Rosario Bonaccorso: “A Beautiful Story” (2017) – di Maurizio Garatti

Rosario Bonaccorso è uno dei nomi importanti del Jazz italiano, autore di grande livello ed eccellente contrabbassista, in grado di regalare composizioni raffinate ed eleganti come pochi altri sanno fare. Dando una occhiata alla sua biografia il lettore meno avvezzo ai palchi del Jazz italiano può farsi un’idea del suo livello artistico: “(…) è in questa fase che matura il desiderio di suonare il contrabbasso e l’artista comincia a interessarsi alla musica jazz, di cui si innamora profondamente. Il momento è intenso e fertile, lo seducono gli stili di coloro che hanno tracciato l’evoluzione del linguaggio contrabbassistico contemporaneo: Ron Carter, Charles Mingus, Oscar Pettiford, Paul Chambers, Ray Brown, Charlie Haden… ma è la successiva maturità musicale che lo porta sviluppare il proprio stile: sulla scorta della tradizione dei grandi bassisti della musica afroamericana, Rosario Bonaccorso crea un nuovo modus artistico, personale, pervasivo che nasce non solo dalla rivisitazione dei classici ma anche dalla loro reinterpretazione attraverso una verve intellettuale e appassionata, al tempo stesso. A conferma di tutto ciò, trentacinque anni di collaborazioni, incisioni e concerti sui palcoscenici di tutto il mondo al fianco di centinaia di artisti americani ed europei del calibro di Elvin Jones, Benny Golson, Billy Cobham, Pat Metheny, Michael Brecker, Stefano Bollani, Joe Lovano, Mark Turner, Gato Barbieri, James Moody, Lee Konitz, Steve Wilson, Ivan Lins, Dianne Reeves, Adrienne West, Clark Terry, Jon Faddis, Charles Tolliver, Franco Ambrosetti, Kenny Davern, Bob Wilber, Tony Scott, Slide Hampton, Kenny Barron, Jacky Terrason, Cedar Walton, George Cable, Ralph Sutton, Jimmy Cobb, Albert “Tootie“ Heath, Vernel Fournier, Naco, Aldo Romano, Dede Ceccarelli, Tommy Campbell, Sangoma Everett, Tullio de Piscopo, Luis Nash, Herlin Riley, Adam Nussbaum, Antonio Sanchez e molti altri artisti… Innumerevoli le sue collaborazioni con artisti italiani; ne citiamo solo alcune, tra le più durature: dal 1997 al 2007 ha lavorato stabilmente nel Quartetto di Stefano di Battista suonando oltre cinquecento concerti in Europa e toccando mete prestigiose nel mondo come Parigi, New York, Tokyo, Montreal, Buenos Aires; per dieci anni ha suonato nei gruppi di Enrico Rava, oltre che nel progetto “Un Incontro in Jazz” con Gino Paoli, Rava, Boltro, Rea, Gatto; ed ancora nei gruppi di Eric Legnini, di Roberto Gatto, di Dado Moroni, di Francesco Cafiso (…) “. Alla luce di tutto questo, è innegabile che ogni sua nuova uscita sia particolarmente attesa, e questo ultimo “A Beautiful Story” altro non fa che confermare appieno tutto quanto abbiamo sempre pensato: Bonaccorso è in grado di reggere con mano salda le sorti del Jazz italiano, assieme a pochi altri selezionati nomi e, con  Dino Rubino (flicorno), Enrico Zanisi (Pianoforte) e Alessandro Paternesi (batteria) da vita a composizioni che suonano già come Standards sin dal primo ascolto. Sobrio e concreto, Rosario lascia che il sound “scivoli” addosso all’ascoltatore, facendo proprie tutte le qualità che hanno reso immortali i celebri quartetti del passato. Il flicorno è perfetto in ogni sua nota, e il lirismo del pianoforte racchiude magistralmente la scrittura del Leader. Un disco maturo, stilisticamente perfetto, dove la verve dei musicisti si destreggia alla perfezione tra passato e presente, coniugando il verbo del Jazz contemporaneo con la declinazioni storiche dell’Arte Jazzistica.

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