Quanti siete? … un Fiorino – di Benito Mascitti

Senza Emozione non si va da nessuna parte…
men che meno puoi (umilmente) raccontare cose buone per la carta, scritta e stampata, che diventino Memoria.
A far la vita del giornalista vagabondo immerso nella Musica (e nella vita di chi la musica la fa davvero, tutti i giorni, soprattutto di notte) queste carezze al cuore si incrociano e si colgono.
Alla fine della fiera, per quale altro dannato motivo uno dovrebbe sobbarcarsi tutto questo, se non per quei bellissimi segnali?
Una delle emozioni più belle del recente passato ce l’ha regalata Matteo Fiorino…
con la magica aggravante di non esser mai riusciti a incrociare gli sguardi… e quindi costretti a una frequentazione digitale che però non ci ha impedito di condividere emozioni e sensazioni.
Il passaparola degli amici raccontava di un artista da ascoltare e frequentare, proprio per la sua natura autentica e incontaminata da ogni moda; per il suo esistere da essere umano che lavora a un futuro d’emozione appunto, costruito solo con il semplice vivere fatto di esperienza accumulata duramente.
In questo senso il titolo del primo lavoro discografico di Matteo è una specie di manifesto che ben descrive questa condizione… 
Il masochismo provoca dipendenza. Poi lui chiarisce meglio l’arcano:

“Il masochismo provoca dipendenza nella misura in cui, col passare degli anni, migliora la performance nel ripetere gli stessi errori. Insomma, si diventa bravissimi a sbagliare”.
Da umano fallibile racconta la sua vita (se la suona e se la canta) di marinaio da diporto che ne ha viste tante… nonostante le ancor poche primavere vissute e sbocciate a La Spezia… la sua “sarcastica e cinica” città.

Nel disco Fiorino lascia spazio a questa sua natura e alle evocazioni della tradizione musicale italiana che ha potuto conoscere con la sua curiosità di uomo semplice e appassionato, sofferente e mai vinto.
Lo stornello, che lo accompagna nei concerti apre il percorso di questo suo bel racconto e riesce a stupire i più esigenti e scettici cultori della Musica Italiana con i suoi arrangiamenti; moderni, anche se perfettamente aderenti alla migliore tradizione, quella da tramandare alle nuove generazioni.
Il suo tempo – non sempre adatto – e quello della nostra memoria collettiva.
Stefano Rosso aleggia tra le note… e Drupi e Dalla… fino a Rino Gaetano, passando per Battisti, il Blasco più esistenziale e Giorgio Gaber… e mai il minimo sospetto che la sua sia musica già sentita. Dopo questo primo cammino il disco si dipana in un intimo molto personale, senza le contaminazioni del primo tratto di strada. Ancor di più si coglie la carezza dell’emozione (nuda e cruda), del suo vivere e faticare in mare e terraferma osservando la vita, spesso senza emozione, degli altri. Così Fiorino ci conduce per questo viaggio, sempre tratteggiato dai bellissimi giri di chitarra, e ci torna alla mente un altro spezzino come lui…
indimenticabile protagonista di “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”.
Giancarlo Giannini (spezzino come Matteo Fiorino) nel film vestiva i panni di un siciliano… il Nostro rimane invece spezzino impenitente, anche con ermetici cenni alle espressioni più autentiche della sua Città che guarda, disincantata, il Tirreno dal suo golfo. La sarcastica denuncia dei mali del secolo procede tagliente ma mai volta all’invettiva, piuttosto prende la forma delle parole profetiche di un menestrello un po’ strano che incontri per strada… compresa la paura che suscita la richiesta di uno sconosciuto senza altre risorse. Semplice Matteo Fiorino… semplice e per questo affascinante e coinvolgente… dalla prima all’ultima nota.

In questa sua semplice vita vagabonda Matteo ha incontrato altri suoi simili con cui condividere la costruzione di una vita d’emozioni.
Ha scritto la colonna sonora de “La buona occasione” di Ivan D’Antonio, altro talento suo simile, vincitore con questo film del Premio Canon Italia 2013.
Ci concediamo un’ultima nota, come a non voler lasciare questo racconto.

Matteo Fiorino, in questo bel viaggio ha voluto lasciare una traccia, ermetica e lieve come un cammeo di nostalgia e, a parte le altre contaminazioni inconsapevoli dette sopra, ha evocato l’anima benedetta di Ivan Graziani…
con una riconoscenza emozionata che abbiamo colto parlando con lui al telefono.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tracklist

STORNELLO DELL’INTERFACCIA 03:44
LA BUONA OCCASIONE 04:45
AMANDA 04:45
 L’ESCA PER LE ACCIUGHE 02:57
VERME SOLITARIO ANTROPOMORFO 05:03
SENSO DI COLPA 03:47
MAURO 03:49
CARATTERI DOMINANTI 03:14
BORGHESIA NAPOLETANA 04:06
STONER DI PORTOROTONDO 05:19

http://www.matteofiorino.it
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