Squid To Squeeze: “Dada Is Not Dead” (2017) – di Capitan Delirio

Quello di Squid To Squeeze è un laboratorio alchemico, non a caso il viaggio del disco “Dada Is Not Dead” porta al livello undici, come suggerisce il brano 11, simbolicamente ad evocare un cambiamento simile alla rinascita. Bruciare di vita o darsi fuoco. L’ascensione avviene attraverso dieci brani (sette inediti e tre cover) che hanno l’obiettivo di rapire l’anima attraverso una trappola melodica ben architettata, per poi ipnotizzarla pompando al massimo il ritmo elettronico e dilatando la percezione con spifferi sintetico-lisergici. Se si scompongono gli elementi di tale formula, composta da ritmi creati dal vivo alla loop station, distorsioni elaborate al sintetizzatore Moog Sub Phatty, campionamenti inediti, di suoni estrapolati dal mondo reale, attraverso la drum machine e le frasi essenziali dei testi in inglese, minimali, adatte ad accavallarsi, a sommarsi e diluirsi, tra strofe e ritornelli, troviamo l’essenza umana e artistica di Jacopo Gobber. Squid To Squeeze, infatti, è il laboratorio creativo del musicista veneto che, con questo nuovo lavoro, gestendo le strumentazioni tutto da solo e con grande maestria, continua a proporre la sua idea sperimentale di fare musica; un consapevole rimescolio di sonorità che crea un sound del tutto personale, frutto dei suoi gusti che spaziano dallo Shoegaze anglosassone degli anni novanta al Synth Pop degli anni ottanta. I brani sono tutti ben strutturati e godibili; in alcuni momenti, al culmine del trasporto, riesce a trovare la perfetta quadratura del cerchio, come nel più ritmato Rumbling ‘N’ Tumbling, o ancora nella traccia più psichedelica Tomorrowscope; nella già citata 11 e nella cover del brano Just Like Honey, dei Jesus And Mary Chain, che destruttura l’originale senza farla rimpiangere. Save The Desire (al momento l’unico singolo estratto) trasporta nel mondo scuro, liquido e denso, della “seppia da spremere”, tra sovrapposizioni e assemblaggi sonori, che invitano a muoversi, nella forma più primitiva e futura del ballo, riflettendo sul fatto che la realtà è questa ma anche altro… oltre, come Dada insegna.

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