Stato Brado: “Cosa Adesso Siamo” (New Model Label 2017) – di Magar

Dalla preziosa New Model Label, ecco un altro disco che apre con uno squarcio di luce le opache e polverose stanze della attuale musica italiana. Attraverso dieci canzoni d’autore, i livornesi Stato Brado ci consegnano il mondo che hanno visto emergere dando spazio al loro modo di concepire la musica e la cultura; lo fanno in modo profondo, lasciando parlare i protagonisti delle loro storie, che si muovono in un panorama nostrano, ma che potrebbe tranquillamente essere collocato nella profonda provincia americana: motociclisti, cowboys, femme fatales, uniti a viaggiatori, semplici impiegati e scommettitori prendono vita grazie alla qualità di un songwriting di grande spessore che, unito alle sonorità tipiche del Blues, del Country e del Folk made in USA illustrano questo percorso sonoro in modo impeccabile. Tuttavia non basta catalogare questo suono in modo così semplice per raccontare l’album in questione: è la canzone d’autore italiana il vero fulcro del disco. Un brano come Alla Guerra non Andrò, sembra uscito dalla penna di Massimo Bubola (quello ispirato e vitale del periodo De Andrè). 
I sette musicisti si immergono nelle storie che raccontano, respirando la vita dei protagonisti di questi racconti, confondendosi con loro fino a condividere intimamente sogni e illusioni che in fondo sono di tutti noi. L’iniziale Nient’altro è un brano che racconta la gioia del viaggiare solo per il gusto di farlo, attraverso un contrappunto di tromba e sax a cui fa da contraltare un ritmo gradevolmente incalzante, mentre il vago sapore rètro della seguente Scommessa ci narra le vicissitudini di chi affida tutte le sue speranze a una corsa di cavalli, consapevole del fatto che ciò che conta è l’emozione del gioco e non l’esito della garaNon ce n’è più è un pezzo intimista, con i fiati a cesellare il lavoro della chitarra acustica, sorretti da una sezione ritmica che accompagna questa immersione in un viaggio senza tempo al quale si abbandona il protagonista. Bella anche Sabbia del Deserto, (brano storico di Ivan Graziani compreso nel bellissimo Pigro del 1978) altro esempio di canzone d’autore perfettamente interpretata e con un inciso di sax davvero notevole che ribadisce in modo chiaro come si possa fare una cover (l’unica del disco) avendo tutto il rispetto della versione originale ma aggiungendovi delicata personalità.
La Schiuma dei Giorni è uno dei pezzi migliori del disco, intenso e melodico, con un delicato tocco di chitarra e un incedere a metà strada tra il pop e la canzone impegnata. La strada intrapresa dagli Stato Brado è ben delineata: una spruzzata di pop su brani cantautorali di buon livello che risultano ben costruiti e piacevolmente interpretati.
Dov’è Stanotte il Mio Cuore
è una ballata dolente, di quelle che si possono cantare di notte accanto al crepitare del fuoco, accompagnati dalla chitarra acustica e da poche intense note di violino e, la successiva Oscura è la Notte, altro pezzo di ottimo livello, traccheggia tra il notturno tono di Tom Waits e la ballata classica di Johnny Cash.
Cosa Adesso Siamo” è un lavoro ben strutturato, che suona in modo gradevole, senza aver bisogno di urlare. Moreno Guida (Voce, chitarra acustica, banjo tenore), Nedo Raglianti (basso elettrico e acustico), Alessandro Guida (batteria, percussioni), Gianluca Lunardi (chitarre acustiche, elettriche, slide), Dario Vannozzi (sax tenore), Romano Palazzi (tromba) e Giovanna Pieri Buti (violino) confezionano un disco piacevole dando prova di maturità e mostrando qualità in grado farli uscire allo scoperto: la strada è quella giusta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *