Samantha Fish: “Chills & Fever” (2017) – di Giorgio Cocco

Nella sua ancor giovane carriera Samantha Fish, cantante/chitarrista di Kansas City, ha saputo evolversi e crescere, evitando di cadere nel bacino stagnante della nuova black music usa e getta, riuscendo ad individuare con brillante sicurezza il filo che lega i fifties ai sixties, il mutarsi del R’n’R in R’n’B, facendone così il proprio marchio di fabbrica. Con il nuovissimo “Chills & Fever”, in uscita per la Ruf Records, l’etichetta che la promuove fin dagli esordi, Samantha mette a segno il suo lavoro più convincente con una scaletta composta quasi esclusivamente di cover provenienti dal repertorio storico del Memphis Soul, del Delta Blues e del R’n’B targato Motown. Rispetto agli album precedenti – “Runaway” (2011), “Black Wind Howlin’” (2013) e “Wild Heart” (2015) – la novità è rappresentata dall’innesto di sonorità Garage che rendono ancora più stimolante l’ascolto delle dodici canzoni del programma a cui si aggiungono, nell’edizione europea, le bonus track Somebody’s Always Trying (Ted Taylor) e I’ll Come Running Over (Lulu & The Luvvers). Per farlo s’è accasata temporaneamente a Detroit trovando adeguata spalla in alcuni rodatissimi musicisti locali: Joey Mazzola, Steve Nawara e Kenny Tudrick (rispettivamente chitarra, basso e batteria dei Detroit Cobras), il tastierista Bob Mervak e la sezione fiati composta da Trevis Blotsky al sax e Mark Levron alla tromba. Infine, ha affidato la produzione a Bobby Harlow dei Go (altra band gloriosa del Punk/Blues di Detroit che vide gli esordi di Jack White), già all’opera nelle recenti uscite dei King Tuff e dei White Fang. Passando all’ascolto colpiscono subito i pezzi più spigliati e festaioli: band spettacolare a pieno regime con Samantha Fish sugli scudi, fuoriclasse assoluta nell’esplorare tutti i registri vocali della black, e il gran tiro delle chitarre elettriche sempre contrappuntate dall’organo e dai fiati. La trascinante He Did It, hit minore delle Ronettes, apre le porte al divertimento come meglio non si potrebbe, Soul scintillante con il sovrappiù di coretti spectoriani e Gibson tirate a lucido per ricreare l’epica stagione del Rockabilly, non di meno il crescendo entusiasmante di It’s Your Voodoo Working e la frenetica You Can’t Go (per quest’ultima vengono in mente i fenomenali BellRays di Lisa Kekaula). In coda Crow Jane di Skip James che da sola vale l’acquisto del disco (ascoltare in sequenza le meraviglie acustiche dell’originale e lo spumeggiante remake proposto da Samantha fa il suo bell’effetto). Comunque, aldilà degli episodi più esuberanti, “Chills & Fever” convince per la sua compattezza d’insieme (da raccomandare ai fan di Amy Winehouse) come nel caso della carezzevole ed incalzante title track (magnifico pezzo di Ronnie Love del 1961) da suggerire anche agli appassionati del Soul e del R’n’B meno convenzionale. Qui potranno trovare un emozionante songbookHello Stranger (Barbara Lewis), Nearer to You (Betty Harris), Hurt’s All Gone (Irma Thomas), Either Way I Lose (Nina Simone), You’ll Never Change (Betty Lavette) – aggiornato con originalità e passione da Samantha Fish e dalla sua ineccepibile backing Band.

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