Quaker City Night Hawks: “QCNH” (2019) – di Trex Willer

Fare musica di alta qualità e originale non è mai facile, soprattutto in generi che ormai negli anni hanno detto tanto come il blues rock, il country e il southern di stampo americano, ma pare che in Texas la madre degli artisti di qualità sia sempre incinta ed ecco un’altra band da conoscere assolutamente. Quaker City Night Hawks. Il trio di Fort Worth è arrivato al quarto disco, dopo tre ottime prove di un rock molto seventies mischiato al blues e al country texano e, dopo un cambio di line-up con un nuovo batterista, sforna il loro lavoro più completo e convincente. Il disco si apre con una canzone con chiarissime influenze di rock californiano anni 70, Better In The Morning, solare e con un impianto ritmico di qualità: un sound difficilmente catalogabile quello dei Quaker. Ascoltate il secondo pezzo e ve ne accorgerete. Suit In The Back, ha un appeal soul, un suono molto Stax che pare uscito dalla colonna sonora di Shaft (il poliziotto di colore in voga negli anni 70), un riff coinvolgente e quel basso che non ti molla più, con venature southern soprattutto nell’assolo centrale. Originale e di impatto. Il sole penetra dai finestrini abbassati dell’auto che corre veloce sull’autostrada in Colorado, il vento ci rinfresca come il riff di una canzone rock and roll come oggi non si usa più, con la parte centrale che mette in evidenza la bella voce di Sam Anderson e l’assolo psichedelico accresce quella sensazione vintage che non molla mai il disco. Entusiasmante il riff sporco e deciso di Fox In The Henhouse, voce cattiva per un southern rock convincente accompagnato dal pianoforte, segno che le influenze e i lidi a cui possono approdare i QCNH sono molteplici e mai scontati. La produzione pulita ed essenziale ne accresce il valore. Non ci sono canzoni che non dovrebbero starci: dalla stupenda introduzione acustica di Elijah Ramsey, col suo testo così intenso post “11 settembre” che ha il sapore di ballad zeppeliniana, alla stupenda Grackle King, con il suo incedere psichedelico e schizoide. Qui c’è del genio poco affine al mero business. Un disco intenso e originale, come la canzone di chiusura, Freedom, con il suo riff tagliente, da ascoltare e riascoltare. Un lavoro che proietta i Quaker City Night Hawks fra gli artisti migliori di questo 2019. Il Texas, si sa da sempre, è marchio di fabbrica per la musica di qualità e i Quaker tengono fede alla tradizione: una band che, sia da studio che dal vivo, conferma un talento sopraffino e un’abilità di prendere e miscelare generi diversi davvero notevole. Buon ascolto.

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