Premiata Forneria Marconi: “Storia di Un Minuto” (1972) – di Fabrizio Medori

Un gruppo di giovani musicisti milanesi, conosciuti con il nome Quelli, era attivo fin dal 1964 ed i suoi componenti Franco Mussida, chitarrista; Franz Di Cioccio, alla batteria; il tastierista Flavio Premoli e Giorgio Piazza, bassista, erano particolarmente richiesti come session-men a Milano. Avevano avuto un paio di singoli di successo, avevano avuto come membri del gruppo Teo Teocoli (cantante prima di raggiungere il grande successo come comico) e Alberto Radius, che diventerà anima della Formula Tre, ma il lavoro forse più significativo lo avevano svolto in studio, suonando per Lucio Battisti, Mina, Adriano Celentano e Fabrizio De André. All’inizio del 1970 i quattro membri fondamentali dei Quelli avevano provato ad entrare nel mondo della musica che in seguito sarà etichettata “prog” incidendo un singolo di scarso successo con il nome Krel. Con l’ingresso nel gruppo del violinista e flautista Mauro Pagani, proveniente dai Dalton nasce invece la Premiata Forneria Marconi, subito ingaggiata dalla Numero Uno di Battisti e Mogol. Come spesso accadeva in quel periodo di grandi trasformazioni nella musica e nella comunicazione, l’esordio discografico del gruppo fu preceduto da una meritatissima fama, che i ragazzi milanesi si erano costruita attraverso decine di concerti, aprendo anche le performances italiane di artisti stranieri del calibro di Deep Purple, Yes, Gentle Giant e tanti altri. La profonda conoscenza dei più recenti esperimenti Prog li portò ad essere tra i primissimi a pensare di poter esprimere le nuove tendenze musicali, legate al virtuosismo strumentale e alla contaminazione tra musica rock e classica, jazz e folk. All’inizio del 1972 i negozi italiani di dischi accolsero tra i loro scaffali l’esordio della Premiata, “Storia di Un Minuto”, che si presentava con una bella copertina creata da Caesar Monti, dalla sua compagna Wanda Spinello e da Marco Damiani. Dopo un iniziale curiosità, legata alla forte carica innovativa di tutto il progetto, il disco volò rapidamente verso la prima posizione delle classifiche di vendita diventando, fin dall’inizio, una della colonne portanti del rock tricolore. Il disco si apre con una breve Introduzione strumentale al loro primo cavallo di battaglia, Impressioni di Settembre, la cui esecuzione è, ancora oggi, uno dei momenti più emozionanti delle esibizioni della PFM. La canzone, già edita su 45 giri, dichiara da subito tutte le capacità espressive della band, in un alternarsi di rarefazione ed epicità, tra crescendo maestosi e brusche frenate. Subito dopo un altro grandissimo classico del gruppo, E’ Festa, nella quale i suoni dinamici del rock si sposano con il ritmo, tutto mediterraneo, della tarantella. Il vecchio formato del Long-playing spezzava a metà Dove… quando, la cui prima parte si basa su una delicata melodia vocale per lasciare ampi spazi, nella ripresa, a una bella serie di improvvisazioni strumentali. La parte centrale del lato B è occupata da La Carrozza di Hans, altro vertice dell’interpretazione italiana del nuovo sound proveniente dall’Inghilterra. Nel brano si trova uno sviluppo esemplare, con la perfetta alternanza di parti cantate e intervalli strumentali (particolarmente riuscito il solo centrale di chitarra classica), capaci di proiettare l’ascoltatore in un mondo assolutamente inedito dalle nostre parti. La conclusione è affidata a Grazie Davvero, gradevolissimo e baldanzoso valzer moderno, introdotto da una strofa dallo spiccato sapore “pinkfloydiano”. Sempre in primo piano la cura dei suoni, del dettaglio timbrico e dell’arrangiamento, che esaltano le capacità tecniche degli strumentisti e, a proposito di suoni, c’è un divertente aneddoto sul mini moog, strumento nuovissimo e che, all’epoca, costava una fortuna: Premoli chiese all’importatore la possibilità di avere lo strumento in anteprima con il patto che se ne avesse venduto più di cinquanta esemplari entro la fine dell’anno, avrebbe concesso al gruppo uno sconto della metà sul prezzo di acquisto. A fine anno lo strumento era così famoso che, forse anche grazie al successo di Impressioni di Settembre, ne erano state venduti oltre cento pezzi.

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