Stefano Gilardino: “La Storia Del Punk” (2017) – di Govind Singh Khurana

Quarant’anni di storia del punk offrono l’occasione per analizzare e storicizzare questo movimento e fermento. “La storia del punk” di Stefano Gilardino vede la luce per un editore storico come Hoepli, e ha il rigore e la struttura di altre pubblicazioni dello stesso editore, filtrati attraverso l’esperienza e la conoscenza dell’autore che proprio grazie al punk ha scoperto il suo amore per la musica, e dalle prime fanzine ha intrapreso una carriera da giornalista e redattore, per alcune delle principali testate musicali in Italia. La pubblicazione però rimane fedele a ciò che il titolo anticipa, ed è quindi storia (e non critica) con una serie di gruppi musicali e correnti affrontate in ordine cronologico, accompagnati da box che fungono da approfondimento, e a volte evidenziano alcuni aspetti o caratteri “mitologici”. Se fosse uscito nel 1987 un libro come questo sarebbe diventato la mia bibbia, ne avrei imparato a memoria passaggi interi, vista la fame di informazione, verificata che c’era ai tempi. Oggi trova comunque una sua ragione d’essere, non solo nel ripercorrere gli eventi, ma per i collegamenti interni che più volte crea, in cui un artista del passato viene riscoperto grazie alle parole di chi è stato influenzato da lui, e magari diventato più famoso, fenomeno che si è ripetuto più volte nella scena punk. La prima cosa che si coglie da questo libro è l’enorme ricerca che ha portato alla sua realizzazione, che abbatte ogni barriera geografica e temporale e fa si che si possa parlare di punk in Italia e dall’Italia senza timori reverenziali. La seconda è l’accezione che l’autore da al termine punk, che qui viene lasciata alle parole di Joey Cape dei Lagwagon che cura l’introduzione e che si intuisce poi dalla scelta degli argomenti trattati… è un’accezione ampia e non letteraria e legata al semplice punk 77 inglese . Si parte dai Velvet Underground per poi arrivare a Stooges e New York Dolls e, solo in seguito, al punk inglese, la triade Sex Pistols, The Clash e Damned… e poi ancora ad esplorare la scena di New York, dai Television a Patti Smith, Ramones, ovviamente, ma da lì anche oltre, ad artisti di confine come Devo, Pere Ubu, Tuxedomoon e quello che viene comunemente considerato come Post-Punk come i Joy Division. Il racconto si fa più coinvolgente quando si passa al punk hardcore, anche perché la storia è stata raccontata spesso solo in maniera frammentaria o forse per il semplice motivo che li sento più vicini alla mia generazione o ancora per tutte le evoluzioni possibili dagli anni 90 al 2000, dalla scena NYHC all’Emo, passando per l’hardcore melodico californiano, il post-hc e tutto ciò che ho dimenticato di citare, con una riflessione finale sul presente e futuro del punk. Una citazione veloce infine per due sezioni, quella dedicata all’Italia, particolarmente approfondita per quanto riguarda il periodo delle origini e per la sezione chiamata “Art Attack”, dedicata all’aspetto visuale, dagli artwork alle fotografie passando per riviste e altri documenti dell’epoca. Un libro che può conquistare chi si avvicina per la prima volta al genere ma che ha qualcosa da raccontare ai anche ai più “esperti”.

“La Storia Del Punk” di Stefano Gilardino (Hoepli 2017  320 pp.- Italiano).

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