Ron Howard: “Solo: a Star Wars Story” (2018) – di Dario Lopez

L’origin story dedicata al contrabbandiere Han Solo (Alden Ehrenreich) è un classicissimo film studiato per accontentare i fan più tradizionalisti dell’universo di Star Wars e, allo stesso tempo, per poter intrattenere un po’ tutti i tipi di pubblico. In fondo non poteva essere altrimenti data la scelta di Ron Howard dietro la macchina da presa, un regista dallo stampo classico, capace di portare a termine ottimi film in maniera impeccabile ma non proprio uno sperimentatore. Alla fine anche questa volta il caro Richie Cunningham ha fatto un buon lavoro… è anche vero che la prima scelta era caduta sull’accoppiata ben più anarchica formata da Lord & Miller, provenienti dall’animazione e autori dello splendido “The Lego Movie”: probabilmente avremmo visto una versione del Solo giovane ben più cazzara e imprevedibile ma, si sa, ormai anche Star Wars è un brand di proprietà Disney e quindi la scelta finale non stupisce più di tanto. Ad ogni modo i motivi d’interesse nel film sono più d’uno, alcuni scontati ma ugualmente attesi dal pubblico, come ad esempio il primo incontro tra il protagonista e l’inseparabile Chewbecca (Joonas Suotamo)… e poi volevamo perderci il piacere di assistere finalmente, dopo decenni d’attesa, al primo volo di Han sul Millennium Falcon? A quella famosissima partita a carte durante la quale Han vinse il Millennium dal precedente proprietario Lando Calrissian (Donald Glover) e, soprattutto, all’ormai storico viaggio in cui Han, alla guida del Falcon, percorse la rotta di Kessel in meno di dodici parsec? Si, lo so, è un po’ una cosa da nerd, ma siamo a tutti gli effetti nel mito. Per il resto il film ha una struttura molto lineare, assistiamo alla vita difficile che Han e la sua ragazza Qi’ra (Emilia Clarke, la Daenerys Targaryen de “Il Trono di spade”) conducono sul pianeta di Corellia, schiavi della viscida Lady Proxima. Durante un tentativo di fuga i due verranno separati, solo Han riuscirà a fuggire finendo negli anni seguenti a servire nella fanteria dell’Impero ma col fermo proposito di diventare quel pilota di prim’ordine che tutti conosciamo. Durante una delle battaglie della fanteria imperiale Han si imbatterà nel gruppo di contrabbandieri capitanati da Tobias Beckett (Woody Harrelson), l’incontro sarà l’occasione per affrancarsi dal fango della fanteria e volare finalmente verso lo spazio aperto. Non aspettatevi quindi particolari sorprese, il giovane Han è già il prototipo del suo io adulto: sbruffone, sempre pronto a ficcarsi in qualche casino, attratto dall’illegalità ma col cuore inequivocabilmente al posto giusto. Un eroe romantico disposto a rischiare tutto per salvare la sua Bella (e in futuro la sua principessa, come nelle favole)… un amico fedele, una figura al 100% positiva, anche quando tenta di mascherarlo. Il suo amore sarà tutto per Qi’ra, il rispetto e l’amicizia per il delinquente Beckett, il lato da buddy movie sottolineato nel rapporto con Chewbe, il suo destino probabilmente già in odore di ribellione. Gli sceneggiatori e Howard inseriscono nel film tutti gli elementi per renderlo cool, uno su tutti lo stilosissimo Lando, interpretato ottimamente da Donald Glover. Vedrei bene un film dedicato interamente a questa coppia di nemici/amici. L’aspetto più ironico è ancora una volta affidato a un droide, la socia e copilota di Lando, L3-37, un robot femminista e parecchio deciso. Anche la parte action più spettacolare è ben sviluppata soprattutto grazie alla sequenza della rapina al treno (sembra un western ma non è) che vista in sala ha il suo perché… anche l’aspetto sentimentale è ben presente, peccato Emilia Clarke che come attrice non riesce a far gridare al miracolo. Manca forse ancora una volta un vero avversario di peso: l’apparizione sul finale di Darth Maul (Ray Park) crea più che altro aspettative per un possibile sequel più che avere rilevanza, mentre il Dryden Vos di Paul Bettany, ottimo attore, non impressiona più di tanto. Tirando le somme “Solo: a Star Wars story” è un buon film d’intrattenimento, piacerà ai fan che troveranno diverse cose con cui sollazzarsi… diverte ma sarà ricordato principalmente per tutti quegli episodi che ci si aspettava di vedere: insomma, se il film racconta la storia di uno dei piloti migliori del cosmo, per la sua realizzazione ci si è affidati al pilota automatico, sicuramente meno talentuoso ma comunque in grado di riportarti a casa.

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