Romina Falconi: la sexy degli “interrotti” – di Irene Spagnuolo

Mi manca Donatella Rettore. Mi mancano Jo Squillo e Sabrina Salerno. Così quasi a caso, giusto per non fare l’elenco completo, delle mancanze. Mi manca la loro versione di oggi, ecco. La provocazione sexy, anche una certa grinta erotica insomma. Come se i costumi liberati avessero avvolto le nostre cantanti in abiti più morigerati, la canzone choc non esce più. Anzi no, più che la canzone l’interprete. Qualcosa che ammicchi, giochi, osi. E infine in realtà mostri comunque che Siamo donne e oltre le gambe c’è di più”Cambiano i tempi e cambiano i look e le pose, quasi a far passare un modello di femminilità che non ha più bisogno di essere esibita. Andiamo, a me sembra una mortificazione e anche una sorta di quiete eccessiva. Osare non significa usare il corpo per chissà cosa ma visitare la vita, il mondo, la cultura, le lacerazioni, le voglie. Nell’epoca del travaglio dei sessi in inquieta comunicazione, delle realtà sociali scivolose, dei disastri economici, un po’ di “sana e consapevole libidine” potrebbe portarci tra le braccia di una lucidità più serena e naturale. Per questo dovrebbe spaccare Romina Falconi, l’altra faccia della canzone di oggi. Lei, la “bionda feroce”, è un concentrato di voce, sensualità, strada, personalità. Libertà è l’etichetta che mi piace appiccicarle addosso anche se è una parolona. Una che si infila in tutto senza paura e senza ipocrisia, Romina Falconi. Mi diverte, molto, perché ammanta di passione anche un broncio; e perché adora gli “interrotti”, magari tribolati ma colmi di interessante umanità. Io ci credo, al potere e al piacere della nudità. Il coraggio di spogliarsi dei soliti panni, di travestirsi da icona sexy, di ammaliare fuori dal politically correct, è una bella ricerca di verità. Poi ciascuno la vede a suo modo e può accomodarsi come meglio preferisce su qualche cliché, resta il fatto che l’arte è varietà, che la canzone dovrebbe incarnare quella varietà, che donne e uomini sono fatti di corpo, testa e spirito e non possono starsene sempre e solo spalmati su sentimenti apparenti. Ci vogliono scosse, fremiti, sussulti. Quell’aria da Marylin niente affatto scimmiottata ma invece incarnata con quel piglio originale, indipendente e ruvido a me sembra una marcia vivace, calda, elettrizzante. Almeno un po’ fuori dal coro. Non discuto neanche, di sonorità. Godetevi quelle che gradite. Qui si discute di donne e personaggi. Oltre le righe perché è così che le vogliamo. Non perché si debba trasgredire per forza a uno schema ma perché è impossibile vivere senza trasgredire… e forse è impossibile pure accettare che esista sempre uno schema che ci rappresenti davvero. La pin up con la mannaia in mano è un groviglio di pulsioni che non vogliono omologarsi. Se scrivo un po’ trasgender immagino di farla felice perché Romina Falconi le riconcilia tutte, le espressioni, le anime, le autenticità.

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2 pensieri riguardo “Romina Falconi: la sexy degli “interrotti” – di Irene Spagnuolo

  • giugno 13, 2017 in 10:13 am
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    Bellissimo articolo!!! Finiamola di far i buonisti..O i falsi buonisti. La Falconi mi piacerebbe vederla scoprirsi di più, ok le canzoni carine ma ha il fisico!!!Che osi, non faccia la ragazzetta pudica..Non sono i tempi! O magari pensa che avrebbe vinto XFactor con la sola vocina?

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  • giugno 13, 2017 in 8:41 pm
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    Grazie Cosimo.
    In verità Romina Falconi credo abbia scelto l’autenticità, con un pizzico di sana provocazione. Ecco, è una cantante, deve cantare e sa farlo. Non deve spogliarsi insomma, semplicemente ha il coraggio di osare e giocare. Sul fronte commerciale mi sembra però che i costumi correnti siano assai più castigati dei suoi. Stiamo a vedere, Cosimo! Ciao ciao

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