“The Best Of Animals” (1966) – di La Firma Cangiante

Nel giro di pochissimi anni, dal 1964 al 1966, si assiste all’esordio, al successo e al primo scioglimento di una delle band più celebri della cosiddetta British Invasion; che ancora oggi è annoverata negli annali della storia della musica per alcuni celeberrimi arrangiamenti di pezzi classici e per la voce inconfondibile del frontman, Eric Burdon.
Come usava all’epoca, in questa prima fase di carriera, durante la quale i The Animals pubblicarono nel Regno Unito tre album (in America anche di più) la band presenta un misto di cover e pezzi tradizionali che guardano soprattutto al blues più classico con divagazioni sporadiche in altri territori. “The best of The Animals” è un breve vademecum, ottimo per conoscere e apprezzare la passione riversata agli strumenti dal Gruppo di Newcastle in quei primi anni di attività. Passione testimoniata anche dalle molte e affollate  date live negli U.K.: una circostanza non da poco, se si pensa che i sold out al Downbeat Club, al Club A Go Go di Newcastle e al Crawdaddy di Londra apriranno agli Animals le porte del loro successo statunitense. Purtroppo già sul finire del 1965 il gruppo inizia a perdere i pezzi, e dopo il 1966 Eric Burdon ne rinnoverà completamente la formazione (diverranno The New Animals) e il sound, sempre più attratto dalla scena musicale della costa ovest  degli States e dalla controcultura del flower power. Il pezzo d’apertura della raccolta (It’s My Life, uno dei più interessanti dell’intero disco e scritto proprio per gli Animals) si ricorda per l’attacco di basso di Chas Chandler inseguito dai ricami della chitarra di Hilton Valentine; duetto semplice e riuscitissimo che caratterizza un inno di ribellione, anche questo semplice ed efficace, grazie a un testo che non conosce mezzi termini: “It’s my life and I’ll do what I want, it’s my mind and I’ll think like I want”. 
Poi, tanto, tanto blues, venato dai coevi echi Yardbirds (Gonna send you back to Walker) cori ariosi a condire il tutto e a far risaltare il bel cantato di Burdon e chitarre supportate dall’organo. Qualche concessione al soul più romantico sul pezzo di Sam Cooke Bring it on home to me, e poi ancora blues con Fats Domino (I’m In Love Again) e John Lee Hooker (I’m Mad Again, Boom Boom).
Bravi i The Animals, anche nei momenti più leggeri del disco, contigui più al pop e al rock ‘n roll che al blues (Roberta o We gotta get out of this place). In evidenza, anche i due tormentoni che è impossibile non citare, pezzi reinterpretati praticamente da chiunque e noti al grande pubblico, anche se non necessariamente di sponda rock: il traditional The House of the Rising Sun e, soprattutto, Don’t let me be misunderstood, inopinatamente ripresa, in tempi più recenti, dai terrificanti Santa Esmeralda.

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The best of The Animals, 1966 – MGM

Eric Burdon: voce / Alan Price: tastiere /Hilton Valentine: chitarra
Chas Chandler: basso / John Steel: batteria

01  It’s my life / 02  Gonna send you back to Walker / 03  Bring it on home to me
04  I’m mad again / 05  The house of the rising sun / 06  We gotta get out of this place
07  Boom boom / 08  I’m in love again / 09  Roberta / 10  I’m crying
11  Don’t let me be misunderstood 

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