Resurrezione – di Ginevra Ianni

E’ Pasqua, per chi ci crede e per chi no. Comunque è Pasqua. Per tutti. Ineluttabile come la primavera. Si celebra l’arrivo della buona stagione e si celebre la memoria di un uomo che ha riaperto gli occhi dopo che la morte glieli aveva chiusi per sempre, come a tutti prima di lui e dopo di lui. Comunque è Pasqua. E allora tanti auguri a tutti e soprattutto a quelle persone speciali, quelle che una resurrezione se la meritano di più. Sono tanti, gremiscono il mondo ma non fanno rumore, mai. Sono quelli che, se per mera ipotesi saltassero tutti insieme per protesta, riuscirebbero davvero a spostare l’asse terrestre come si favoleggia dei cinesi. Sono molti di più e sono forti, ma tacciono e per questo non si riesce ad avere consapevolezza di loro. Chi sono? Chi è questo esercito silente di ignoti? Sono le persone ricoverate in ospedale pure oggi. Sono i pompieri di turno pure oggi, sono i soli, i rancorosi, quelli pieni di rabbia ma che sanno che non la possono sfogare. Sono i morti dentro che tanto niente cambia mai. Sono le donne stanche. Sono i terremotati vecchi e nuovi: Quelli dentro le casette di legno che “tiriamo avanti e poi si vedrà”, quelli della nuova scossa “e adesso che succede, che devo fare”. Sono quelli che stringono i denti e tengono duro senza fiatare. Sono le persone che ti sfilano accanto per strada o quelli in fila al supermercato dietro di te, con i soldi contati in tasca. Sono i ragazzi che chiedono l’elemosina fuori dal supermarket, pelle scura e una storia troppo lunga dentro gli occhi. Sono le cuoche delle mense dei poveri. Sono quelli con una pena dentro al cuore che tanto dove la posi la posi, sta sempre lì che corrode e scava. Sono le lapidi dilavate dalla pioggia e dell’abbandono. Sono quelli chiusi in casa che tanto dove vado, non c’è nessuno fuori per me. Sono i randagi, bisognosi di una carezza che nessuno gli darà mai. Chissà se il Risorto li ascolta. Un antico detto dice che Dio conta le lacrime delle donne. Se fosse vero come potrebbe Dio che è padre e madre non sentire questo lamento silenzioso e forte che sale dal mondo?  Perché non scendi in mezzo a questa moltitudine di pena? Perché non condividi il peso della loro sofferenza? Se ci sei fallo, se non ci sei non fa niente, non cambia nulla… ma se ci sei e non intervieni perché i tuoi piani sono diversi e segreti per i tuoi figli, allora nessuno potrà cambiare le cose in tua vece e si resta così, in attesa, a gremire chiese con gli occhi rivolti in alto tra la speranza e la disperazione. Comunque buona Pasqua, nel dubbio buona Pasqua. A tutti e soprattutto a quelli che se la meritano una resurrezione. Dalla loro vita, da sé stessi. 

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