Robin Trower: “Where You Are Going To” – di Claudio Trezzani

Sicuramente se chiedessero ai non appassionati di elencare alcuni dei più grandi guitar hero della Storia, in pochi, sopratutto nel nostro paese, farebbero il nome di Robin Trower… un grosso errore.
L’Hendrix Bianco, così come viene chiamato per la somiglianza impressionante del suo tocco con quello di James Marshall da Seattle, dopo la sua militanza nei Procol Harum, ci ha regalato alcuni eccellenti album di blues rock e ha ispirato con la sua tecnica sopraffina generazioni di chitarristi rock e non.
In questa 21esima fatica in studio, il chitarrista britannico è anche voce e bassista e si avvale della collaborazione di Chris Taggart alla batteria e Livingstone Brown, al basso in alcuni brani e alla produzione. Il disco è un mix riuscito di blues rock psichedelico e soul, con una spruzzata di funk, nel quale la sei corde di Trower è la vera protagonista indiscussa.
Un Album di classe che non deluderà di certo i suoi fan della prima ora. I 10 brani scorrono fra ritmi suadenti e scariche elettriche, Blues avvolgenti che il tocco di chitarra hendrixiano di Trower eleva a emozioni profonde. 
Robin sconfina poche volte in pezzi più grintosi e rockeggianti, ma anche in questo caso l’ascoltatore attende con ansia l’entrata in scena dell’assolo e viene trascinato in maniera avvolgente dal suo inconfondibile estro, come in The Fruits of Your Desire, nella quale spicca la bella parte di basso funkeggiante. La voce di Trower ricorda come timbro quella di Tom Petty, forse con meno grinta, ma con lo scorrere dell’Album, quello che potrebbe rivelarsi un limite, risulta invece il modo migliore per mettere in evidenza la vera protagonista del disco: la sua Fender Stratocaster.
Certamente da sottolineare il brano di apertura, When Will The Next Blow Fall, a metà fra il blues e il rock psichedelico, che lentamente ci introduce a un assolo breve ma meraviglioso… intenso ed emozionante;
poi la title track, un blues venato di Psichedelia anni 70 di Hendrixiana memoria;
a seguire, la canzone dedicata alla sua defunta moglie, We Will Be Together Someday, un brano semplice e triste con il Suo magico tocco che ci guida sapientemente dalla tristezza iniziale alla speranza che il titolo esplica alla perfezione: un piccolo capolavoro.

Possiamo quindi ribadire, oggi ancora di più dopo l’ennesimo ottimo disco, che Robin Trower non è più solo l’Hendrix Bianco, ma un musicista completo che mette la sua tecnica sopraffina al servizio di brani semplici ma emozionanti; mai banali, e fonte di ispirazione per schiere di chitarristi moderni…scusate se è poco.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

  1. When Will The Next Blow Fall
  2. Where You Are Going To
  3. Back Where You Belong
  4. Jigsaw
  5. The Fruits of Your Desire
  6. We Will Be Together Someday
  7. Ain’t No Use To Worry
  8. In Too Deep
  9. I’m Holding on to You
  10. Delusion Sweet Delusion

Robin Trower – Guitars, vocals, bass
Chris Taggart – Drums
Produced by Livingstone Brown at Studio 91 in Newbury

trower tour

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.