Samla Mammas Manna: “Måltid” (1973) – di Piero Ranalli

I Samla Mammas Manna erano i rappresentanti svedesi del collettivo RIO (Rock In Opposition) fondato da Chris Cutler (Henry Cow) nel 1978, il quale riuniva gruppi europei (come gli Stormy Six) contraddistinti da una comune militanza politica nonché da una proposta musicale riconducibile alla sperimentazione. Ebbero origine a Uppsala (Svezia) nel 1969, un incontro tra alcuni musicisti che portò a una serie di dischi sbalorditivi e prestazioni di alta qualità unite a integrità musicale: una miscela di rock progressivo prevalentemente strumentale, folk scandinavo, jazz-fusion e avant-garde. “Måltid” (1973) è il loro secondo album e la line-up la seguente: Coste Apetrea (chitarra, voce), Lasse Hollmer (piano elettrico e acustico, mellotron, voce, breakfast), Lasse Krantz (basso, voce, door), Hasse Bruniusson (batteria, percussioni, voce, glass). Uno stile unico, pieno di energia, invenzione, giocosità e umorismo che danno alle strutture complesse delle composizioni quel tocco di leggerezza che non guasta affatto. Trame jazz e tocchi di folk mescolati a bizzarre melodie ed esplosioni di follia avanguardistica, voci che suonano come un gruppo di gnomi ubriachi, in apparenza sciocche, una stupidità sostenuta da una superba musicalità, può darsi che sarà anche per questo motivo che alla fine delle note di copertina hanno scritto “Ricorda, la gioia è contagiosa!“.
Måltid” è un album da ascoltare a mente aperta, è come essere di fronte a una cosa assolutamente strana e stravagante, all’inizio non sei sicuro di cosa pensare ma poi non puoi fare a meno di amarla ed esserne affascinato. Ciò che rende questo album un capolavoro è anche l’alternanza di diversi stati d’animo, alcune canzoni suonano estremamente allegre, eccentriche e giocose, in altre l’atmosfera è un po’ più seria: un’opera avventurosa caratterizzata da intelligenza musicale, buon senso dell’umorismo e vigore. Dundrets Fröjder, il brano di apertura, inizia con uno strano intro che si dirige immediatamente verso una sezione jazz dove spicca con disinvoltura la chitarra. Un’esperienza incredibile che allarga gli orizzonti con sperimentazioni molto musicali. Il finale frenetico sterza decisamente verso una forma di acid psych jazz, semplicemente sorprendente. Nel brano Oförutsedd F¢rlossning ci troviamo in un’atmosfera giocosa dominata dalle voci, un piano molto sobrio si diletta in una melodia fantastica, prima in sottofondo e poi prende il comando, ma seguono le battute vocali, questa volta con una chitarra potente che li supporta.
Den Återupplivade Låten inizia in un modo davvero stravagante per poi dare spazio a una parte molto drammatica e forte, in qualche modo sinfonica con tendenze jazz e hard rock, il che dimostra quanto siano versatili questi musicisti. Il finale lascia a bocca aperta, è del tutto inaspettato, inutile descriverlo, va semplicemente ascoltato. Folkvisa I Morse ci catapulta nel Medioevo attraverso la sua melodia, che va avanti per un po’ insieme a un leggero ronzio di sottofondo per poi entrare in una deliziosa cacofonia, ma solo per pochi secondi, prima di tornare alla melodia principale. In Syster System le voci sono davvero esilaranti ed entrano in netto contrasto con un piano fantastico: questo tono giocoso e umoristico tra il piano e le voci viene portato avanti fino alla fine.
Tärningen con la sua combinazione di stili ci riporta a un approccio avventuroso, contrassegnato da cambiamenti radicali, evoluzioni attraverso suoni e stati d’animo diversi, come se fosse qualcosa di facile e naturale. Svackorpoängen prende forma per mezzo di un pianoforte che cresce di intensità man mano che avanza: di nuovo le voci si uniscono con i loro toni acuti riportandoci in un mood Medievale ma cambiano radicalmente di stile, accompagnate da un brillante lavoro al pianoforte. In Minareten la composizione torna ad essere cerebrale, la melodia è guidata dalla chitarra, il brano scorre delicatamente senza sorprese fino a quasi la metà, quando iniziano una sperimentazione controllata e urla… notevole. La conclusione dell’album è affidata a Værelseds ​​Tilbud, una traccia dagli umori drammatici e misteriosi dove un pianoforte in grande stile avantgarde assume un ruolo centrale, al quale sono affidati i cambiamenti e gli esperimenti, veramente un bel finale avventuroso.

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