Pink Floyd: “Shine On You Crazy Diamond” (1975) – di Valerio Pozzi

Era immobile davanti all’oceano, lo sguardo fisso sulle onde, le lacrime agli occhi e il cuore impazzito. Era il 27 Marzo 2018. Nella città di Porto, un ragazzo osservava l’acqua infrangersi sugli scogli. Nelle orecchie armonie strumentali accompagnavano la sua mente verso l’infinito. Restava immobile, sdraiato su una roccia, ad aspettare che le note di una tastiera in dissolvenza riponessero il coperchio sopra la scatola della sua memoria, sul cui lato una timida etichetta recitava: “Shine On You Crazy Diamond”. Possedeva migliaia, milioni di scatole simili: tutte con una diversa etichetta, riposte su enormi scaffali meticolosamente suddivisi in generi. Frammenti di vita passata custoditi tra quattro mura di cartone. Ricordi di risate e balli sfrenati venivano sprigionati aprendo le scatole sotto la categoria irish folk, momenti struggenti e pianti disperati si riproponevano sollevando i coperchi dedicati a L’officina della Camomilla o a De André.
Nonostante l’enormità della collezione, la curiosità delle altre persone veniva spesso attirata dalla scatola che quel giorno rimase aperta per trenta minuti. Nell’archivio tutte le scatole erano coperte da una discreta quantità di polvere che accarezzava la loro superficie. Alcune ne erano prive, altre ne risultavano quasi ricoperte. La peculiarità di “Shine On You Crazy Diamond” stava proprio nel vasto abbraccio di pulviscolo che la circondava, caratteristica di quelle scatole raramente utilizzate, attributo in netto contrasto con le emozioni che dilaniavano visibilmente il ragazzo durante l’ascolto, le quali dimostravano quanto vi fosse legato. Curiosando all’interno si potevano trovare pochissimi momenti della sua vita: piccoli cocci meticolosamente selezionati, dotati di un’enorme potenza emotiva.
Rimembranze di un’estate passata a rincorrere la propria infanzia, di voli destinati alla libertà, di canapa fumata e concerti creavano un’accurata selezione di attimi incorniciati dalla meravigliosa creazione in nove parti dei Pink Floyd. Era evidente come quella per il ragazzo non fosse una semplice scatola né soltanto una canzone: ogni singola nota sussurrava speranza nelle sue orecchie, accrescendo così il desiderio di riempirla fino all’orlo, di collezionare frammenti di vita degni di essere vissuti, momenti destinati ad un futuro uomo morente il quale, nel riviverli, si convincerà della bellezza dell’esistenza.
Oggi quel ragazzo è cambiato. La collezione di scatole si è espansa enormemente, ma all’interno del suo magazzino infinito riserva ancora un posto speciale per quel contenitore impolverato, quella lettera a sé stesso, quella mezz’ora di speranza sulla quale è posta un’etichetta riportante la scritta: “Shine On You Crazy Diamond”.

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