Stone The Crows: una triste storia – di Lino Gregari

Quella dei grandi Stone The Crows è una storia triste, che può svanire dalla mente solo ripercorrendola. Di loro resta una manciata di grandi album, a testimoniare il calibro di questa stupefacente band. Scozzesi di Glasgow, si formano nel 1969. Mentre l’Inghilterra vive gli anni d’oro del british blues, la band ricorda a tutti che anche la Scozia è terra di grandi talenti e che, oltre alla tanto declamata Swinging London, esiste anche una possente “Swinging Glasgow“. Si mettono subito in luce grazie alla grande voce di Maggie Bell – subito ribattezzata “la Janis Joplin di Gran Bretagna” – e alla chitarra di LeslieLes Harvey, talentuoso chitarrista fratello del più noto Alex.
Il loro sound è spettacolare, una miscela di rock e blues molto psichedelica, con una carica innata difficilmente riscontrabile altrove. Lo sa bene Peter Grant, manager dei Led Zeppelin, che li produce convinto di farne il gruppo di punta della Polidor, una band di prima grandezza. In pochi mesi pubblicano due album, l’omonimo “Stone the Crows” e il successivo “Ode to John Law“, due capolavori.
Se il primo è il classico esordio col botto – caratterizzato dall’epica seconda facciata completamente occupata dalla monumentale I Saw America – il secondo ribadisce la grandezza della band e dei singoli componenti in evidente stato di grazia. Mai un momento di debolezza li prende e una costante tensione, fatta di grandissima personalità, sfocia in un blues permeato di soul e gospel.
Leslie è un signor chitarrista – tra l’altro amico davvero intimo di Eric Clapton – e Maggie è capace di colorare i brani in maniera incredibile. I due album – entrambi del 1970 – vengono poi seguiti dal buono “Teenage Licks” del 1971 e dal bello ma frammentario “Ontinuous Performance” del 1972. Poi, nel 1973, accade l’irreparabile. 
Durante un concerto a Swansea (il 3 marzoLeslie muore folgorato dopo aver impugnato il microfono e Maggie, sua compagna anche nella vita, sviene sul palco. La loro storia si conclude qui, in modo molto netto e drammatico. Maggie si riprenderà dopo una lunga depressione e tornerà anche a cantare, ma niente sarà più come prima. Anche se non hanno mai veramente raggiunto il successo che meritavano, gli Stone The Crows restano uno dei migliori esempi di grande Musica anni 70.

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