Sulutumana: “Vadavialcù” (2018) – di Maurizio Fierro

Se, come dice Erasmo da Rotterdam, “In ogni attività la passione toglie gran parte della difficoltà”, quando Gian Battista Galli, Francesco Andreotti e Nadir Gori concepiscono il progetto musicale Sulutumana (corre l’anno 1998), possiedono già quasi tutto quello serve per affrontare senza ostacoli il percorso che gli si sta aprendo all’orizzonte. Prodigi della passione. Come quella che accomuna i tre ragazzi della Valassina, nel cuore del Triangolo lariano: la musica d’autore. Un genere letterario. Sì, avete letto bene, perché cantautore non è solo chi scrive le proprie canzoni e le canta, come vorrebbe la semplice declinazione etimologica, ma anche, se non soprattutto, chi rappresenta un vero e proprio riferimento culturale, con una propria coscienza artistica, le sue ascendenze, i suoi richiami, i suoi autori e un suo linguaggio e, a proposito di linguaggio, quello del gruppo capitanato dal leader Gian Battista Galli affonda le radici nel folclore popolare dei “poeti per musica” della tradizione letteraria, del madrigale rinascimentale, delle opere poetiche, fino ad arrivare ai chansonnier francesi.
Un linguaggio dal sapore minimalista, con focus rivolto alle piccole storie della quotidianità. Bene, da quell’ormai lontano 1998 inizia per i Sulutumana (dal lombardo sul’utumàna, “sul divano”) un’attività artistica colma di soddisfazioni e riconoscimenti (fra tutti, il Premio Tenco nell’anno 2000, con la targa IMAIE come miglior gruppo inedito, grazie al quale si sono esibiti al Teatro Ariston di Sanremo, in occasione della rassegna cantautorale, e il Premio Giorgio Lo Cascio 2008 per la canzone d’autore), durante la quale, oltre al trio originario, si sono via via aggiunti e avvicendati numerosi ottimi musicisti. I Sulutumana pubblicano dodici album, tutti caratterizzati dal loro caratteristico approccio essenziale, e con rimandi letterari che vanno da Antoine de Saint-Exupéry a Italo Calvino fino ad Erri De Luca, e collaborazioni con scrittori come Andrea Vitali. Un approccio senza inutili orpelli, affine alla poetica carveriana. Non sfugge alla regola il loro ultimo lavoro “Vadavialcù” (Maremmano Records/IRD 2019) che, nell’evocare la parolaccia più diffusa in Lombardia, quel “vadavialcù” che da spontaneo e icastico motto liberatorio si trasforma in una sorta di formula magica per aprire una crepa nel muro di noia di giorni tutti uguali, rende omaggio a uno dei grandi protagonisti della “commedia all’italiana”, Ugo Tognazzi, ospite d’onore dell’LP, la cui voce è prestata alla canzone che dà il titolo al brano e all’album. Il videoclip che accompagna il singolo, ispirato al celebre episodio “Hostaria”, contenuto nel film “I nuovi mostri”, firmato dai registi Ettore Scola, Mario Monicelli e Dino Risi, è realizzato da Marco Red Fusari, prodotto dalla Società Artistica La Corda di Erba, ed è ambientato alla trattoria Taverna ai Poggi di Lecco, dove i protagonisti altri non sono che i sei attuali componenti dei “Sulu”
Ma scrivevamo del linguaggio dei Sulutumana, un linguaggio dalle venature teatrali: ebbene, il 27 ottobre sarà proprio il Teatro Sociale di Como lo scenario che celebrerà l’uscita della versione in vinile di “Vadavialcù”. Una versione da preservare tramite propagazione controllata, con una tiratura limitata; un pezzo da collezione con un inedito e originale packaging ecosostenibile a firma dell’artista Enrico Cazzaniga e del grafico Fabrizio Bellanca. Già… il teatro e, nello specifico, quello che dal 1831 accompagna le serate culturali dei comaschi“Una casa accogliente”, dice Gian Battista Galli, “che ha sempre aperto le sue porte per far conoscere alla platea di Como le nostre canzoni e il nostro linguaggio, e che è stato testimone negli anni delle varie tappe del nostro percorso artistico”. Sarà un grande evento liberatorio quello che il 27 ottobre aprirà il Vadavialtour: da novembre a marzo, proseguirà con una serie di concerti in Italia, Svizzera e Germania. Un evento nel quale la band condividerà emozioni con tutti coloro che vorranno immergersi insieme alla loro musica in un mood mentale positivo. Perché poi, il minimalismo esistenziale dei Sulutumana, è una sorta di protesta contro il battito e il ritmo del nostro tempo… e allora, come suggerisce Gian Battista Galli, “vadavialcù a tutto ciò che si pone come ostacolo al nostro slancio vitale: i dubbi, le paure, i calcoli, le recriminazioni. Ma anche vadavialcù a tutti quelli che vogliono vendere opinioni, manipolare cervelli, urlare verità, imporre pensieri e azioni”.

Gian Battista Galli: voce e fisarmonica.
Francesco Andreotti
: pianoforte e tastiere.
Nadir Giori: basso elettrico, contrabbasso e chitarra acustica.
Angelo Galli: cori, flauto e aggeggi.
Beppe Pini: chitarra acustica e chitarra elettrica.
Marco Castiglioni: batteria e percussioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.