Rodney Crowell: “Close Ties” (2017) – di Claudio Trezzani

Recensire un disco di un uomo che è ormai una leggenda della musica americana non è mai semplice, ma Rodney Crowell ci facilita il compito migliorandosi ad ogni nuovo lavoro. Il termine leggenda spesso abusato nel suo caso descrive bene il personaggio che è uno degli ultimi Outlaw originali. Uno di quelli che dormivano assieme a Townes Van Zandt sul divano di Guy Clark e della moglie Susanna, quando i soldi erano pochi e la passione per la musica l’unico motore che li spingeva. Dopo l’ottimo “Tarpaper Sky” del 2014 e il duetto con Emmylou Harris in “The Traveling Kind”del 2014, questo nuovo lavoro ci mostra un artista che ha ancora tanto da dire e lo fa con una classe che con il tempo è diventata più cristallina. Sin dalla prima canzone, East Houston Blues, uno stupendo blues-country acustico, Crowell mette anche subito in chiaro che sarà questo sentimento misto di malinconia e nostalgia che attraverserà tutte le liriche dei pezzi. L’infanzia passata in povertà nel quartiere popolare di Houston in questo brano, oppure la mancanza che il suo cuore sente per Susanna Clark, in Life Without Susanna, un affetto vero segnato anche dalla perdita di Townes Van Zandt. Un’intensità lirica e musicale patrimonio di pochi, che non si trova purtroppo in tanti nuovi musicisti della scena outlaw; e a cui forse si avvicinano solo Chris Stapleton e Whitey Morgan. Delicata dolce e di un’intensità commovente è per esempio It Ain’t Over, completata dalla partecipazione dell’ex moglie e figlia di Johnny Cash, Rosanne e di John Paul White; stupendo anche il duetto con Sheryl Crow in I’m Tied To Ya’. Non ci sono canzoni fuori posto o che abbassano la qualità del disco, dalla lunga ed emozionante Forty Miles From Nowhere, alla delicata Forgive Me Annabelle, che con il suo piano sconfina nel rock d’autore più che nel country. Il lavoro si conclude celebrando con Nashville 1972 il periodo in cui con l’animo colmo di speranze Crowell e Steve Earle con altri amici artisti, giunsero nella capitale mondiale della Country Music e grazie alla guida dei coniugi Clark si affermarono. Una canzone che poteva benissimo stare nell’imprescindibile documentario “Heartworn Highways”, film che descrive la vita e gli inizi della scena outlaw country texana e che se non conoscete vi consigliamo di vedere assolutamente. Un disco che rasenta la perfezione, non perché cambi qualcosa nel mondo della musica o della sua carriera, non per l’innovazione o l’originalità ma per l’onestà di un artista che scrive per raccontare le sue storie, non per soldi o fama ma per la gioia di farlo, una catarsi in musica. Se cercate un cantastorie vero, di quelli che hanno vissuto ciò che cantano e hanno il talento per emozionare le persone con semplicità… ecco, lo avete trovato; e ascoltando “Close Ties” siamo certi sarà dura trattenere una piccola lacrima pensando ai bei tempi che furono laggiù nel Texas.

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