SAINT ANDREWS ORA PRO NOBIS – di Silvia D’Orazio

Pellegrinaggio universitario in Scozia: Sant’Andrea prega per noi!

Primo impatto. Il gelo. Dimenticatevi il caldo sole italiano, che forse ci ha dato solo alla testa. Il panorama invernale, quel mare freddo, l’incessante pioggerellina sottile e qualche volta un timido sole … la temperatura ti spinge ad entrare nei pub, nei club, nei caffè … una meta intellettuale Saint Andrews, il gioiellino della Fife, non di certo da italiano medio a Ibiza. Ovunque il suono dei violini, delle cornamuse, della musica tipica scozzese, ti riporta immediatamente nel XIII secolo quando William Wallace combatteva contro gli inglesi, e chissà cosa direbbe oggi dopo il NO degli scozzesi alla richiesta di indipendenza …

Comunque, mi trovavo ad ottobre in Scozia per seguire un interessantissimo convegno, 5th North Sea Seminar in Early Modern Philosophy, ma non sto scrivendo per parlarvi di filosofia.

Ero lì seduta fianco a fianco a professori di una delle migliori università europee e mentre loro discutevano di personaggi illustri dal pensiero immortale, io facevo il confronto tra Scozia e Bel Paese e, dico la verità, non mi mancava.

Nei giorni precedenti ero stata a visitare la splendida città, meta storica e a modo sua anche religiosa, a misura di studenti universitari. Non è poi così strano vederli con la birra già a pranzo (guai  a chiedere dell’acqua!) un po’ più strano vederli con whiskey senza essere ubriachi.

radio università

North Street, Market Street e South Street sono le strade principali parallele e confluiscono tutte nel medesimo posto: le rovine della Saint Andrews Cathedral. È di sicuro la zona più suggestiva, compreso il cimitero (si questo cimitero è un’attrazione turistica) che abbia mai visto. Monumento ai caduti delle guerre mondiali con spada e croce celtica e poi i resti di  un’imponente costruzione che le parole non possono restituirvi. Possiamo solo immaginare la potenza che emanava: un tempo era considerata la cattedrale più grande di tutta la Scozia. Dalla torre di Saint Rule potremmo contemplare per ore il verde dei prati, l’azzurro pallido del cielo, e l’infinito mare del Nord …

ma è chiuso, e quindi ci godiamo la vista dal basso, fra le croci celtiche.

La città è famosa anche per la Holy Trinity Church, per il campo da golf, per le rovine del castello e per le antiche mura che un tempo la circondavano, ma si regge soprattutto sull’Università, la più  antica della Scozia e la terza più antica del mondo anglosassone, considerata una delle migliori.

Il motto recita ΑΙΕΝ ΑΡΙΣΤΕΥΕΙΝ, ovvero sii sempre il migliore.

Durante il mio tour solitario in mezzo a gente di cui non conoscevo la lingua ho conosciuto diverse studentesse, di cui un paio italiane, a cui ho posto delle domande per verificare le differenze con la mia università in Italia (senza fare nomi: controllate la lista delle peggiori università italiane, la mia è una delle ultime in classifica).  Lacrime amare!!! Un percorso di studi gratuito nella migliore delle università, borse di studio fornite tempestivamente, anche a studenti lavoratori (perché lavorano quasi tutti), insegnanti che ti offrono a bere, burocrazia azzerata, e usciti da li ti si spalancano le porte del mondo del lavoro, anche se hai studiato Lettere e Filosofia (facoltà ritenuta inutile che non porta pane a casa in Italia …)

Che dire … anni di tasse pagate per sentirmi dire che non troverò mai lavoro. Più che un viaggio, uno spunto per trasferirsi!

 

 

Nota inesistente: ma tu guarda questa  che mi costringe a tirar fuori la satira del mio passato…

“L’ex governatore Chiodi alle prese con l’università abruzzese” .

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Un pensiero riguardo “SAINT ANDREWS ORA PRO NOBIS – di Silvia D’Orazio

  • ottobre 23, 2014 in 11:00 pm
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    ….rrobba da chiodi… è tornato el cordonbless….

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