PMS: “Di Giallo e Grigio” (2017) – di Marco Valerio Sciarra

Fermarsi ad ascoltare il respiro, non è più cosa di tutti i giorni ormai. Sospenderlo, poi, per comprendere quanto a lungo si possa trattenere… fino a sintonizzarsi con quello delle stelle. Percepirne il tocco sulla pelle, la pressione rinfrescante e poi il bruciore vitale… quanta fatica per ritornare all’essenza umana, quanta fatica per riprendersi la bellezza donata. Quanta fatica per liberarsi da tutte queste distrazioni che un universo malato ci scaraventa addosso ogni giorno. Ipocrisia, ipervelocità che infetta ogni cosa. La comunicazione. I sentimenti sempre più distanti… l’incapacità di affrontare la paura… eppure, basterebbe un minuto per cambiare tutto. “Basta un incontro per far nascere canzoni / basta una lacrima per capire di vagare tra vagoni nudi.”. Un minuto, anche più di un minuto, all’ascolto di quell’attimo fugace in cui si manifesta l’ispirazione, in cui scaturisce una lacrima, in cui sembra di essere vicini alla Verità, lo hanno dedicato Martina Mollo e Caterina Bianco riunitesi sotto l’acronimo di PMS, per partorire il progetto “Di Giallo e Grigio”. In nove composizioni, divise quasi perfettamente in due tempi, tra le parti cantate e quelle soltanto strumentali, in cui prevale, in ogni nota, in ogni verso, la ricerca dell’essenza del suono. Si sente nell’uso delle voci, nelle armonizzazioni, nell’approccio al pianoforte e nel tocco del violino, la loro provenienza classica. Quasi immediatamente, però, si avverte anche il loro desiderio di sperimentare, di ampliare la loro ricerca in altri territori. Già nel brano di apertura Il Cielo Gonfio Di Giallo E Grigio, si nota una innata predilezione per la melodia popolare, senza paura di utilizzare le parole che escono dal cuore, nella lingua del cuore appunto, il dialetto. Nel brano immediatamente dopo, Lo Scrivo In Metro, la ricerca si sposta sull’elettronica, dai ritmi serrati e spezzati, ottenuta ai sintetizzatori e alla programmazione computerizzata. Tutti elementi che troveremo anche negli altri brani cantati, come Nudi e D’ombra… ma anche in quelli strumentali come Mudanza o Salendo Il Muiariello, ad esempio. Certi sentimenti, certe emozioni per essere espresse necessitano di una ricerca simile a quella di quando si vaga nel buio, brancolando, e a tentoni… la mano si poggia su un battito di cuore o su una parete fredda, e nella somma delle sensazioni si forma un’idea personale… a quel punto ci sente davvero vicini all’essenza.

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