Stanley Rubik: “Kurtz Sta Bene” – di Daniele Vasco

La scena artistica italiana, si sta arricchendo di nuove ed interessanti formazioni, che si discostano nettamente da quello che potremmo definire il mainstream musicale del Nostro Paese.
Una di queste nuove proposte, risponde al nome di Stanley Rubik, e la prima cosa che colpisce è il nome del gruppo, in cui è facile trovare l’assonanza con un famosissimo cineasta.
Gli Stanley Rubik sono un power trio formatosi a Roma, la cui proposta risulta da subito molto intrigante, scatenando immediatamente la curiosità. Si tratta di un progetto che, come spiegano i componenti della Band: “S’inerpica, s’incastra per poi districarsi in complicazioni e contrapposizioni tra “vecchie” e “nuove” sonorità.” Persa tra le trame dei synth e le geometrie della mathmusic, sostenuta e guidata dalla loro matrice rock, alla quale si aggiunge una forte connotazione sperimentale, la loro musica è cinematica, carica di tensioni risolte e non, descritte in modo scenico, chirurgico, immaginifico e teatrale, con un latente sarcasmo tragicomico di fondo che sembra essere un delay dello stile registico di Kubrik.
Nei testi echeggiano spesso le ossessioni del tempo presente, che assorbendoci in modo totalitario rendono la nostra visuale monocromatica e claustrofobica.
Uno stile che si può comprendere solo ascoltando attentamente il disco… interpretando ogni passaggio e ogni parola… ovviamente, secondo la propria coscienza, conoscenza e fantasia.
Usando nuovamente le parole del Trio: “Bisogna trovare il regista di noi stessi!”.

Spostiamo ora la nostra attenzione sulla discografia degli Stanley Rubik: nel 2013, pubblicano, con l’etichetta Cosecomuni, il loro primo Ep “lapubblicaquiete”, grazie al quale fanno il loro “debutto in società”Nel 2015 danno alle stampe il loro primo disco, “Kurtz sta bene”, targato INRI… ed è proprio su questo loro nuovo album che si è concentrata la nostra attenzione.
Avremmo voluto affrontare questa recensione secondo la tipica modalità che di solito utilizziamo… ovvero l’analisi di ogni singola traccia ma, data la complessità del disco, tralasceremmo fatalmente qualche aspetto del notevole lavoro della Band. 
Generalmente, quando si parla di musica elettronica, spesso ci si trova davanti al solito minestrone di effetti piazzati senza logica all’interno dei brani, ritmiche computerizzate e senza personalità e vocalizzi ripetitivi al limite della decenza e della sopportazione. Invece, come abbiamo appena visto, all’interno delle trame sonore che stanno alla base di questo album, l’elettronica, costituita da synths, pads e programmazioni sonore, viene abilmente miscelata ad interessanti lavori chitarristici e melodie di pianoforte, in un continuo susseguirsi di alt-rock, rock pesante, e passaggi acustici che sublimano in paesaggi musicali e atmosfere sonore con il pregio di catturare immediatamente.
Sono chiari i rimandi ad alcuni esponenti della scena musicale indipendente e (per certi aspetti) underground italiana: Marlene Kuntz, Baustelle, La Cruz o Afterhoursil tocco personale che viene però infuso dal trio romano nelle sue canzoni, riesce a prevaricare queste sottili somiglianze.
Sono molto interessanti anche i testi, che rivelano una certa maturità artistica e un notevole livello di professionalità… anche se le parti cantate, fin troppo soffuse e sovrastate dal comparto musicale, risultano difficili da ascoltare. Discorso totalmente diverso per quanto riguarda gli arrangiamenti.
Ogni strumento si distingue perfettamente senza trovarsi in una posizione svantaggiata rispetto agli altri.

Quello che abbiamo davanti, è un disco, come accennavo già prima, molto complesso e non facile da comprendere ad un primo e superficiale ascolto. Un’incisione che necessita attenzione per poter essere apprezzata e compresa nella sua interezza. Con un attento e ripetuto ascolto si possono apprezzare appieno le trame che gli Stanley Rubik sono in grado di creare.
Nel complesso, “Kurtz sta bene”, si dimostra un album di gran caratura, arricchito con molti momenti interessanti, senza mai mostrare indebolimenti o ripetitività. Un lavoro ottimo sotto ogni aspetto.

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CADO
A.
SISMA
DISTACCO
10:10, PT.1
10:10, PT. 2
KURTZ STA BENE
PROGNOSI
EDIPO
COLLA DI FIBRINA
BOCCA VUOTA

Dario: voce, basso, synth, piano e programming
Gianluca: chitarra, synth, samplers e programming
Andrea: batteria, synth pads

stanley vasco seconda

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