Roky Erickson: l’alieno psichedelico – di Lino Gregari

Per quelli come me, che vivono di Psichedelia, la scomparsa di Roky rappresenta un durissimo colpo. Erickson impersonava il puro concetto di Musica Psichedelica, e la sua morte porta a tutti noi a fare i conti con l’ineluttabile scorrere del tempo. Ma parlare di Roky, come adesso tutti fanno non è cosa da poco: addentrarsi nella complessità della sua mente e, di conseguenza, della sua musica, prevede una profonda conoscenza del “mondo” entro il quale viveva il suo spirito. La diagnosi di schizofrenia, il ricovero presso l’Ospedale Psichiatrico di Houston, gli elettroshock a cui fu sottoposto e, sopratutto, le massicce somministrazioni di Clorpromazina, fecero di lui un uomo diverso, lontano dal giovane che fonda nel 1965 in quel di Austin un gruppo seminale, in grado di fare di lui uno dei pionieri della Musica e della Cultura Psichedelica. Stiamo parlando ovviamente dei 13th Floor Elevators.
Il suo è un talento precoce, visto che già a cinque anni sembra interessato al pianoforte, ma la vera passione è la chitarra, con la quale entra seriamente in contatto a dieci anni, quando inizia a prendere lezioni. Lezioni che non servono a molto, vista l’anima ribelle che dimostra già da bambino. Roky è un ragazzo estroverso, con un animo sensibile, destinato a fare grandi cose, ma la vita che lo aspetta non è una cosa semplice: è una ardua sfida, che si conclude con grandi vittorie e clamorose sconfitte. Il suo senso di ribellione è innato: nel 1965 abbandona il college appena prima del diploma, per non dover adeguare la sua immagine ai rigidi canoni che la scuola impone. Non è tipo da vestirsi bene, non ha nessuna intenzione di tagliarsi i capelli. La sua strada è il Rock e così, eccolo pronto a formare una band, con il compagno Tommy Hall. Erikson suonava già in una band, gli Spades, ma voleva una cosa diversa, voleva un tipo di suono diverso. Assieme a Hall compone un gruppo di cui fanno parte Stacy Sutherland, Benny Thurman e John Ike Walton che giravano il Texas suonando nei tipici locali del West: si facevano chiamare Lingsmen. Tommy Hall è stato determinante nel riunire i componenti del gruppo, unendosi poi come paroliere e strumentista (suonava il Jug, uno strumento del tutto simile a una grossa bottiglia di vetro, che produce un suono simile a un trombone). Il nome della band deriva da una idea di John Ike Walton (il batterista) che suggerisce di usare Elevators, aggiunto a 13th Floor: oltre al fatto che un certo numero di grattacieli negli Stati Uniti non ha un tredicesimo piano, è da notare che la lettera “M”(come marijuana) è la tredicesima lettera dell’alfabeto. Il suono della band è davvero esplosivo, unico. Se ne accorge anche una certa Janis Joplin, che pensa di unirsi al gruppo, almeno fino a quando Chet Helms (quello della Family Dog) la convince ad andare a San Francisco, dove alla fine scriverà un pezzo importante di Storia del Rock. Gli Elevators pubblicano il loro debutto nel 1966: “The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators” è un album sontuoso, perfetto, che contiene un singolo di rottura come You’re Gonna Miss Me. Il successo è immediato, e Roky diventa immediatamente una leggenda. La Band gira a mille, e il sostantivo “Psychedelc” inizia a essere presente nella cultura americana. Il 1967 è un anno ricco di successi e il secondo album, “Easter Everywhere”, conferma in pieno la solidità del suono degli Elevators. Poi arriva il 1968 e tutto cambia improvvisamente. Durante un concerto alla Hemis Fair (l’esposizione mondiale che si teneva quell’anno a San Antonio, in Texas) Roky inizia a parlare in modo confuso, con frasi senza senso: è come se parlasse un’altra lingua. Ricoverato in ospedale, la diagnosi è schizofrenia paranoica: viene trasferito all’ospedale psichiatrico di Houston, dove viene curato con robuste sedute di elettroshock. Probabilmente pesò molto il fatto che gli Elevators facevano uso di marijuana liberamente, ed erano pubblicamente favorevoli all’uso delle droghe psichedeliche: il “personaggio”Roky viene preso in cura dal sistema che cerca di riportarlo sulla giusta via. Seguono ricoveri vari e molte fughe, inframezzate da arresti vari che rischiano seriamente di vederlo finire in prigione. Per evitarlo Ericksonsi dichiara malato di mente, e finisce all’ospedale statale di Rusk, in Texas, dove ribadiscono la cura a base di elettroshock unita a massicce dosi di Torazina. Ne esce nel 1972, completamente trasformato ma ancora in grado di ribellarsi alla classica “American Way of Life”. Nel 1974 forma una nuova band che chiama Bleib Alien. Bleib è un anagramma di Bibbia e Alien un gioco di parole basato sul vocabolo tedesco allein (“da solo”). La nuova band abbandona i suoni psichedelici dei The 13th Floor Elevators per un sound più hard rock che include testi di vecchi film horror e temi di fantascienza, e viene immediatamente ribattezzata Roky Erickson e gli Alieni. Nel 1979, Erickson registra 15 nuove canzoni con il produttore Stu Cook, ex bassista dei Creedence Clearwater Revival, che vedono la luce in due LP “sovrapposti”: “I Think of Demons” (CBS UK 1980) e “The Evil One” (415 Records 1981). Quando i fili di una vita difficile arrivano al termine, quando tutti i nodi vengono al pettine, Roky si trova a fare i conti con i propri fantasmi: nel 1982, Erickson afferma che un marziano abita nel suo corpo. Arriva a dichiarare che, a causa del suo essere alieno, gli esseri umani lo stanno attaccando psichicamente. Le sue ossessioni lo tengono prigioniero, facendone un personaggio difficile ed estremamente vulnerabile. Nel 2001, Sunny, il fratello minore, riesce a ottenere la custodia legale di Roky, ponendo così fine ai trattamenti medici a cui veniva regolarmente sottoposto: da qui in poi le condizioni fisiche e mentali di Erickson tendono almeno a non peggiorare. Una delle icone della musica psichedelica, può così tornare a fare solo quello che davvero ama fare: suonare… e lo fa in modo brillante, con una serie di partners di altissimo livello, continuando a registrare ottima musica. “True Love Cast Out All Evil”, il suo primo discodi nuovo materiale dopo 14 anni è un solido album di rock psichedelico con gli Okkervil River che fanno da gruppo di supporto a Erickson. C’è spazio anche per una splendida reimpatriata con i vecchi amici: il 10 maggio 2015, Roky si è esibito con i 13th Floor Elevators al Levitation (Austin Psych Festival). La band era composta da Tommy Hall, John Ike Walton e Ronnie Leatherman, uniti dal figlio di Roky, Jegar Erickson e dal chitarrista Fred Mitchim. Un pezzo di storia del rock che celebrava se stesso…
La luce si spegne il 31 maggio del 2019: i mille pensieri, le mille idee, le molteplici note della sua chitarra abbandonano questa terra. Forse anche gli alieni se ne saranno resi conto. Forse mancherà anche a loro. Quello che sicuramente non ci lascerà mai, è il Suono Psichedelico delle sue Band. Ancora oggi, a distanza di 53 anni, il seminale debutto discografico degli Elevators brilla di una luce che stordisce: pubblicato nel novembre 1966, diventa in breve un esempio della controcultura americana. Le note di copertina di Tommy Hall per l’album, sostengono che gli agenti chimici (come l’LSD) in grado di “fornire” uno stato di coscienza superiore e non-aristotelico, hanno  contribuito allo status dell’album. La storia è fatta di momenti, e di flash immediati. I concerti tenuti insieme a Quicksilver Messenger Service, Great Society (quella di una giovanissima e conturbante Grace Slick) e Moby Grape fanno parte di quella storia… e Roky ha cavalcato alla grande un onda che stava iniziando a travolgere tutto e tutti. 

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