The Band… l’arte di essere gregari – di Fabrizio Medori

Uno dei più importanti eventi nella storia del Rock nacque da un gruppo di canadesi sull’orlo di una crisi di nervi, che intitolarono la festa per la conclusione della loro lunga e fortunata carriera “The Last Waltz”. Il film-concerto che nel 1978 entusiasmò milioni di ragazzi, primo grande evento collettivo dai tempi di Woodstock, è il fedele resoconto della serata di addio del gruppo, accompagnato per l’occasione da un gran numero di amici con i quali avevano diviso il palco nei sedici anni precedenti. Quella volta, ad affiancare The Band si avvicendarono Bob Dylan, Ronnie Hawkins, Doctor John, Neil Young, Joni Mitchell, Eric Clapton, Van Morrison, gli Staples Singers, Neil Diamond, Emmylou Harris, Paul Butterfield ed il grande Muddy Waters… per poi risalire sul palco tutti insieme al termine della festa insieme a Ringo Starr e Steven Stills. Il Gruppo aveva esordito all’inizio degli anni 60 accompagnando il cantante rock’n’roll Ronnie Hawkins, che lo ribattezzò The Hawks, e si guadagnò sulle tavole dei palcoscenici di tutti gli Stati Uniti una fama così grande da cambiare nome in The Band, Il Gruppo, quello definitivo. Durante la loro carriera hanno accompagnato decine di artisti di altissimo livello, ma l’incontro più importante è stato quello con Bob Dylan, con il quale hanno lavorato per parecchi anni, dopo la storica “svolta elettrica di Newport”, producendo alcuni fra i maggiori capolavori del menestrello di Duluth… primi fra tutti “Basament tapes” e “Before the Flood”. Il sound del Gruppo è sempre stato tutt’altro che monotono e ottenuto mescolando Rock, Folk, Country, Blues, Soul e musiche della tradizione del sud degli States, come Ragtime e Cajun, utilizzando gli strumenti classici del Rock elettrico; ma anche tutto l’armamentario della musica acustica, grazie alla versatilità di componenti in grado di suonare, e bene, anche mandolino, fisarmonica, violino, contrabbasso, sassofoni e trombe. The Band non è stato, inoltre, solo un gruppo di accompagnatori, sebbene nella più nobile e creativa accezione del termine. I loro brani originali meritano sicuramente un posto al sole nella storia del Rock. La loro carriera in proprio inizia, nel 1968, con “Music from the Big Pink”, dal nome della casa in cui vivevano. Già dall’esordio sono evidenti le caratteristiche sonore del Gruppo, formato dal chitarrista Robbie Robertson, dal batterista Levon Helm, dal bassista Rick Danko e dai due tastieristi… Garth Hudson e Richard Manuel, il quale suona anche sassofoni e chitarra dobro. Il primo disco contiene canzoni indimenticabili, come Chest Fever, This Wheel’s On Fire e I Shall Be Released, ma soprattutto il loro capolavoro assoluto, The Weight, splendido intreccio di voci e strumenti, che sarà un po’ la loro bandiera. Nel 1969 arriva l’album omonimo, dal quale estrapolerei Rag Mama Rag, Up on Cripple Creek e soprattutto The Night They Drove Old Dixie Down, trascinante ballata di argomento “sudista”. L’anno seguente The Band registra un disco di inediti, suonati dal vivo, “Stagefright”, che oltre al brano omonimo contiene The Shape I’m In. La loro luce, a questo punto iniziò ad appannarsi leggermente, e mentre si infittiva la collaborazione con Dylan, arrivarono dischi interlocutori come “Cahoots” del 1971, “Moondog Matinee” del 1973, “Northern lights Southern Cross”, del 1975 e “Islands”, del 1977. I dischi in questione non erano inferiori ai precedenti, contenevano anzi canzoni di livello molto elevato, ma era sparita l’originalità dei primi tre album, e il Gruppo faticava a rinnovarsi, non riusciva più a stupire il pubblico con nuove sonorità. In uno spazio a parte andrà poi pubblicata la recensione del famoso live del 1978, “The Last Waltz”, recentemente ristampato dalla Rhino Records. In realtà il gruppo ha continuato una discontinua attività, con dischi e concerti, ma l’abbandono di Robbie Robertson, e la morte di Richard Manuel e, in seguito, quelle di Rick Danko, e di Levon Helm, hanno tolto spessore e interesse a una delle più importanti Band di tutti i tempi, anzi… The Band.

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