Richey Edwards: disappeared “4 real” – di Rosanna Cornaglia

Il club 27 è uno strano club. Per farne parte non è necessario avere la carta oro e neppure la tessera di iscrizione. Occorrono due soli requisiti essenziali: essere musicisti famosi e essere morti all’età’ di ventisette anni. Kurt Cobain, Kristen Phfaf, Jimi Hendrix, Brian Jones, Robert Johnson, Janis Joplin, Jim Morrison, Ami Winehous e altri sono soci di questo bizzarro club. Anche il personaggio, di cui andremo a raccontare la storia in questo articolo, potrebbe farne parte. Un fitto alone di mistero avvolge la scomparsa di Richey Edwards, chitarrista e compositore della band gallese Manic Street Preachers (MSP). Spesso molti giovani hanno provato un senso di inadeguatezza, di non appartenenza e di collocazione fuori posto: una generazione pervasa da un leggero malessere, un tormento spirituale e un disagio esistenziale che per questo si è avvicinata e identificata nel pensiero dei “poeti maledetti” francesi e nei gesti estremi delle rockstar. Fa parte di questa generazione di giovani anche Richey Edward che, per mezzo della sua vilcanica vena creativa, sfonderà il muro dell’anonimato, per diventare una fulgida stella della scena Brit – Pop degli anni novanta. Eppure il successo non riuscirà a placare i suoi terribili incubi e il suo profondo senso di solitudine e di non appartenenza a questo tipo di società, che lo torturano e tormentano in continuazione. I Manic Street Preachers sono: James Bradley, Sean Moore, Nick Wire e Richey Edward… tutti originari di Blackwood, una città di minatori nel sud del Galles. Sicuramente i tratti peculiari e la filosofia della band si sono sedimentati e consolidati attingendo dai ricordi d’infanzia. Per forza da bambini devono avere assistito e assorbito le angosce, i dolori e le discussioni della comunità mineraria di cui facevano parte anche i loro genitori. Hanno avvertito la gravità degli eventi che hanno portato a estenuanti e lunghi scioperi, dimostrazioni e trattative difficili da parte dei minatori contro le leggi emanate dall’allora primo ministro britannico: Margareth Thatcher. Con questi presupposti i MSP entrarono sulla scena Brit – Pop con peculiarità proprie e lontane dagli altri gruppi musicali del periodo. I Coldplay, i Radiohead e i Blur sono gruppi formati da ragazzi colti, con un grado di istruzione alto; alle spalle hanno famiglie agiate e di ampie vedute anticonformiste. Gli Oasis si discostano un poco da questi; sono più gretti e spigolosi, abituati alle risse nei pub, dopo avere ingurgitato litri di birra. I MSP sono incece un gruppo musicale politicizzato. Le loro influenze letterarie sono: Mishima e Keruac. Quelle filosofiche: Marx e Nietzsche. Sono appassionati e studiosi di storia contemporanea. La loro musica è un misto di pop e punk. Il fulcro della band è comunque Edward. Scrive i testi delle canzoni assieme a Nicky Wire e questi sono pieni di messaggi sociali e citazioni. Dal marasma dei rave party e dall’uso massiccio e devastante dell’ecstasy che ne consegue, i MSP con il loro messaggio ambiscono a una rinascita giovanile e la fine di questi raduni distruttivi e autolesionisti. Vorrebbero fare nascere nelle nuove generazioni la forza di pretendere cultura e valori da quello che ascoltano. Dal 1991 al 1995 i MSP pubblicano tre album: il primo è un doppio, “Generation Terrorists”, segue “Gold against the soul” e, per ultimo, il capolavoro “The Holy Bible”. Con il successo e una buona vendita di dischi, cominciano anche i guai con la stampa. Dopo un concerto a Norwich, Steve Lamacq del New Musical Express (mostro sacro del settore ed espertissimo di punk) incontra Richey nel backstage. Alla fine di una lunga discussione il reporter afferma di non credere nella genuinità del messaggio che vogliono trasmettere i MSP e nell’estraneità del gruppo nel desiderare forti guadagni. Con molta flemma Richey sfila un coltello a serramanico che teneva in tasca e comincia a incidersi l’avambraccio sinistro. Il sangue comincia a scendere copioso, le lesioni arrivano fino ai tendini. Viene trasportato urgentemente in ospedale non prima di avere terminato la sua opera. La scritta col sangue riporta le parole: “4 real” (per davvero). Queste parole verranno immortalate nello scatto del fotografo che accompagnava il giornalista.  Richey faceva davvero sul serio. Parlava tranquillamente della sua anoressia, del suo autolesionismo e della sua insonnia come vere e proprie malattie gravi e distruttive, non come pose da star, per attirare l’attenzione del pubblico. Sono significativi brani come: Roses in the hospital e soprattutto, 4st. 7lb (29 chili), la soglia oltre la quale un anoressico non può scendere altrimenti morirebbe. Richey è una star impegnata su molti fronti: incontra giovani universitari e durante i dibattiti con loro non smette di spronarli a studiare; spiega loro quanto sia importante la cultura e quanto questa non sia mai troppa, li spinge ad applicarsi per conoscere sempre più cose, invece di sprecare tempo con le feste e le sbronzeArriviamo al 1° febbraio 1995. Ancora pochi giorni e la band partirà per l’agognato tour negli Stati Uniti. Edward esce dall’Embassy Hotel a Londra. Sale sulla sua auto e da quel momento scompare, come volatilizzato. Si tratta di suicidio o di sparizione? La sua macchina viene ritrovata parcheggiata vicino al Seven Bridge, noto ponte utilizzato dai suicidiNella sua casa di Cardiff sono rinvenuti la sua carta di credito e il suo passaporto. Il corpo non verrà mai ritrovato. Nei quattordici giorni precedenti la sua scomparsa Richey aveva puntualmente prelevato una somma giornaliera ammontare a 200 sterline dal suo conto corrente, per un totale di 2800 sterlineDurante un’intervista aveva dichiarato che, a differenza di Kurt Cobain, non aveva mai pensato al suicidio e che non era una soluzione che gli si confacesse. Dopo quattordici anni, durante i quali non si ebbero notizie in grado di fornire una soluzione a questo mistero, il tribunale inglese chiude il caso, stabilendo che si tratta di morte presuntaNegli anni i fans credono di avvistarlo in diverse località: Goa in India e alle Canarie (una volta a Fuerteventura e un’altra a Lanzarote). Ancora oggi, durante i concerti, i MSP nominano Richey durante la presentazione dei membri della band. Sul conto corrente di Richey continuano a versare i diritti d’autore… ma questi soldi mai nessuno li ha riscossi. Intanto i fans preferiscono pensarlo vivo, nascosto in qualche posto del mondo, dove sperano abbia potuto trovare un po’ di pace per sé stesso.

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