“Ristrutturazioni”: intervista con Agnese Valle – di Gabriele Peritore

Durante le mie scorribande notturne romane mi è capitato di incontrare Agnese Valle, musicista poliedrica che in quella serata si esibiva al suo fido clarinetto. Una piacevole scoperta, confermata poi dall’ascolto del suo album “Allenamento al buonumore” (2016). Un’artista raffinata, elegante, che ama curare ogni dettaglio del suo lavoro e che si lascia ispirare da più stili ma con una profonda e personale vena autorale. Lei è il suo clarinetto possono vantare anche partecipazioni importanti come quelle della colonna sonora del film “Buongiorno Papà” (2013) di Edoardo Leo e del disco “Il Fischio del Vapore” (2002) di Francesco De Gregori e Giovanna Marini. Adesso è alle prese con la progettazione del nuovo lavoro discografico “Ristrutturazioni” ancora nella fase di ricerca fondi. La abbiamo incontrata per rivolgerle qualche domanda.
Già dal titolo: “Ristrutturazioni” si può intuire qualcosa… ma ci vuoi fornire qualche dettaglio in più di questo nuovo album?
“Così come suggerisce il titolo, l’album racconta un processo di cambiamento: una ristrutturazione vera e propria di un edificio complesso come quello dell’essere umano, che conservando le fondamenta, tenta di dare una nuova forma allo spazio da abitare nel suo presente. Qualcosa si conserverà, qualcosa andrà buttato, altro sarà semplicemente restaurato per tornare a nuova vita. “Ristrutturazioni” è un disco in cui  è costante il dialogo tra la dimensione interiore e il fuori da sé: l’uomo, l’artista, incastonato nel suo tempo. L’intervallo tra questo nuovo lavoro in studio e il precedente è stato senza dubbio un periodo di grande cambiamento, personale innanzi tutto ma anche artistico, per quanto i due ambiti si possano considerare distinti. Una netta linea di demarcazione in realtà non c’è ed è per questo che tutti gli incontri, gli inciampi, i traguardi e le sconfitte confluiscono in questo racconto unitario che via via si pone domande, cerca delle risposte, sposta il punto d’osservazione e a volte diviene semplice narrazione del presente”.

Fondamentalmente tu sei una musicista a tutto tondo: cantante, compositrice, arrangiatrice, polistrumentista e trai ispirazione da tanti generi e stili. Anche per questo album sarà così?
“Ho fortemente voluto tutto ciò che è presente in questo disco, l’ho accompagnato dalla sua forma scarna ed essenziale del pianoforte e voce, dalla prima suggestione di un arrangiamento che lo vestisse dei suoi abiti migliori, alla realizzazione definitiva. È stata un po’ come una messinscena teatrale. Avere una visione chiara di ciò che si desidera non è però sempre un argomento a favore perché spesso rende più difficile l’affidarsi a qualcuno che collabori alla costruzione del tutto. Ho scelto di vivere questo aspetto cercando allora dei collaboratori che avessero un loro modo di intendere la musica, che questo fosse simile al mio nelle sue parti fondanti ma complementare negli arredi, proprio come in una ristrutturazione di un vecchio appartamento. Pasquale Citera mi ha affiancata nella produzione artistica di questo album e mi ha accompagnata nel magico mondo dell’elettronica, elemento che desideravo dialogasse con la band costruendo via via nuovi scenari e spostando l’orizzonte. Senza spavento mi sono lasciata condurre in questo viaggio dove abbiamo proceduto spalla a spalla costruendo l’impalcatura di ciò che sarebbe stato. Ho imparato tantissimo dalla collaborazione con lui. Il tutto è stato poi filtrato e interpretato dai miei musicisti di sempre: Marco Cataldi alle chitarre, Stefano Napoli al basso e Luca Monaldi alla batteria, che hanno investito le loro peculiarità artistiche, stilistiche e tecniche in questo intreccio dialogante di strumenti tradizionali, elettrici ed elettronici.

“Ristrutturazioni” è il tuo terzo album. Si può considerare un traguardo o cosa altro? Che importanza dai a questo passo sul tuo percorso evolutivo?
“È sicuramente una tappa importante, ma resta una tappa, non un traguardo. Il terzo lavoro si fa sentire, ha un suo peso specifico, ma l’esercizio quotidiano, il mio “allenamento”, tanto per dirla con un termine familiare, è considerare questo disco come una fotografia di quella che sono adesso, a questo punto della mia ricerca. Ricordo i blocchi di partenza, riesco a guardare indietro, ma non so a che punto del percorso io sia, spero il più lontano possibile dalla fine perché in fondo, una volta tagliato il traguardo, la corsa è finita”.

La buona compagnia ti fa sentire meno la fatica di questo viaggio. Ci sono, infatti, delle collaborazioni importanti. Come sono nate, come ti sei trovata?
“Sì, mi piace definirlo un disco “corale”, in questa Ristrutturazione era per me importante portare gli incontri di questi anni. La collaborazione con Pino Marino è nata a seguito di un mio spettacolo al Teatro Dell’Orologio in cui lo invitai come ospite. In quella circostanza duettammo in un siparietto composto dalle nostre due canzoni a tema “lavoro”: la sua Non ho lavoro e la mia Disposto a tutto. Da lì l’idea di scrivere una canzone a quattro mani. Così è nata Come la punta del mio dito, brano vincitore del Premio Panseri e nella cinquina finalista per la Targa Tenco “Miglior canzone”. L’Orchestra di Tor Pignattare invece è stato un po’ “amore a prima vista”. Pino Pecorelli, il loro direttore musicale, è un amico, e più volte mi aveva parlato di questa realtà di giovanissimi musicisti, emigrati di seconda generazione, e del percorso che stava facendo con loro. Così alla prima occasione sono andata a vederli in concerto. Era una serata all’Angelo Mai; io avevo praticamente chiuso la scrittura del mio nuovo album e tra gli altri avevo nel cassetto un brano che immaginavo come un racconto collettivo, universale, trasversale nei generi e nelle generazioni. Vederli sul palco fu fatale, capii subito che sarebbero stati loro i giusti compagni per questa narrazione. Tornai poi a vederli, ne parlai con Pecorelli, e iniziai con Pasquale Citera ad arrangiare il brano immaginando dialogare la mia band e l’Orchestra di Tor Pignattara. Così è nata La terra sbatte. I grandi ensemble fanno parte della mia storia, del mio percorso artistico  ed è per questo che anche in un altro brano del disco Al banchetto dei potenti, ho voluto con me gli archi dell’Orchestra delle donne del 41°Parallelo (Cristina Romagni, Arianna Bloise, Eliana Quattrocchi, Elisa Pennica) progetto meraviglioso, diretto da Stefano Scatozza e dal quale è iniziata la mia avventura da cantautrice”.

Da tanto tempo ormai il tuo modo di fare musica fa parte di progetti importanti ed è entrato a far parte di pellicole uscite per la grande distribuzione ed è stato ospite di un album importantissimo come quello di Francesco De Gregori e Giovanna Marini. Sembra che tu sia nata con la musica eppure sei giovanissima. Come nasce la tua passione?
“Qui stai parlando del mio clarinetto, o sbaglio? Perché in effetti è da lì che è iniziata la mia passione e la mia relazione duratura con la musica, ad otto anni, con lo studio del clarinetto. Quelle di cui parli sono alcune delle collaborazioni che vedevano coinvolto appunto il mio strumento, la mia seconda voce: in “Buongiorno papà” film di Edoardo Leo per la colonna sonora di Gianluca Misiti, ultimamente nelle le musiche di scena di Pino Marino per “I soliti ignoti”, spettacolo teatrale che vede la regia di Vinicio Marchioni, e poi sì, la collaborazione ne “Il Fischio del Vapore” di Francesco De Gregori e Giovanna Marini è stata una bellissima opportunità, ero effettivamente molto giovane e facevo parte della Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che aveva con Giovanna Marini uno spettacolo attivo di inni e canti di lotta. Quando iniziarono a lavorare all’album lei volle la banda intera per accompagnare Oh Venezia che sei la più bella, brano che avevamo in repertorio nel nostro spettacolo”.

L’esempio dei grandi artisti ha lasciato un segno profondo, evidentemente. La tua musica è anche un modo per partecipare concretamente alla vita sociale come nel caso del video uscito da poco: La terra sbatte. Ce ne vuoi parlare?
“Credo che in questo momento storico in cui siamo tutti un po’ soli, anche nella nostra strada individuale emotiva di costruzione di un futuro, ci sia bisogno di stringersi intorno a qualcosa, ma non a chiacchiere. Il mio lavoro è quello di musicista e di raccontare storie, di filtrare attraverso il mio sguardo la realtà, ma è anche necessario sentirsi parte di una comunità, che è qualcosa che a mio parere sta un po’ scomparendo. La terra sbatte è una canzone sull’umanità contemporanea, nella sua atrocità, nel suo spavento, nella sua capacità violenta, ma anche sulla rivolta della Natura, di fronte alla quale l’uomo stesso si trova di fronte alla sua evidente impotenza. Si parla di integrazione, e per questo ho voluto coinvolgere la Piccola Orchestra di Tor Pignattara, e si parla di terremoto. Per questo la mia idea era quella di coinvolgere un’associazione che fosse attiva, soprattutto attiva, che portasse dei fatti e che riguardasse, in questo caso, le popolazioni colpite dal sisma. Era tempo che cercavo, quando mi sono imbattuta in un articolo di giornale che parlava degli Angeli di Amatrice. Ho pensato che fosse una strana coincidenza il fatto che mi capitasse sotto gli occhi questo servizio proprio in quel periodo, forse era un segno del destino, allora li ho chiamati. Così, oggi, il mio “sentirmi parte” si concretizza devolvendo i proventi della vendita di questo singolo agli “Angeli di amatrice Onlus”. Ho anche deciso di inglobare questa causa all’interno della campagna di crowdfunding per il mio album (sempre perché si parla in qualche modo di opere condivise)”.

Sarebbe il caso di condividere, allora. Possiamo partecipare tutti alla realizzazione di questo album e quindi è importante ricordare i dati per la campagna di ricerca fondi…
“Certo! È attualmente attiva la mia campagna di crowdfunding, per una produzione condivisa del nuovo album “Ristrutturazioni”. La campagna è su produzionidalbasso.com, terminerà il 1 Marzo e il link diretto per poter partecipare è il seguente: http://sostieni.link/23872. Ci sono tante ricompense, gadget, magliette pensate ad hoc per il lancio del nuovo disco, la possibilità di acquistare l’album in anticipo e soprattutto la soddisfazione di vedersi partecipi e co-produttori del mio nuovo lavoro in studio”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.