Sonny Rollins: “Plus 4” (1956) – di Mr. Hyde

Immagina l’atmosfera di un locale notturno, fine anni 50, la sala da ballo con i tavoli attorno e, in sottofondo, il tintinnio di bicchieri, le voci, le risate, e poi le luci soffuse che svelano in controluce le sagome di cinque musicisti che “ci danno dentro” sopra un palco che odora di legno, resina, alcool e cicche spente. Ascolti Valse Hot , un valzer ruffiano che ti trascina, ti abbraccia, ti sorride… ed  è come  uno di quei pochi momenti in cui la vita lo fa con spensieratezza mista a malinconia. E’ la sensazione che trasmette l’ascolto di questo hard-bop  suonato da Sonny Rollins, che ti prende per mano con la voce del suo tenore, calda, intensa, avvolgente.. e poi Clifford Brown, con il suo assolo alla tromba a volte denso e frenetico altre dolce e rilassato, fatto di note che distingui una per una, perfette, suonate con la gioia di un ragazzino. L’album da cui è tratto, “Plus 4”, viene inciso il 22 marzo 1956 per la Prestige Records, con Rollins che prende il posto di Harold Land al sax, nel gruppo di Max Roach, Clifford Brown, con Richie Powell (il fratello di Bud) al piano e George Morrow al contrabbasso. Non molto fortunati: il 26 giugno 1956 un incidente d’auto si porta via il giovane Clifford, sua moglie e Richie e quel valzer non sarebbe stato più così spensierato. Max Roach, uno degli artefici alla Massey Hall di Toronto nel giugno del 1953, di quello che fu  definito il piu grande concerto jazz di tutti tempi” insieme a Bird, Gillespie, Bud Powell e Mingus, nello stesso anno aveva fondato un gruppo con Clifford Brown, “figlioccio” di Fats Navarro, trombettista,  e  di Tadd Dameron, compositore e arrangiatore dell’orchestra di Count Basie e molte altre, orientato sul be-bop. Alla fine del 1955 i due accolgono Rollins che a Chicago si stava dedicando ad attività totalmente estranee al suonare in giro, come fare il portiere in una  fabbrica  o il caricatore di autotreni. Era un periodo in cui stava cambiando aria, alla ricerca di un  suo equilibrio, sia nella sua vita che nella sua musica. Sonny non era nuovo a questi sbalzi d’umore e cambiamenti di rotta… ma torniamo all’album. Si tratta di cinque tracce di cui due sono composizioni di RollinsValse Hot e il brano di chiusura, Pent-Up House. Qui succede, jazzisticamente parlando, di tutto: dal tema iniziale eseguito all’unisono dai fiati, all’assolo brillante, pieno di genialità e fantasia di Clifford come quello di Sonny, che lo segue agganciandosi all’ultima frase… e poi le evoluzioni di Max Roach alla batteria, un motore a tempi pari o dispari, inesauribile, potente. Colpisce, oltre alla tecnica mostruosa, l’espressività, l’inventiva, l’affiatamento e il gusto dell’interplay fra i musicisti… più veloci della luce”, delle loro stesse idee… ed ascolti tutto con piacere: Kiss And Run  e I Feel A Song Coming On volano via in un attimo… ma quando Sonny Rollins attacca la ballad Count Your Blessings, il tempo si ferma e percorri idealmente con lo sguardo la sala cercando una  donna che ti piace, cui avvicinarti e dire: “balli?” Ti rendi conto che, se non dovessi trovare le parole giuste per esprimere un amore, le note suonate da quel sax colpirebbero nel segno. Ti rendi conto come queste pause quasi non fanno più parte della frenetica vita d’oggigiorno. E’ uscita nel mese di agosto 2018 una Remastered edition di “Plus 4”, per la l’etichetta J. Joes J. Edizioni Musicali, e può essere un’occasione per riascoltare queste tracce di un Jazz intramontabile… ma se ne possiedi il vinile  in buone condizioni,  tolta  la polvere dai solchi con un giro di panno, lo adagi sul piatto del tuo impianto, abbassi la puntina e via… “mesdames et messieurs, inizino le danze”, puoi sognare lo stesso.

Tracklist: 1. Valse Hot (S. Rollins) – 8:33. 2. Kiss And Run (S. Coslaw) – 7:07.
3. I Feel A Song Coming On (J. McHugh, D. Fields, G. Oppenheim) – 5:11.
4. Count Your Blessing (Berlin) – 2:29. 5. Pent-Up House ( Rollins) – 8:51.

Line upSonny Rollins: sassofono tenore. Clifford Brown: tromba. Max Roachbatteria.
Richie Powell: pianoforte. George Morrow: contrabbasso.

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