Steps Ahead: “Magnetic” (1986) – di Ubaldo Scifo

Un funambolo passeggia lungo un cavo d’acciaio teso fra le Twin Towers. Sospeso nel vuoto, a testa in giù, sfidando i principi della fisica, la forza di gravità e la ragione umana. Il titolo dell’album è “Magnetic” degli Steps Ahead, pubblicato nel 1986 dalla Elektra/Asylum per gli USA e dalla Wea. La copertina è ispirata alla passeggiata di Philippe Petit del 1974, descritta nel film documentario “Man of Wire” e riproposta nel recentissimo “The Walk” di Robert Zemeckis, uscito nell’ottobre del 2015.“La morte incornicia il filo alto. Ma io non mi vedo qui a correre rischi. Faccio tutti i preparativi che potrebbe fare un ricercatore di non-morte”. (Philippe Petit). Quello che all’epoca era considerato il punto più alto di New York non poteva che essere un luogo di sfida: scienza e tecnologia avevano spinto due giganti d’acciaio fino a quell’altezza e un piccolo uomo, con il solo aiuto del suo corpo e della sua forza interiore, aveva vinto l’impeto del vento e la paura di precipitare giù. Da questa immagine piena di suggestioni gli Steps Ahead prendono spunto per proporre la loro musica. Proseguono lungo il percorso intrapreso con “Modern Times” del 1984, quello cioè della Jazz fusion, caratterizzato dall’uso di sintetizzatori, diversamente da come era successo nell’album “Steps Ahead” del 1983 nella cui line-up figurava anche Eliane Elias al piano, improntato ad un Jazz acustico, più morbido. In “Magnetic” si delinea meglio l’orientamento del gruppo di Michael Brecker e Mike Mainieri, verso una musica influenzata dalla tecnologia, senza perdere di vista l’intervento del musicista con le sue idee, il suo pathos e il suo vissuto. Così, accanto a synthesizers di ogni genere vengono impiegati strumenti acustici come il banjo e la chitarra folk, appartenenti alla tradizione. Il discorso non riguarda un semplice accostamento di strumenti ma anche una riproposizione di strutture e forme musicali in chiave diversa. A questa avventura partecipano musicisti di grande rilievo, a partire dalla sezione ritmica del gruppo in quel momento formata da Victor Bailey al basso e Peter Erskine alle percussioni, ex componenti dei Weather Report; i chitarristi Chuck Loeb e Hiram Bullock: il primo rivolto verso un crossover Jazz dalle sonorità easy e raffinate, specie con la chitarra acustica, l’altro proveniente dall’ambiente fusion, più heavy e orientato sul Rock, e con alle spalle importanti esperienze con Gil Evans e Miles Davis; Kenny Kirkland pianista e tastierista di formazione Jazz, proveniente dall’ambiente dei fratelli Marsalis e da collaborazioni con l’ex Police Sting; Mitchel Forman… altro tastierista con origini nel west coast Jazz di Gerry Mulligan e Stanz Getz ed esperienze con John McLaughlin e la Mahavishnu Orchestra, in particolare in “Mahavisnu” (1984) e “Adventures in Radioland” (1987), successivo a “Magnetic” con gli Steps Ahead. Questi ultimi due album, si può dire abbiano caratteristiche simili e sicuramente appartenenti al filone della fusion rivolto verso la world music, genere che, con questo nome, cominciava a diffondersi già dai primi anni 80. Bullock e Kirkland suonano unicamente in Trains, ispirata dai percorsi degli hobos attraverso un racconto che contiene riferimenti country-folk mutuati dalla tradizione americana e contaminati dal linguaggio Jazz, dal Rock e dal Funk. Atmosfere da “New Chautauqua” (Pat Metheny 1979), dove l’accompagnamento della chitarra acustica viene irrobustito dal backing percussivo del basso e della batteria di Erskine. Scatenato al sax tenore, Brecker usa in alcune parti anche lo Steiner EWI. Bullock nella parte finale si produce in uno strepitoso assolo alla chitarra elettrica. Stessa alchimia nell’uso di strumenti e di stili e stessi temi ispiratori in Cajun, che è una antica forma musicale tradizionale praticata da un ceppo etnico di origine francese trapiantato in LouisianaPeter Schwimmer suona il banjo. L’hard bop di Brecker incontra il Mississippi e lo sorvola su un leggero e colorato tappeto di note acustiche e sintetiche, con eleganza e fluidità. E’ vero che il sassofonista si divertiva proprio tanto ad usare lo Steiner EWI che è uno strumento a fiato sintetico, accoppiato o meno all’Oberheim Expander (un moltiplicatore di suoni), ma ne aveva estrema padronanza e, in ASentimental Mood di Duke Ellington, ne mette in risalto le caratteristiche migliori, con delicatezza e rispetto della versione originale. Uno dei momenti migliori dell’intero album. Su Magnetic Love, brano gradevole, brillante, con caratteristiche molto vicino alla pop-dance di allora, troviamo Dianne Reevesgrande interprete Jazz che emerge dalla baraonda di percussioni elettroniche ed effetti speciali e lo trascina in area Soul, aiutata dal trio vocale Gray, Pendarvis, Brown. All The Tea In China è l’unica traccia dell’album in cui Mitchel Forman dà il suo contributo alle tastiere, potrebbe essere la soundtrack del viaggio di un moderno Marco Polo diretto con la sua astronave verso la Costellazione del Dragone: qui i suoni risvegliano suggestioni così come in Sumo (tanto per rimanere in Oriente) e Beirut. L’album termina con una ballad quasi a chiudere in maniera rassicurante il viaggio per paesi, mondi e galassie: un brano nello stile dei classici Steps Ahead con i vibes di Mainieri in risalto a dialogare con il tenore di Brecker e con la partecipazione, al piano acustico, di Warren Bernhard. Dopo Petit fu King Kong nel 1976 a passare sempre da quelle torri, ma a lui non andò tanto bene. Chissà cosa pensava lo scimmione figlio di Rambaldi, crivellato di colpi in caduta libera sulle strade di Manhattan; forse che non ci sarebbe mai stata una fine perché si trattava di una finzione? Oppure, che di colpo tutto attorno a lui sarebbe sparito? Certamente il primate non avrebbe mai immaginato la sovrapposizione di un finale ben più devastante e soprattutto accaduto realmente: quello in cui due aerei impazziti, scagliandosi come missili infernali contro quelle torri le avrebbero distrutte e, insieme, tutto il resto del sogno americano. Lasciando su quel luogo migliaia di vittime insieme a un tragico, incredulo, doloroso silenzio.

A1. Trains (Mike Mainieri).
Victor Bailey: Bass. Michael Brecker: Steiner EWI, tenor saxophone. Hiram Bullock: Guitar. Peter Erskine: Acoustic/electric drums, percussion. Robby Kilgore: Synthesizer programming. Kenny Kirkland: Synthesizers. Chuck Loeb: Acoustic/electric guitar, guitar synthesizer. Mike Mainieri: Synthi-vibes, keyboards.
A2. Beirut (V. Bailey, M. Brecker, P. Erskine, C. Loeb, M. Mainieri). Victor Bailey: Bass. Michael Brecker: Steiner EWI/Oberheim Xpander, tenor saxophone. Peter Erskine: Acoustic/electric drums, percussion. Robby Kilgore: Synthesizer programming. Chuck Loeb: Electric guitar, guitar synthesizer. Mike Mainieri: Synthi-vibes, keyboords.
A3. Cajun (Michael Brecker). Victor Bailey: Bass. Michael Brecker: Steiner EWI/Oberheim Xpander, tenor saxophone. Peter Erskine: Drums. Robby Kilgore: Synthesizer programming. Chuck Loeb: Guitar, guitar synthesizer. Mike Mainieri: Synthi-vibes. Peter Schwimmer: Banjo.
A4. In A Sentimental Mood (Duke Ellington). Michael Brecker: Steiner EWI/Oberheim Xpander. Mike Mainieri: Keyboards.
B1. Magnetic Love (Mike Mainieri & Scott Martin)
Phil Ashley: Synthesizers, sequencing. Jimmy Bralower: Drum progromming. Michael Brecker: Tenor saxophone. Paul Jackson: Guitar. Mike Mainieri, Scott Martin: Synthesizers. Andy Topeka: Synclavier sampling. Dianne Reeves: Lead vocals. Diva Gray, Janis Pendarvis, Jocelyn Brown: Backround vocals.
B2. Sumo (Michael Brecker).
Victor Bailey: Bass. Jimmy Brolower: Drum programming. Michael Brecker: Steiner EWI, tenor saxophone. Peter Erskine: Drums, percussion. Robby Kilgore: Synthesizer programming, piano. Chuck Loeb: Guitar, guitar synthesizers. Mike Mainieri: Synthi-vibes.
B3. All The Tea In China (Peter Erskine).
Victor Bailey: Bass. Michael Brecker: Steiner EWI/Oberheim Xpander, tenor saxophone. Peter Erskine: Synthesizers, percussion. Mitchel Forman: Synthesizers. Robby Kilgore: Oberheim Xpander programming. Chuck Loeb: Guitar. Mike Mainieri: Vibes.
B4. Something I Said (Peter Erskine).
Victor Bailey: Bass. Warren Bernhardt: Acoustic piano, synthesizers. Michael Brecker: Tenor saxophone. Peter Erskine: Drums, synthesizer. Chuck Loeb: Guitar. Mike Mainieri: Synthi-vibes.
B5. Reprise (Magnetic Love) (Mike Mainieri & Scott Martin).

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