Sad Lovers And Giants: “Epic Garden Music” (1982) – di Francesca Spaccatini

A voi patiti dei The Cure, Joy Division e Siouxsie and the Banshees. Questo è per voi che amate le sonorità gotiche del Post-Punk e non ne siete mai stati sazi. Epic Garden Music” è una ballata cupa, ovattata e malinconica. Nasce nel 1982 a Watford, a nord di Londra, per mano dei Sad Lovers And Giants, un gruppo che non è mai stato sotto le luci della ribalta, troppo proiettate verso i loro contemporanei. L’etichetta Garden Music però li nota e ne esce questo primo disco davvero notevole composto da dieci tracce magnetiche da ballare ad occhi chiusi. Gli Amanti Tristi e Giganti sono ancora all’attivo, di tanto in tanto girano di città in città e si esibiscono sui palchi di locali piccoli e bui. La presenza dei darkettoni tra le file del pubblico cancella quattro decenni di storia, riproponendo la stessa moda del tanto famoso Batcave londinese. Un concerto quindi su misura per nostalgici e per chi (per ragioni anagrafiche) non ha potuto vivere le atmosfere tipiche della contro-cultura degli anni 80. Il gruppo in origine è formato da Garce Allard (voce), Tristan Garel-Funk (chitarra), David Wood (tastiere e sassofono), Cliff Silver (basso e sassofono) e Nigel Pollard (batteria). I testi di “Epic Garden Music” danno voce al mondo interiore. Ci si allontana quindi dalle provocazioni del punk per inneggiare all’isolamento mentale attraverso la facoltà di immaginazione (Imagination)Una roccaforte inespugnabile, lontana e nascosta dalla polizia dei pensieri orwelliana descritta nel brano Landslide. Si resta vivi solo all’interno della propria creatività, sdraiati alla luce del sole, nell’Echoplay solitario dei propri pensieri, unico antidoto contro qualsiasi male. Nel mondo negativo dipinto dagli SLAG, anche una storia d’amore, in Things we never die, è posta sotto attacco dall’abitudine, protagonista necessaria della routine: ”Saremo cenere, saremo silenziosi e vecchi, saremo saggezza, saremo lasciati al freddo. Quando stavamo ballando ho visto il tuo sguardo, ora siamo estranei, persi in un mare di sospiri. Saremo traditori, ci dimenticheremo che siamo stati giovani. Saremo indifesi, siamo il regno a venire.” Traccia dopo traccia continuiamo a marciare nella caducità e quando persino un amico tradisce la nostra comprensione (Clint), non ci resta che dire Addio. Se i testi riflettono lo spleen decadente, il suono dei Sad Lovers And Giants è un grido al: “tana libera tutti!”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.