Spidergawd: “Spidergawd III” (2016) – di Giorgio Cocco

Partiti come altri progetti collaterali della band madre Motorpsycho, gli Spidergawd sono diventati in pochissimi anni (“Spidergawd I” è del 2014, “II” del 2015)  una delle realtà più interessanti, anche se poco conosciute al grande pubblico, nel panorama Rock mondiale e questo terzo volume è un album davvero imperdibile. Gli Spidergawd sono terapeutici, vi assicuro. Vi ricordate del Compagno Antonio, il comunista smemorato che compariva in un programma della Dandini? Ecco, se un appassionato di Rock si risvegliasse, come lui, da un coma durato vent’anni e dovessimo raccontargli velocemente lo stato dell’arte della sua musica preferita, gli farei ascoltare quest’ultimo album degli Spidergawd. Cuffie sulla testa e ampli a volume 8 , Best Keep Secrets, la terza traccia dell’album per dare inizio alla terapia riabilitativa (ri-ascoltativa), una straordinaria cavalcata Heavy/Stoner con tanto di fiati alla Clarence Clemons a ingentilire la carica proto Punk del pezzo. Chitarre e sax baritono, uno dei matrimoni più riusciti della storia del Rock, che gli Spidergawd celebrano una volta di più con la disinvoltura dei fuoriclasse. Dopo questa botta adrenalinica per il nostro ipotetico amico, miracolato dalla scienza e dal Rock, sorgerà l’impellente bisogno di procurarsi i due album precedenti della band norvegese. Il divertimento continua con tracce del calibro di No Men’s Land, travolgente pezzo d’apertura (memorabile il riff), The Funeral un perfetto compendio del suono Spidergawd, la fulminea Picture Perfect Package dal grande appeal radiofonico. In chiusura, la mini suite Lighthouse, il cui terzo movimento è da applausi a scena aperta. Si rimane storditi dai 36 minuti a presa immediata di questo album: ritmiche potenti, perizia strumentale da far morire d’invidia i fan del Progressive, canzoni ispiratissime e riferimenti a iosa. Schiacciare nuovamente il  tasto play è inevitabile per farci travolgere ancora e ancora dall’energia incontenibile dagli Spidergawd. Nel calderone delle affinità tutte le band che hanno  rinverdito il Rock negli ultimi vent’anni reiterando l’energia chitarristica dei seventies. Tra le più scontate  QOTSA, Nebula e Pontiak mentre, tra quelle di più recente formazione vengono in mente, Heavy Eyes, Dirty Streets e i teutonici  Wedge. Insomma, un gran bel movimento per gli appassionati delle sonorità più sanguigne, una colata magmatica inarrestabile che arriva da lontano e che non ha intenzione di spegnersi. Se possiamo affermare senza tema di smentita che i Motorpsycho sono una delle più importanti band degli ultimi 25 anni, cimentandosi tra i generi più diversi come dei novelli Kubrick del Rock, gli Spidergawd, potrebbero essere l’equivalente musicale di Full Metal Jacket: la guerra Heavy intrisa  di pacifismo Psych dei Motorpsycho. 

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