Rino Gaetano: “Mio fratello è figlio unico” (1976) – di Fabrizio Medori

Rino Gaetano, al momento della pubblicazione di questo disco aveva già pubblicato un 45 giri a nome Kammamuri’s (“I Love You Maryanna”), un Lp a suo nome – il rarissimo e meraviglioso “Ingresso Libero” – ed un secondo singolo, “Tu, Forse Non Essenzialmente Tu” (uscito in due differenti edizioni)… che erano passati senza lasciare alcuna traccia nel panorama musicale italiano. Nel 1975 esce un altro 45 giri, “Ma IL Cielo è Sempre Più Blu” ed ottiene un successo più che lusinghiero, nonostante la censura ne vieti la diffusione radiotelevisiva. Forte di questo risultato la IT di Vincenzo Micocci pubblica il secondo Lp del cantautore di origini calabresi, “Mio Fratello è Figlio Unico”. Lo stile di Rino Gaetano è già perfettamente messo a fuoco e le caratteristiche artistiche del lavoro sono facilissime da inquadrare: non inquadrabile! Spicca già ad un primo ascolto l’assenza di punti di riferimento stilistici, l’originalità musicale e letteraria delle canzoni, la freschezza divertente e scanzonata del giovane autore. In realtà non è difficile scavare sotto la patina di leggerezza che ricopre le canzoni per trovare significati intelligenti e profondi, così come gli arrangiamenti, semplici e apparentemente leggeri, meritano più passaggi per svelare all’ascoltatore un lavoro estremamente raffinato e funzionale al messaggio nascosto delle parole cantate. Rispetto al primo disco, forse anche grazie al successo di Ma IL Cielo è Sempre Più Blu, c’è una maggiore fiducia nell’espressione vocale, una maggiore rilassatezza espressiva da parte del Rino cantante, ed una capacità di scrittura, da parte del Gaetano autore, più incisiva e consapevole, senza che tutto ciò tolga niente alla potenza espressiva di un autore e di un cantante unico e non replicabile.“Ingresso Libero” non è frutto del caso, le doti emerse in questo primo disco vengono confermate e addirittura affinate con “Mio fratello è figlio unico”. Il disco si apre con il brano che lo intitola, e fin dall’inizio si capisce che le chiavi di lettura sono tantissime, con il nonsense del titolo e di tutto il testo a nascondere un significato più profondo, che parla di emarginazione e incomunicabilità, fino all’esplosione di “…e ti amo, Mariù” che chiude le strofe come a voler dire che è vero che l’interprete soffre di dolori degli ultimi, però è innamorato e non lo può tenere nascosto. Geniale l’utilizzo del sitar, forse omaggio a George Harrison dei Beatles, molto amati da RinoSfiorivano Le Viole gratifica l’ascoltatore con i suoi suoni sospesi tra anni 60 e ritmi sudamericani, trascinandolo in un testo apparentemente nonsense, ricco di spunti e di citazioni divertentissime. Glu Glu è un breve episodio, divertente e leggero, ma privo di spunti memorabili, mentre la successiva Cogli La Mia Rosa D’Amore è una delle canzoni che meritano maggior attenzione, con un bel tema musicale, leggero e profondo allo stesso tempo, ed un testo da ascoltare con attenzione. Il vecchio vinile, ad un certo punto, andava girato e il lato B presentava subito il “pezzo forte”, Berta Filava, il cui testo parte da prevedibili giochi di parole senza significato per poi rivelarsi un’invettiva contro la resistenza degli adulti ad adeguarsi al cambiamento dei costumi, su un tappeto ritmico originale e movimentato, un invito a ballare e a divertirsi. L’interpretazione mai troppo seria di Rino Gaetano rende allegro anche il ritmo ternario di Rosita, sdrammatizzato e alleggerito da un’enfasi innaturale e un po’ fanfarona, elemento spesso presente nell’interpretazione dell’autore anzi, tratto caratteristico del suo stile. Al compleanno Della Zia Rosina è un delicato affresco nel quale viene descritta una tipica scena di festa familiare, con le considerazioni personali ed il punto di vista di uno dei più importanti esponenti della canzone d’autore italiana. Il lavoro si conclude con la canzone dal titolo chilometrico: La Zappa… Il Tridente, Il Rastrello, La Forca, L’Aratro, Il Falcetto, Il Crivello, La Vanga, nella quale l’autore libera tutta la sua creatività, senza preoccuparsi minimamente di dover piacere per forza a qualcuno, senza la necessità di dover scrivere qualcosa di “significativo” e “alla moda”. In “Mio Fratello è Figlio Unico” c’è tutta la poetica di Rino Gaetano, tutto il suo stile musicale, una struttura armonica apparentemente banale ma che è perfettamente funzionale alla costruzione del testo, in un perfetto matrimonio, nel quale le due componenti sono perfettamente incastrate e una non potrebbe esistere senza l’altra. Come già accennato in precedenza, ogni nuovo ascolto porta ad approfondire e a conoscere meglio una sfumatura o un dettaglio che prima non erano sembrati essenziali e poi, in fondo, l’autore avrebbe sicuramente preferito che ognuno di noi avesse dato al suo lavoro l’interpretazione che preferiva, senza vincoli e senza pregiudizi… altrimenti non ci avrebbe dato così tante diverse angolazioni per apprezzare la sua straordinaria opera.

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