Segnali dal Pianeta Gong (Verso il futuro… rallegrandosi – part two) – di Pietro Previti

2014: Ti vedo!  Leggermente più breve del precedente “2032”, ma sempre superiore all’ora (62 minuti) grazie alle dodici tracce presenti nella scaletta, “I See You” fu pubblicato il 10 novembre del 2014 nei formati doppio LP e  CD; in quest’ultimo era presente una bonus track dal titolo Pixielation. Diverse cose erano nel frattempo avvenute. Era già trascorso un lustro dal precedente album e la formazione, per necessità di cose, era cambiata. Non partecipavano più in pianta stabile Hillage e Giraudy e, ancora una volta,  lo stesso Malherbe era assente, impegnato com’era con il suo progetto Hadouk. Dopo un periodo piuttosto felice trascorso in Brasile, Daevid decise di trasferirsi definitivamente in Australia, ancora provato per aver combattuto, ed apparentemente superato, una grave forma tumorale. In questa difficile situazione, si affidò principalmente al figlio Orlando Monday Allen per la realizzazione e produzione dell’undicesimo album in studio dei Gong. Le registrazioni furono realizzate al Flamedog Records Studios e al Bananamoon Observatory Studios nel Nuovo Galles del Sud in Australia, con l’assistenza del bassista Dave Sturt e dello stesso Allen. Nella nuova formazione, a parte i cofondatori Daevid Allen (chitarra glissando e voce) e Gilli Smyth (sprinkled space whisper), quest’ultima oramai nel ruolo di semplice guest, trovarono maggiore spazio il fidato Dave Sturt  (basso elettrico  e samples) e lo stesso Orlando Monday Allen alla batteria, già con precedenti esperienze nei Mother Gong. Le tre principali novità riguardavano gli ingressi in formazione dell’anglo-iraniano Kavus Torabi (neoprog smart guitar), proveniente dai gruppi The Monsoon Bassoon e Cardiacs, del brasiliano Fabio Golfetti, proveniente dai Violeta de Outono e dalla Invisible Opera Company of Tibet (Tropical Version Brazil), impegnato a chitarre varie per assoli di glissando & psych rock e, infine, del fiatista inglese Ian East (sax e flauti). 2015: Buon viaggio, folletto!  Contemporaneamente all’uscita del disco era stata annunciata una tournée internazionale. Purtroppo, il 5 Febbraio 2015 Daevid Allen con una lettera pubblica diede notizia che il male era tornato in forma ancora più aggressiva. Aggiungeva, inoltre, che i medici che lo avevano in cura gli davano soltanto sei mesi di vita, se non si fosse immediatamente operato. Ipotesi questa che scartò da subito, affermando di non essere minimamente interessato ad un rimedio chirurgico che ostacolasse il normale ciclo della sua vita e, soprattutto, l’ordine cosmico precostituito per ogni individuo. Un mese e pochi giorni dopo, il 13 Marzo 2015, il figlio Orlando Monday comunicò sui social media che Allen aveva finito di soffrire all’età di 77 anni, essendo morto a Byron Bay, in Australia. L’11 Aprile 2015 si apprese che Allen, prima di morire, aveva espresso il desiderio che i cinque musicisti continuassero assieme come Gong. Aveva anche individuato in Kavus Torabi il nuovo frontman della band. La line-up composta da Sturt, East, Golfetti, Torabi e dal sopraggiunto batterista Cheb Nettles, chiamato in sostituzione di Orlando Monday sempre più impegnato nelle attività della Gong Global Family, intraprese nell’autunno 2015 un breve tour di sette date in Francia e UK, per promuovere l’album uscito l’anno prima. 2016: Rallegratevi!  E’ l’anno in cui muore Gilli Smyth. Il 22 Agosto, dopo un breve ricovero in ospedale, sempre nella cittadina di Byron Bay, Nuovo Galles del Sud in Australia, Shakti Yoni venne a mancare per polmonite… ma il 2016 è anche l’anno in cui la band si riforma – come desiderato da Allen – per pubblicare il primo lavoro postumo. “Rejoice! I’m Dead!” è stato pubblicato il 16 Settembre dalla label Snapper Music nei formati CD digipak e LP. Ad affiancare i cinque musicisti ritroviamo ospiti in alcune tracce Steve Hillage alla chitarra, Didier Malherbe al duduk (flauto tradizionale armeno) e Graham Clark al violino. Come lascito testamentario, lo stesso Daevid compare in tre brani grazie a tracce che aveva registrato prima della fine. Sin dalle note di apertura del brano, The Thing That Should Be, si comprende perché all’album sia stato dato un titolo che tradotto significa “Rallegratevi! Sono morto!”. Il buon Daevid, (il nostro Dingo Virgin) aveva visto giusto anche quest’ultima volta e, effettivamente, ha tutte le ragioni per rallegrarsi da lì su, dal Pianeta da dove ci guarda. La band c’è e suona sul serio, non siamo in presenza di una cover band o di un progetto raffazzonato, sceso magari in campo soltanto per raggranellare pochi spiccioli dalle tasche di qualche fan nostalgico. La musica proposta è space-rock gioioso ed armonioso, aggiornato ai tempi odierni. Innegabilmente persi per sempre la poesia (Gilli) e la follia (Allen), la band sembra acquisire una dimensione diversa, appare per certi versi meglio calibrata rispetto al passato, grazie ad una maggiore compattezza, un evidente affiatamento ed equilibrio tra cinque fior di musicisti. 2017: Verso il Futuro  L’avventura Gong ha un ulteriore seguito nei mesi di settembre ed ottobre. Il quintetto designato dallo stesso Allen a continuare l’epopea spaziale intraprende un tour che attraversa l’Europa in 17 date. Tappe in Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Germania e Svizzera. Italia esclusa, purtroppo. Non so dirvi se ci sarà un nuovo passaggio del nostro Pianeta preferito. Nel caso, doveste trovarvi sulla giusta traiettoria astrale, non fatevi scappare la prima teiera volante di passaggio…

Foto e articolo di Pietro Previti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Segnali dal Pianeta Gong (dal Maggio Francese alla Reunion del Quarantennale – part one)
http://www.magazzininesistenti.it/segnali-dal-pianeta-gong-dal-maggio-francese-alla-reunion-del-quarantennale-part-one-di-pietro-previti/

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