Simone Vignola: “Naufrago” (2018) – di Marco Valerio Sciarra

Hai una musica nella mente, hai un ritmo che ti muove il corpo e ti scorre nelle vene. Ti tiene in vita, anche se a volte sembra che nessuno comprenda il tuo linguaggio. Troppo vecchio, troppo moderno. Sembra che vogliano sempre qualche altra cosa. Che ti vesta in questo o in quel modo, che suoni la musica alla moda. Tutte incomprensioni che ti fanno sentire come un naufrago alla deriva. Ti fanno sentire perso. Perso ma non disperato. Hai comunque sempre la tua musica con te e la voglia di cantarla e suonarla al mondo. “Naufrago” è il più recente lavoro di Simone Vignola e raccoglie tredici esempi del suo talento a tutto tondo. Simone, infatti, è autore dei testi e della musica e suona tutti gli strumenti che si possono sentire all’interno di tutte le tredici tracce. Il suo strumento d’elezione è il basso elettrico e, come degno bassista, ha un suo ritmo, ha un suo groove solare che lo porta ad esprimersi attraverso un frizzante e trascinante Funky, innervato da contaminazioni Pop anni ottanta. Un groove che mantiene anche quando si rilassa per dedicarsi alle controversie amorose. Questa particolarità, che ha portato a coniare il termine “bassautore” proprio per cercare di descrivere la sua creatività, negli anni gli ha fatto guadagnare la stima di numerosissimi suoi celebri colleghi e spesso a condividere palco e progetti con loro. Fondamentalmente brani come Naufrago o Sono Cenere, o ancora Un Mondo Per Me, il divertente Angelo e, soprattutto, Funky Malamente, non fanno altro che rivendicare il desiderio di essere se stessi, di credere sempre in quello che si fa anche quando sembra che tutti la pensano al contrario o sembrano avere gusti diversi. “Pensa a un mondo senza il bassista” canta Simone… non avrebbe lo stesso ritmo, rispondiamo noi. Anche chi ascolta si mette in sintonia con questo ritmo e, quando finalmente tira fuori ogni singola rivendicazione non ascoltata e la mette sul piatto facendolo sballare, allora è il momento di ballare e urlare ai quattro venti Oggi Sto Bene. Sembra che in tanti si siano sintonizzati con il sound di Simone Vignola, tanto che il disco è stato finanziato (come succede sempre più frequentemente in questo periodo storico) attraverso una campagna di fund raising e la partecipazione dei sostenitori è stata altissima. Questo disco, come ogni altro disco nato con queste modalità, è una forma di ringraziamento a chi ha voglia di finanziare anche con un piccolo gesto. Situazione ormai sempre più rara. 

Tracklist: 1. Naufrago. 2. Ballo. 3. Forse mi sono perso. 4. Sono cenere.
5. Un mondo per me. 6. Un’altra occasione. 7. Sarà l’amore che provo per te.
8. Improvvisamente. 9. Laia. 10. Sei qui. 11. Angelo.
12. Funky malamente. 13. Oggi Sto Bene.

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