Rian Johnson: “Star Wars: The Last Jedi” (2017) – di Magar

“Tanto tempo fa… In una galassia lontana lontana…”. Questo l’incipit di una delle saghe più importanti della storia del cinema, capace di cambiarne da sola l’evoluzione. Da quel maggio del 1977 molte cose sono cambiate, e il cinema non è stato più lo stesso. Al di la dell’importanza strutturale del film, che ha segnato un importante stacco con il cinema di genere del passato, è evidente il fatto che l’impatto culturale di Star Wars nel quotidiano appare da subito molto significativo; ci troviamo di fronte a una svolta epocale, che di fatto spazza via un certo modo di fare film proiettando l’industria cinematografica in un futuro fatto di enormi budget e impensabili incassi. George Lucas ha immaginato il futuro dell’industria cinematografica e ha portato avanti il suo progetto tra mille perplessità, scommettendo su un’idea che pochi indizi potevano rivelare come vincente. E invece i Jedi e La Forza fecero il loro prepotente ingresso nella vita di tutti noi; Obi Wan Kenobi, Luke Skywalker, Han Solo e Chewbacca, la Principessa Leia Organa e tutti gli altri personaggi di questo immaginifico universo, entrano nel nostro campo visivo, facendo di tutti noi un manipolo di ribelli. A distanza di quarant’anni è difficile, per chi non lo ha vissuto in prima persona, capire l’impatto che quella proiezione ha avuto su un pubblico quasi impreparato a un simile evento. Stupore, gioia, voglia di immedesimarsi in personaggi così nuovi eppure così legati alla figura classica dell’eroe più puro; e poi La Forza, vero e proprio cardine di un universo nel quale tutti avremmo voluto trovarci. Tanto tempo fa… appunto, Poi è arrivata la seconda Trilogia, quella prequel (non prima che una rimasterizzazione in THX ci consegnasse i VHS, quelli c’erano all’epoca, con una serie di scene aggiunte non presenti nelle versioni cinematografiche), in grado di spiegarci la genesi del mondo che tanto avevamo amato. Tre film che aggiungevano nuove avventure, nuovi personaggi, e una serie di dettagli che meglio inquadravano i fatti di quella galassia così lontana. Sarebbe potuto bastare? Forse si, ma il business Hollywoodiano non poteva restare immobile a crogiolarsi sugli allori; ecco quindi una trilogia nuova di zecca, che porta avanti una storia che avrebbe dovuto e potuto restare quella che era. Resta il fatto che, con un enorme battage pubblicitario, arriva “Il Risveglio della Forza”, che rimette in gioco i vecchi eroi, aggiungendo nuovi personaggi in grado di prendere in mano le briglie dei nuovi episodi per farli cavalcare trionfalmente verso ulteriori e mirabolanti successi. L’impresa è titanica, ma il successo arride agli audaci che hanno osato: il successo commerciale, che sfrutta appieno la capacità di introito di un franchising che non ha eguali nella pur lunga storia del cinema arriva puntuale. Ecco di nuovo Han Solo, la Principessa Leia, ecco Luke e Chewbacca: figure che riemergono dallo spazio profondo del nostro cuore, portando in superficie una serie di brividi e di emozioni. La nuova trilogia però necessita di carburante fresco per muoversi e, visto che la fantasia e l’inventiva non hanno portato in dono uno script degno di nota, ecco i colpi di scena più improbabili, necessari a garantire l’attenzione di un pubblico che si divide come sempre succede in questi casi: da una parte i puristi che gridano allo scempio, e dall’altra coloro che apprezzano la nuova tendenza della serie. “The Last Jedi” si colloca esattamente nel mezzo (in tutti i sensi) di questa diatriba, mischiando repentinamente le carte e distribuendo una mano nuova completamente diversa da quelle con le quali abbiamo giocato sino ad oggi. Per tracciare un bilancio di questa operazione è necessario attendere un po’ di tempo, dando modo al pubblico di elaborare la nuova visione dell’universo Star Wars, confidando nel fatto che quando le emozioni improvvise si quieteranno, il giudizio potrà essere più obbiettivo. Certo è che il cambiamento è davvero epocale: la spensieratezza e il vigore della trilogia originale lascia spazio a una visione decisamente più dark; i personaggi storici sono ovviamente invecchiati e portano con loro una incombente sensazione di fallimento che nessun fan avrebbe potuto immaginare. La brillante entrata in campo dei nuovi personaggi, si scontra con i venti che soffiano dal passato, che recano con sé solo le ombre della passata gloria; forse sta proprio qui la chiave di lettura più consona per questi nuovi episodi: rendersi conto che il passato dei nostri eroi è completamente diverso da come ce lo siamo immaginato. E’ dura ovviamente, ma possiamo provarci; se non altro per il rispetto che dobbiamo a chi è stato capace di scaldare il nostro cuore in tutti questi lunghi anni. Che La Forza sia con voi, sempre!

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Un pensiero riguardo “Rian Johnson: “Star Wars: The Last Jedi” (2017) – di Magar

  • Dicembre 27, 2017 in 9:29 pm
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    Hai perfettamente ragione. Il Film scrive una storia diversa, che può affascinare, ma certamente si incanala in un percorso assai lontano dalla Trilogia Originale.
    Concordo su tutto

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