Spanking: istruzioni per sopras-sedere – di Irene Spagnuolo

Lo spanking è una pratica erotica che trova la sua sintesi nel piacere a suon di sculacciate. L’apprezzato lato B non smette di rivelarsi fonte di ispirazione e sensualità e fin qui potremmo anche non stupirci. In verità, stando alle diffusioni dei gusti e degli incontri sul filo sado-maso, non dobbiamo stupirci neanche dell’associazione al dolore. Gli esperti tirano in ballo la quiete che trova il/la sottomesso/a nell’affidarsi al controllo altrui, qui insomma allo sculacciatore. Durante la pratica pare schizzino adrenalina, ossitocina ed endorfine e dunque le gradevoli sensazioni volano, dicono. Dovrei provare? Appartengo a quelli che possono credere senza verificare e che preferiscono, se mai, sopras-sedere al libidinoso test. Perché e come sopras-sedere? Certamente non per trovare patologico, strano o immorale il ricorso alle esplorazioni delle possibilità di coppia che vadano oltre i classici ammessi da un buon costume bigotto. Il motivo risiede invece in una certa avversione a un paio di concetti: il dolore inferto e patito come momento di intima ed esaltante complicità è il primo; l’idea del dominatore al quale concedersi invece di allearsi è il secondo. Parere squisitamente personale ovvero rondine che non fa primavera. La verità è fatta di rapporti di forza, fuori e dentro il letto. Ci garbi o non ci garbi c’è in tutte le accoppiate una parte che esercita più influenza e una parte che la cerca, la gradisce o comunque non riesce a opporvi resistenza. Nella sostanza il sesso non è quasi mai una relazione alla pari; e non lo è perché non sono quasi mai alla pari i due attori, nella vita. Questione di carattere, di esperienze, di sogni e di tendenze. Questione di costume e mentalità. Questione di punti interrogativi. I punti interrogativi degli intrecci psicologici. Ecco dunque che sopras-sedere ha senso solo se non ci sono le potenti ragioni di cui sopra. Per intenderci, se io mi trovassi davanti un tizio bramoso di sculacciarmi dovrei chiedermi come ho potuto fargli intendere che avessi il lato B ansioso di prestarsi al gioco tanto godereccio. Come, in sintesi, attiene all’alchimia tra persone. No grazie non basta. Non ti azzardare neppure. In casi così resterebbe l’insoddisfazione di fondo (proprio di fondo, non fondoschiena). I due sono destinati all’addio o al pacifico tradimento: lo sculacciatore dovrebbe cercarsi le chiappe felicemente consenzienti e io l’anti-spanking praticante della carezza e di ben altri esercizi di piacere. Posso solo dire che non troverei geniale la resa ad assecondare. O ti va o non ti va. Assurdo prestarsi per non fare la tradizionale di turno. Assurdo prestarsi perché il macho è così macho che bisogna almeno tentare di trattenerlo. Assurdo aver paura che l’amore implichi accettazione di tutto. Assurdo credersi attraenti solo per una disinibita disponibilità a qualsiasi diavoleria da talamo. Con ciò, sia chiaro, buon spanking a chiunque ne tragga orgasmi da applauso. Ciascuno scelga, serenamente e liberamente, cosa vivere in camera da letto, con il partner occasionale o con il compagno stabile. Tutto nel verbo scegliere. Godere è proprio toccare il cielo con un dito. E non seguire il dito altrui. Comunque lo spanking è anche un’occasione, una delle tante, per soffermarsi sul fantasmagorico spazio dei preliminari tanto chiacchierati ma talvolta poco praticati. Nelle urgenze balzano fuori le differenze e le difficoltà, si sa. Andrebbe forse studiato il Kama Sutra? BDSM e più miti dintorni hanno origini antiche e per certi versi illustri. Insomma dalla letteratura potremmo apprendere l’arte di sedurre, amare, raggiungere alte vette d’estasi. Il Marchese De Sade la sapeva lunga e nei suoi romanzi non lesinò descrizioni. Ciascuno può dunque avventurarsi nella scoperta di un mondo molto variegato di svaghi e ebbrezze carnali. Non storcete il naso, prima di rotolarvi nell’amplesso fare una sosta culturale in libreria potrebbe regalarvi conoscenze utili e deliziose. Sempre ammesso che non vogliate, appunto, sopras-sedere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 pensieri riguardo “Spanking: istruzioni per sopras-sedere – di Irene Spagnuolo

  • agosto 18, 2017 in 9:47 am
    Permalink

    Sono d’accordo con te, Irene. Oggi non si parla più di perversioni: qualunque pratica erotica va bene per raggiungere il piacere, purché sia condivisa all’interno della coppia. Quindi pure lo spanking che, se praticato occasionalmente, può funzionare da diversivo senza mettere a repentaglio la salute del partner. Tutto risiede, come sostieni giustamente, nella libertà di poter scegliere il personale modo di esprimere la propria sessualità, senza fare i conti con il sistema di veti e divieti tipici della nostra società ipocritamente moralista.
    Il problema può sorgere invece se lo spanking diventa uno strumento imprescindibile per il godimento di uno dei due (lo sculacciatore, di solito, ma non è detto!); oppure funge da innesco per altre pratiche più violente che possono avere conseguenze pericolose.

    Risposta
    • agosto 18, 2017 in 1:38 pm
      Permalink

      Ne ho trattato, in effetti, in modo volutamente leggero Pim… So però da fonte più che attendibile che dietro il BDSM non è raro si celino problemi non di poco conto. L’ambito è complesso. Il moralismo può andare a farsi benedire, quello che invece può preoccupare è l’aspetto -diciamolo- patologico. Per questo tutto sommato direi che è opportuno sottolineare il concetto di ‘gioco’ erotico perché davvero solo quello potrebbe e dovrebbe essere.
      Detto ciò, resto dell’idea di soprassedere!

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *