Poor Works: “All In” (2019) – di Marco Valerio Sciarra

La posta in gioco è la vita stessa. Seduti tutti attorno allo stesso tavolo. Sembra sempre che gli altri giocatori abbiano un poker d’assi dietro gli occhiali da sole o luccicanti ad abbagliare i sorrisi enigmatici. Per certi versi questa esposizione telematica continua costringe a mostrare sempre le proprie carte più belle. Cerchiamo ad ogni giocata di sfoggiare i punti più alti, di bluffare e, se si è costretti, anche a barare… e tanto vale fare appello a tutto il coraggio che si possiede e buttare tutto dentro. “All In”, appunto, come l’ultimo progetto discografico dei Poor Works uscito nel 2019. Una band esperta che ha deciso di giocarsi tutto in questa manciata di canzoni. Per ogni brano trova melodie facilmente fruibili, con testi freschi e diretti e un affiatamento totale tra tutti gli elementi, producendo un suono compatto che viaggia verso L’Indie Pop più moderno. Le carte scoperte adagiate sul tappeto verde sono uguali per tutti, a fare la differenza sono quelle coperte. Quelle nascoste. Non si può occultare, certo, tutta la voglia di mantenere la spensieratezza giovanile per il tempo più lungo possibile. Non si può, non si deve, celare il desiderio di vivere gli innamoramenti, senza eludere le sofferenze e i piaceri innegabili. Non si può trattenere l’ambizione di conquistare il mondo, di inerpicarsi sulla cima più alta: che sia per vanagloria, o che sia sempre per amore, non si può negare comunque il suo potere trascinante. Quello che si nasconde, o che si prova a nascondere, sono le delusioni, le sconfitte, le paure che lentamente emergono senza che nemmeno ce ne accorgiamo, perché sono la parte più vera di noi. La posta in gioco è alta: è la vita stessa… e soltanto con la capacità di giocare le proprie carte a disposizione e con il coraggio di puntare tutto quello che si ha si può avere la speranza di vincere qualche partita con l’esistenza. Anche se non si dovesse vincere… in ogni caso sarebbe un successo. C’è sempre il disco dei Poor Works a rinfrescarci e a consolarci. 

I Poor Works sono: Nicola Toniolli, voce. Daniel Nardon e Daniel Calovi, chitarre e voci.
Mauro Tomedi, basso elettrico e voci. Patrick Calovi, tastiere e voci.
Christian Nicolini, batteria e voci. 

Tracklist: 1. Sunday forever. 2. Spengono le luci. 3. Cambiamenti. 4. All In.
5. 10.000. 6. Intrecciando nodi. 7. In capo al mondo. 8. Nuove pareti.
9. Purché tu ci sia. 10. Sogni di vittoria. 11. Strade

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