Sesso on e off line – di Irene Spagnuolo

Il sesso on line impazza, perché dietro lo schermo, da casa, sono tutti guardoni e disinibiti, procaci e stalloni. Perché il prurito si scatena proprio, dove tutto è raggiungibile con un facile click. Tralascio i siti dove da un lato c’è la vetrina delle offerte, dove le prestazioni promesse sono presentate con dovizia di piccanti dettagli e, dall’altro, la bacheca delle recensioni, dove le performances – una volta testate – vengono confermate o stroncate. In fondo lì c’è la professione più vecchia e rispettabile del mondo. Alludo invece a hot chat, porno line, siti dating, spazi autogestiti e molto altro ancora. Una rete di piaceri low cost e senza impegno. Tristemente senza impegno. D’altra parte, senza andare a infilarsi in qualche sito ad hoc, i social sono pieni di anteprime, di ammiccamenti compulsivi, di esibizionismi della nudità arrapante. Selfie o veri e propri filmini home made. Mostrarsi è una voglia irresistibile, per chi è ancora fermamente convinto che il corpo sia un passepartout. C’è la necessità di conferme; e poi c’è lui, l’umano e naturale piacere di piacere che è il preludio di eccitazioni fisiche e mentali. 
Il web offre un’infinità di “non luoghi” di incontro sessuale, di seduzioni visive, di distrazioni eccitanti. La rete ha impellenze che devono essere soddisfatte senza troppa applicazione da chiunque. Magari davanti a un video, sbavando su una chat o scorrendo carrellate di immagini esplicite. Insomma si consuma una sorta di auto-piacere collettivo, liquido, impalpabile. Qualche volta il web è solo lo strumento e lo spazio per adescare facilmente, il corpo a corpo avviene dopo e concretamente. In questi casi, a destare un terribile allarme, è solo l’ingenuità di possibili vittime di violenza. Non possiamo purtroppo escludere maniaci, sfruttatori, pedofili e dintorni. Quando invece tutto si consuma su internet e tra adulti, il sesso virtuale può essere fuga, antidoto alla paura del contatto umano, sfogo senza coinvolgimenti emotivi. Sappiamo che il sesso on line può diventare addirittura una patologia, una dipendenza, e fa rabbrividire il disagio che le ha generate: un problema abnorme di comunicazione maschio-femmina, di cammino tra esperienze sessuali e sentimenti. Ne escono deformati la percezione della propria sessualità, i rapporti di pelle e il senso di coppia; e l’urlo di chi insegue l’amplesso dietro un monitor è straziante. Estremi a parte, c’è una diffusa voglia di “divertimento” facile e a libero accesso, una sorta di libidine garantita. Già, la democrazia della rete: un po’ di svago pecoreccio non si nega ad alcuno; a me però, francamente, la morale sul sesso riesce proprio male, e quella sul sesso online spesso prende la mano. Trovo inquietante non che sia quasi un costume dilagante ma che diventi ordinario appagamento. Sbirciare, osare, sperimentare, fa parte dell’umano bisogno e desiderio di conoscenza e crescita; ma tuffarsi nudi nella girandola di occasioni hard e conversazioni bollenti placando ogni istinto alla sessualità è allucinante. Sconcerta poi che tanto spazio globale non partorisca un erotismo inebriante, insomma un’evoluzione del porno di bassa lega. Del resto l’arte erotica, la seduzione cerebrale, sono giochi che hanno bisogno di tempo, coraggio e sapienza. Possono maturare solo negli sguardi, nelle voci, nelle mani, nel confronto dei pensieri. Già, i pensieri. Quelli che fanno acrobazie, come la carne che brama, accoglie, possiede. Quello che mi chiedo infatti è cosa succede dopo. Intendo dopo mesi o anni di sesso online, di corpi che non si toccano, di sospiri ed ebbrezze via monitor e cuffie. Quale sesso vivranno nella vita? Chissà se i buoni amanti telematici diventano buoni amanti anche sotto le lenzuola. Dubito. Dubito perché, in genere, non sono allenati alla verità: quella che scarica addosso emozioni come tempeste, incastra i pezzi del puzzle o butta tutto all’aria, mette le ali o ti sbatte contro il muro. Dubito perché il sesso reale può pure bruciare i minuti ma ti prende di petto, ti stordisce, ti insegna. Magari ti presenta anche il conto ma a forza di praticarlo ti accorgi che è vita. Uno in faccia all’altro l’alito lo senti, forte e chiaro come i sussurri, e allora devi tirar fuori quello che sei, quello che sei davvero. Lo sfogo virtuale può essere un aperitivo, un contorno, un dessert, non è mai un pasto completo. Quello vero, tra cuori che battono, è un viaggio infinito, colazione pranzo e cena da cucinare e assaporare; e non è mica questione di amore si e amore no. Pure la realtà conosce, alla grande, il sesso punto e basta. Eppure è una storia, è sempre una storia di anime e sensibilità. Nella dimensione virtuale è quasi sempre un copione già scritto. Può darsi che il new porno sia lo specchio dei tempi. Tempi superficiali, tempi terrorizzati, tempi poveri, dove costa troppa fatica la questione di pelle. Gli umori la sanno lunga sulla vita e sono impegnativi. Internet invece è una dimensione blanda, informe. Due persone che non si baciano in presa diretta non sapranno mai chi sono, non si saranno mai interrogati abbastanza, non avranno mai autenticamente provato la libertà, il sogno, il fastidio, l’ignoto, la bellezza, la delusione. Il sesso è quella cosa lì. Quella che può disarmarci o armarci. Sfonda noi stessi prima ancora di sfondare un amante. Un terreno sul quale uomini e donne dovrebbero dialogare a carte scoperte. Finalmente. Il terreno delle affinità e delle diversità. Là dove incontri un’oasi felice o un complesso labirinto. Una sfida, di quelle golose e pacifiche. Né vincitori né vinti, solo universi nudi e audaci, curiosi e intelligenti. Per carità, nessuna paternale a qualche occasionale impulso accontentato con la prima scorciatoia utile allo scopo e poi archiviato ma, là fuori, c’è un mondo che pullula di possibilità di allegria, estasi, calore, brivido: trovare il coraggio per goderselo davvero è l’unica vera lussuria a cinque stelle lusso. Un mondo di matasse da dipanare e amplessi da scoprire, un mondo che ci mette alla prova e ci regala consapevolezze e virtù. Forse il dono che meritiamo di fare alla nostra intelligenza e dobbiamo all’esistenza. Il resto è una toppa, una consolazione precaria. Proviamo a metterla al centro, l’intimità potente, invece di relegarla al mero affare di un attimo di corpo. Le gesta erotiche sul web sono al riparo da qualsiasi vergogna: è forse questo che attizza tanto l’immaginazione e affranca dall’ansia? Forse tanto liberi ancora non siamo, bisogna ammetterlo. Magari solo in rete siamo buoni a galoppare con la fantasia e a praticare il godimento senza freni. Potremmo anche essere degli immaturi cronici che nei meandri del sesso pratico impallidiscono, balbettano, brancolano o vanno in bianco. Però, signore e signori, internet non è un approccio free&smart. Al contrario è lo spazio delle nostre ombre. Di una cultura contorta, imbrigliata, niente affatto serena. Il pericolo resta lo squallore, quello di ‘accontentarsi’ di un orgasmo che non merita neanche l’album dei ricordi. Più di una webcam dovremmo accendere una luce, sul sesso.

SESSO ONLINE (avvertenze non richieste e apparentemente scontate) L’identità on line non è certa, è pericoloso fidarsi e accettare l’incontro reale; e comunque, anche se lo scambio erotico resta virtuale è indispensabile ricordare che:
dietro un nickname maschile può celarsi una donna e viceversa
a caccia di “emozioni” on line potete imbattervi:
1 in qualcuno (un adulto) con intenzioni non propriamente innocenti.
2 in un tizio o una tizia che non corrispondono affatto al macho o all’avvenente bellona delle foto pubblicate.
3 in un ricatto: esatto, c’è chi può incastrarci con un “incontro” (informando il vostro partner reale, divulgando video o foto o tenendovi in pugno con la minaccia di poterlo fare in qualsiasi momento).

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