Rancore: “Quando piove” (2018) – di Isabella Dilavello

Prendi i tuoi giocattoli, mettili via. Una madre non può ripeterlo all’infinito. Ho conservato fino a inizio pandemia, in un baule di cent’anni, un bambolotto. Un regalo della Befana, un gioco che avevo già abbandonato al suo destino fatto di canfora anti tarme, con le dita che avevo mangiucchiato per risparmiare le mie unghie, con il suo cappellino di lana verde vomito. Un gioco anarchico, non corrispondente all’immagine celestiale dei bambolotti copia di creature innocenti, quelli per cui ti vogliono bambina che gioca ad essere madre, per prepararti a un destino preciso, uguale per tutte. L’ho messo via, ma’. Alla discarica ce l’ho portato io, non tu. Quando la sua ombra si è consumata. Quando le regole le ho rotte tutte. Non sono madre.
Che non ero disegnata per quel destino l’ho capito giocando, mangiandogli le dita al gioco. Ho esplorato il senso delle cose usando tutto il corpo, assecondando la scrittura e il desiderio, sfuggendo alla dittatura della ragione. Mi sono messa scomoda a guardare il mio ventre morbido che non si è riempito mai del tutto – solo per un tratto, un accenno, un errore – di una vita altra che non avrebbe mai potuto essere me. Come io non sono mai stata te, ma’. Anche se attraverso di te ho visto l’ombra di chi avrei potuto essere, solo fuori di te ho scoperto chi sono. Una attenta alle piccole cose, agli incastri.
Una che non spiega mai niente, che confida nei codici da interpretare. Una che ha lasciato la foresta e non è morta perché tu, ma’, non mi hai insegnato la paura della pioggia. Sempre in pericolo, sempre in causa di fallimento, con le unghie che non sono riuscita a salvare. Una che ancora si sta facendo un’idea. Del mondo, del cielo. E lo guardo il cielo, perché questo che vedo sembra proprio cielo. E le stelle lo so che sono lì, a malapena visibili allo sguardo, ma raggiungibili dalla fantasia. Senza disinfettante.

Quando piove sotto gli alberi non piove / Se divinità piovose ci mandassero un sicario
Qui nessuno ha mai pensato a soluzioni nuove / Dentro la foresta il cielo sembra dietro ad un sipario
Queste chiome furono un riparo / Nonostante dentro la foresta anche le stelle appaiono al contrario
Vi chiedevo dove sta la stella / E indicavate il centro della terra e io ci immaginavo il planetario
Quando piove sotto gli alberi non piove / È necessario un albero per uno e siamo più protetti
Noi comunichiamo grazie alle radici / Noi non lavoriamo perché i frutti qui ci crescono sui tetti
Il cielo non ci serve, il cielo non ci vuole / Tanto che ai bambini il cielo lo spiegarono a parole
Educando quella prole al timore della pioggia sulla testa dissero / “Chi lascia la foresta muore”
Vivevamo come i topi / Dicevamo che le storie dei bambini mettono paura agli incubi
Usavamo i telescopi, ci servivano a trovare soluzioni / Per le cure contro i microbi
Inventammo le leggende sopra i sintomi / La pioggia porta un dio che nelle gocce mette microchip
Ci appannavano, eravamo miopi / Negli specchi di un’élite
E dentro un grande labirinto di palindromi / Mi avete educato a dire che la mia tribù
È nata da una distruzione che portò a macerie / Dalla rinuncia di vedere un cielo quando è blu
Per non rivivere il terrore delle intemperie / Così per notti intere pregando spettri
Antidoti da bere in una serie di aneddoti / Amici miei ho confermato tutti i miei sospetti
E mi commuove avere pochi versi ma eccoli /
Quando piove sotto gli alberi non piove
Quando fuori smette è sotto gli alberi che piove / Non volevo abbandonarti dentro la foresta per uscire
Per vedere un cielo senza la tempesta / Quando piove sotto gli alberi non piove
Quando fuori smette è sotto gli alberi che piove / Non ti devi lamentare che ti piove in testa
Se resti sotto gli alberi anche dopo la tempesta / Questo, credo sia proprio il cielo
Io questo credo sia proprio il cielo / Io questo credo sia proprio il cielo
Anche se il cielo io non l’ho visto mai / Questo, mi renderà sereno
Piangendo, piovendo sul terreno / Il vento libererà il mio cielo
Anche se il cielo io non l’ho visto mai /
Quando il cielo appare blu tu puoi appurare che
È tra l’alba e il tramonto che lo stai guardando / Quando il buio sale su e nessuno fa qualcosa
Forse anche la luce va di contrabbando / Se la luna mostra il fianco sinistro
È pronta a conquistare il cielo con l’abito bianco / Ma se nel nero pece invece mostra il fianco destro
Sai che presto si vergognerà e poi si andrà oscurando / Se più enti fanno parte di un insieme ti spaventa
È ogni modifica di insieme in quanto ente / Quando due nature creano un sistema
Anche il loro ciclo girerà contemporaneamente / La materia non ci basta
Non rientra nella massa che vorrebbe la materia più presente
Quando provi a respirare lento si rallenta il tempo / Tu materia ne fai uso raramente
Costruivamo degli elettrodi per sostituire il buio / Illuminati dai consigli degli spettri
Ti ricordi amore mio, con quanti vecchi aneddoti
Ci hanno cresciuto per tenerci fermi in questi pochi ettari
Ci hanno insegnato i metodi per vivere senza la luce
A costo di annerire i nostri petali / La vita intera non è stata mai una primavera
So di amarti ma non ti posso certo dire aspettami /
Quando piove sotto gli alberi non piove
Quando fuori smette è sotto gli alberi che piove / Non volevo abbandonarti dentro la foresta per uscire
Per vedere un cielo senza la tempesta / Quando piove sotto gli alberi non piove
Quando fuori smette è sotto gli alberi che piove / Non ti devi lamentare che ti piove in testa
Se resti sotto gli alberi anche dopo la tempesta /
Ora sono fuori dalla mia tribù
Dalla mia tribù / Ora sono fuori dalla mia tribù / Dalla mia tribù
Ora sono fuori dalla mia tribù / Dalla mia tribù / Ora sono fuori dalla mia tribù
Avrei dovuto darvi la vita mia / Ora sono fuori dalla mia tribù
So che voi non mi volete più / Mi mancate tutti e mi manchi tu / Ma io non voglio essere un’anomalia
Ora sono fuori dalla mia tribù / C’è chi dice che io non esisto più / Quando piangerò per la malinconia
Prenderò la pioggia sorridendo / Perché in teoria /
Quando piove sotto gli alberi non piove
Quando fuori smette è sotto gli alberi che piove / Quando piove sotto gli alberi non piove
Quando fuori smette è sotto gli alberi che piove / Avrei dovuto darvi la vita mia
Questo, credo sia proprio il cielo / Io questo credo sia proprio il cielo
Io questo credo sia proprio il cielo / Anche se il cielo io non l’ho visto mai / Questo, mi renderà sereno
Piangendo, piovendo sul terreno / Il vento libererà il mio cielo / Anche se il cielo io non l’ho visto mai
.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: