Residents: “The Third Reich ‘n’ Roll” (1973) – di Gianluca Chiovelli

Chi siano i Residents lo sanno in pochi. Le uniche notizie che si approssimano alla certezza è che sono americani (Homer Flynn e Hardy Fox?) e che, quando ne hanno voglia, registrano dischi bislacchi. Nessuno conosce i loro volti, solo delle maschere. Nessuno, fuori del circuito alternativo fra cui vantano, tuttavia, numerosi devoti, ne ha sentito parlare. In Italia sono, di fatto, sconosciuti. In quarant’anni di carriera (?) non hanno mai fatto mostra di voler entrare nel grande giro, di ambire a riconoscimenti, di valicare il breve tratto che li avrebbe portati dall’anonimato a una pur pallida riconoscibilità mainstream. Al contrario amano circonfondere di false piste e amabili fraintendimenti il circolo magico della loro eccentricità. Da dove proviene il nome? Pare che la loro prima registrazione, sul miagolare degli anni Sessanta, fosse respinta al mittente con la dicitura “To the residents”; di qui l’utilizzo della locuzione. Pare, poiché anche tale boutade potrebbe essere falsa. Ciò che è incontestabilmente vero è che i Residents sono un gruppo sperimentale, i cui toni oscillano fra la provocazione e l’ostentazione surreale. I loro fendenti vengono sferrati con armi sonore a doppio taglio. La destrutturazione, negativa, attuata nei confronti del pop-rock più rassicurante, e la composizione, positiva, ottenuta tramite la cucitura e giustapposizione di materiali disparati: recitativi non sense, brandelli sonori, registrazioni dal vivo. Un doppio taglio che fa capo a una sola lama, però: i Residents, appunto. 
Third Reich ‘n’ Roll” è un esempio di tale metodo da teppisti. Si compone di due tracce, Swastikas on Parade (17’36’’) e Hitler Was a Vegetarian (18’26’’). Ogni traccia è un centone o collage di circa quindici hit dei due precedenti decenni (da Bill Haley ai Beach Boys ai Rolling Stones) straziati, mutilati, macellati ed esposti sul bancone sanguinolento della derisione da questi beffardi beccai. Canzoni celeberrime, che ognuno di noi ha canticchiato, magari flautandole nelle orecchie dell’amata/o, vengono qui debitamente sventrate ed esibite nelle loro irriconoscibili interiora: Let’s twist again cantata in tedesco, una inebetita Horse with no Name disturbata dai gorgheggi di un pazzoide, una Psychotic reaction annichilita da ghigni atonali; e poi il gran finale di Hitler was a vegetarian, ricca di notevoli umiliazioni: Gloria (dei Them) su organetti psichiatrici, In-A-Gadda-Da-Vida e Sunshine of your love (l’una il plagio dell’altra) liofilizzate da tastiere nichiliste ed esternate da un gaglioffo con grida gutturali, il coro di Hey Jude, intonato da un angelico stuolo di dissociati che, lento, si smorza nel famoso “Hu hu” dell’incipit di Simpathy for the devil … La profanazione di tali successi, esacerbata da una serie di gadget satirici (inserti di musica concreta, percussioni inopinate, cadenze strascicate…) è, però, solo un tratto secondario (seppur esilarante) rispetto alla più rilevante creazione di un universo sonoro dai tratti straniati e minacciosi. Universo che altri non è che il nostro mondo: zombificato, asettico, spiritualmente deprivato, reso imbecille dalla propaganda (e dai numeri 1 in classifica) e incapace di rapportarsi all’autentica realtà. Una sorta di Terzo Reich consumista e idiota, insomma, a metà fra gli strali (già lanciati) da Frank Zappa e i futuri ammonimenti sulla devoluzione cerebrale dei Devo. Chi vuole ignorare tale messaggio da finis terrae, tuttavia, può solo godersi le prese per i fondelli delle hit, di cui, qui di seguito, diamo un rapido breviario. Buon ascolto…

Swastikas on Parade (18’26’’)
Chubby CheckerLet’s Twist AgainChris Kenner/Cannibal & The HeadhuntersLand of a Thousand Dances RaindropsHanky PankyAmericaA Horse with No Name
Dick Holler & The Holidays/Swinging Medallions Double Shot (of My Baby’s Love)
Box TopsThe LetterCount FivePsychotic ReactionSyndicate of SoundLittle Girl
James BrownPapa’s Got a Brand New BagMusic MachineTalk Talk
StrangelovesI Want CandyLuluTo Sir, with Love / TornadosTelstar
SurfarisWipe OutBeach BoysHeroes and Villains

Hitler Was a Vegetarian (17’36’’)
John Fred and His Playboy BandJudy in Disguise (With Glasses) 
? & The Mysterians96 Tears / Lesley GoreIt’s My Party / DoorsLight My Fire
Barry SadlerBarry Ballad of the Green Berets / Ohio ExpressYummy Yummy Yummy
Bill Haley & His CometsRock Around the Clock / SeedsPushin’ Too Hard
Young RascalsGood Lovin’ / ThemGloria / Iron ButterflyIn-A-Gadda-Da-Vida
CreamSunshine of Your Love / BeatlesHey Jude / Rolling StonesSympathy for the Devil

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