso da tutto, in cui non si può più parlare di generi musicali o qualità espressiva: si entra nel mondo dell’emozione, dell’invito a non abbandonare i sogni, della scoperta profonda della propria interiorità… non per niente sono due parole prese dall’idioma afrikaans e che corrispondono all’italiano “dentro me”. Un vero piccolo gioiello che crea un’atmosfera di malinconica magia. Per andare avanti bisogna resistere all’impulso di riascoltare all’infinito “Binne My” ma vale la pena proseguire, comunque, perché The Big Blue House non ha finito di sfornare sorprese. Per chiudere l’album, infatti, scelgono il brano To Leave This World, un altro esempio rigenerante sulle loro capacità di composizione e arrangiamento. Ci dicono come lasciare questo mondo ma ci rendono impossibile lasciare questo album.

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