Skip James: Salta il tempo, salta – di Gabriele Peritore

Quando finalmente riesce ad ottenere un’audizione presso lo scopritore di talenti Henry C. Speir, Nehemiah Curtis James, che tutti chiamano skip, ha ventinove anni; è ancora giovane, certo, ma con tanta storia alle spalle e tante cose da raccontare. Speir, che sa fare bene il suo mestiere, ne comprende il non convenzionale talento e riesce a scritturarlo per la Paramount che lo invita a registrare dei provini negli studi di Grafton nel Wisconsin nel febbraio del 1931Skip James entra in sala d’incisione e senza neanche fare tante prove registra diciotto brani in cui c’è tutto: i suoi gusti musicali, i suoi giochi da bambino e da adulto, la sua vita. Lui da solo, con le corde del pianoforte, con quelle della chitarra e con le sue corde vocali. Skip è particolare e talentuoso con qualsiasi strumento si cimenti.
Al pianoforte o alla chitarra (che suona in tonalità re minore e con una tecnica appresa dai musicisti Country) il three-picking che prevede arpeggi complessi eseguiti con tre dita e molto velocemente, con un’ipnotica linea di basso tipica del Blues del Delta. Con la voce, in cui si sente tutto il Blues dell’anima, il lamento sofferente che in alcuni momenti dei brani si avvita in un falsetto tenebroso ma che evidenzia tutta la sua verità. Skip ama il gospel e si può pienamente apprezzare in Jesus Is A Mighty Good Leader, o in Be Ready When He Comes, perché suo padre è un predicatore Battista a Bentonia, nel Mississippi e, grazie al suo ruolo, il giovane Skip ha potuto studiare musica e suonare l’organo durante le funzioni sacre. Suo padre, però, prima di essere un predicatore è un trasportatore illegale di alcolici durante il proibizionismo di tutti gli anni venti; poi si converte colto da vocazione. Probabilmente Skip ha assistito a qualcuna di queste situazioni clandestine e se ne avverte l’atmosfera, densa di solitudine, di precarietà nei rapporti, della difficoltà di trovare il denaro che uccide, come recita Hard Time Killin’ Floor Blues. Nessuno sa come abbia fatto a guadagnarsi il soprannome di Skip (Salta), ma forse qualche traccia della sua movimentata infanzia la troviamo in Hard-Luck Child. Così come si trovano tracce dei suoi duri lavori per mantenersi che lo costringono a spostarsi da un posto all’altro, come canta in Illinois Blues. Skip, infatti, ha lavorato nei cantieri per la costruzione di strade ed argini per corsi d’acqua. Quando non lavora, certo, ama divertirsi e sprigiona tutta la sua euforia in Drunken Spree, anche se poi si pente, come sempre, dopo la sbronza e il rapporto non idilliaco con le donne non lo aiuta. Lo esprime in termini duri, quasi maschilisti, in Devil Got My Woman o Cypress Grove Blues. Skip ama anche tanta musica dei bluesmen che ha conosciuto o che lo hanno preceduto; e in alcuni casi propone i loro brani ma in una versione personale, come nella felicissima traccia I’m So Glad, rifacimento dell’originaria I’m So Tired del 1928. Il materiale registrato in quella sessione è talmente fuori dal comune che fornirà le basi per il repertorio Blues degli anni a seguire, facendo la fortuna di innumerevoli musicisti che ne verranno a conoscenza. Per la sfortuna di Skip James invece, proprio in quegli anni, gli Stati Uniti vivono il più grande periodo di depressione economica e (come accaduto per altri fondamentali musicisti) non si trovano investitori disposti a scommettere su di lui. Skip non insiste ulteriormente e si rassegna a ritirarsi a vita privata dirigendo il coro gospel della sua parrocchia. Viene riscoperto nel 1964 grazie al revival folk che interessa tutto il mondo della musica in quegli anni. Grazie all’interesse di band come i Cream o i Deep Purple, Skip finalmente vive un periodo di celebrità che lo porta a rispolverare la sua chitarra con la stessa intensità di sempre e a rientrare in sala d’incisione per riprendere i suoi brani e per registrarne di nuovi. Come dice il suo soprannome, salta, un intero trentennio, per riemergere più in forma che mai a riappropriarsi della fortuna persa, fino all’aggravarsi delle condizioni di salute minate da un tumore che lo porta via nel 1969, ma tra i giusti onori.

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