Rory Gallagher: ”Sinner… and Saint” (1975) – di Mr. Hyde

Entusiasmante, coinvolgente, pieno di carica e di energia quest’album su vinile in forma di raccolta del grande chitarrista irlandese, pubblicato dalla Polydor Karussel nel 1975 dal titolo ”Sinner… And Saint”. Essenziale anche la formazione: chitarra, basso e batteria, classico trio da rock d’assalto. Non trovi solo hard rock, ma anche folk e blues, come nella ballata acustica Don’t Know Where I’m Going, suonata con l’ausilio di solo chitarra, armonica e voce, il cui testo ha l’incipit tipico di un blues: “I don’t know where I’m going, / Don’t know where I’ve been. / ‘Cause I haven’t seen my baby, (…)”Il destino dei girovaghi, lungo un percorso senza una meta con il cuore spezzato da un amore finito: uno dei tanti temi classici blues insieme alla tristezza, i viaggi, l’alcool… “Sentirsi scollegato, Questi blues sono fuori a uccidere. Spazzali in un angolo, Mettili nel cestino.” Oppure pezzi come I’m Not A Wake Yet che evocano antiche danze  popolari della sua terra.
Elettrizzante e potente Used To Be  apre la prima parte seguita da Sinner Boy dove, ad un certo punto Rory Gallagher scatena l’inferno a colpi di slide. Anche For The Last Time e There is a Light esaltano la sua tecnica solistica ma, anche quando mette da parte la sua Fender Stratocaster usurata e ripetutamente rettificata, per suonare la chitarra acustica, quello che ne viene fuori è di gran pregio. La tecnica è sempre superba, le note pulite, in rapida sequenza negli assoli. Te ne accorgi ascoltando Just The Smile, suonata con accordatura aperta, con la possibilità di ottenere suggestive armonizzazioni. Crosby, Stills & Nash hanno scritto e poi cantato diverse canzoni su questa accordatura, Suite Judy Blue Eyes ad esempio, ma mica solo loro: quante canzoni accompagnate dalla chitarra folk, con corde di bronzo e bonghi da atmosfera freak fine anni 70.
Uso della chitarra tramandato da Robert Johnson, Blind Boy Fuller, il rev. Gary Davis, e numerosi altri… poi c’è Hand’s Up, un rock serrato e incalzante e Crest Of Wave: anche qui assoli da urlo scaturiscono dalla chitarra suonata con la tecnica “bottle nack” che consente di glissare le note in maniera simile ad uno strumento ad arco. In questo stile Rory Gallagher è un mostro. Due parole finali dedicate a I Fall Apart, il primo pezzo che ascoltai da questo disco: mi lascio’ impiombato, specialmente l’assolo intenso e struggente esaltato dall’accompagnamento di soli basso e batteria. Rory Gallagher è stato un musicista eccezionale, avrebbe meritato più successo, più attenzione, forse anche da sé stesso… “Schiena contro il muro, le mani sulla bottiglia / Stai camminando / Quando lui grida: devi, devi / Devo, devo, devo, devo, devo, devo / Portare a casa quel ragazzo peccatore (…)”  
(da Sinner BoyR. Gallagher)   

Rory Gallagher: Electric and acoustic guitar. 
Gerry McAvoy: Bass. Wilgar Campbell: Drums.

Side one: Used To BeSinner BoyFor The Last TimeHand’s Up.
Side one: Crest of a WaveI’m Not A Wake YetThere Is A Light
I Fall ApartDon’ t Know Where I’m Going.

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