Pink Floyd: “Confortably numb” (1979) – di Valeria La Rocca

– Ehi, amico! Tutto ok? Ti vedo confuso, posso aiutarti? Non hai una bella cera! Vuoi entrare?… Rispondi amico. Spengo la sigaretta e ti aiuto ad alzarti.
–  Dove sono? Come sono arrivato qui? Ricordo solo che camminavo, senza meta…
– Tranquillo amico, qui sei al sicuro, io posso alleviare il tuo dolore, ma avrò bisogno di alcune informazioni prima. Solo i fatti più importanti. Hai bisogno di aiuto lo vedo, ma devi rimetterti in piedi. Dimmi dove hai dolore altrimenti non posso trovare la cura giusta.
– Cos’è un locale, una casa, un ospedale? Non capisco. Sono passato tante volte da qui, mi sembra. C’erano dei lampioni alti qui fuori che ora non vedo più. Non so, forse ricordo male.
– No amico, ricordi bene. Un tempo i due lampioni indicavano l’ingresso, ma ora dobbiamo tenere nascosto questo posto. E’ il proibizionismo che lo impone.
– Chi sei tu e che cos’è questo posto?
– Come faccio a sapere che posso fidarmi? Potresti denunciarmi e se mi arrestassero non potrei più aiutare quelli come te.
– Chi sono quelli come me?
– Quelli che hanno dimenticato e che ora stanno a terra intontiti come te, amico. Ah ah ah!
– Puoi fidarti, non dirò nulla. Sono diventato piacevolmente insensibile, Non m‘importa più di niente. Ho solo questa nausea dentro e mi gira la testa. Hai qualcosa da darmi che mi aiuti?
– Fai proprio pena… sei pallido come la luna… ma sembri uno che ha dimenticato come si fa a splendere. Vieni dentro, vediamo se ho qualcosa da darti.
– Chi sei tu? Un dottore?
Sono il Moonshiner e faccio pozioni magiche, ah ah ah! Dammi il braccio e dimmi qualcosa di te.
– Quando ero bambino avevo una febbre che bruciava dentro. Vedevo le cose anche quelle nascoste. Guardavo con la coda dell’occhio e vedevo tutto, persino quello che gli altri non vedevano. Poi non so cosa è successo, ho dimenticato tutto e adesso ho la nausea e non sento più niente.
– Questa è la prima stanza, vuoi mangiare?
– C’è troppa luce qui e la gente parla ad alta voce. E la musica poi, è assordante. Cosa mangiano?
– Cibo legalizzato, bevande edulcorate, musica commerciale. Tutte cose che devono consumare tutti per essere in regola, ma tu non hai bisogno di questo. È questo che ti ha fatto venire la nausea. Te la senti di scendere ancora un po’?
-Tienimi il braccio, ci provo.
– Qui serviamo vini pregiati e cibi ricercati. E’ una clientela antica e raffinata di fini speculatori intellettuali. Loro hanno conquistato a poco a poco il privilegio di assaporare le bevande proibite. Vuoi provare? Ma non credo che ne capiresti il gusto. Ci vogliono anni di studi per capirne il colore e il profumo e solo loro sanno qual è quello giusto. Ti direbbero che sei uno zotico ignorante se provassi a dire la tua.
– No, mi sento a disagio qui. Mi fissano tutti come fossi un matto.
– Lo sei amico, sei proprio fuori, ah ah ah! Scendiamo, è qui il mio laboratorio. Guarda questi sono gli alambicchi e c’è un bicchiere per ogni cura. Calici ampi per decantare il profumo. Alti e sottili per sorseggiare lentamente. Boccali grandi e profondi per ingoiare in fretta e non pensarci troppo.
– Ma se bevo questi intrugli la nausea aumenta!
– Fidati di me! Sentirai solo un pizzico, all’inizio sembrerà che la nausea aumenti, ma poi vedrai che pian piano comincerai a ricordare.
– Come scegli che intruglio dare ai tuoi clienti?
– Dipende dallo stato in cui arrivano da me e dalla stanza in cui si fermano. Se sono appariscenti, chiassosi, ostentano ricchezza fatua, servo loro cocktail elaborati e di tendenza che sorseggiano lentamente mentre rimirano ammirati la propria immagine riflessa sul bordo del bicchiere. Quelli della seconda stanza vogliono vini antichi e birre fermentate che emanino fragranze evocative e mentre ne ammirano il colore, ascoltano la loro voce cadenzata e suadente, come un disco rotto. I commensali sono troppo incantati per dissentire e finiscono per credere a quello che ascoltano perché si convincono che sia ciò che vogliono sentirsi dire. Poi ci sono quelli come te che sono arrivati fino a qui senza sapere come. Non sanno cosa cercano… cercano di sapere… di ricordare. Hai bisogno di qualcosa di forte amico, ti vedo messo male. Ecco, tieni… Bevi lentamente però e poi dammi il braccio… scendiamo ancora un po’. Questa è la stanza della musica.
È buia… mi sento soffocare….c’è troppa gente…e sono tutti come me, lo vedo. Perché mi hai portato qui? Vedo le tue labbra muoversi, come una nave nelle onde, ma non ti sento! Mi avevi detto che sarei stato meglio, mi hai ingannato!
– È il prezzo giusto per la mia medicina. Devi farti spazio fra la folla di disperati che vivono dentro di te se vuoi arrivare al centro. Bevi un altro sorso e fatti spazio. Arriva fino sotto il palco, fin dove riesci a vedere le dita scorrere sulla tastiera, fissa lo sguardo sulle corde e concentrati. Fai scivolare il suono dentro le vene e lentamente ricorderai tutto… Bravo così… lasciati andare… Adesso apri gli occhi amico e alza la testa… Sei fuori pericolo amico… la vedi la Luna? È lì da sempre amico… proprio come te…. ora ricordi? Quando ti senti perso, torna qui da me. Ti darò da bere. Quando hai la nausea, vai al centro della musica e poi alza la testa… e splendi!
ll proibizionismo e i ruggenti anni venti hanno inizio con il Volstead Act del 1919 e il XVIII emendamento degli Stati Uniti, entrato in vigore il 16 gennaio 1920, con cui venne sancito il bando sull’alcol su tutto il territorio nazionale. La conseguenza di questo atto fu ovviamente il proliferare di azioni di contrabbando in tutto il territorio statunitense. Sovente gli alcolici arrivavano con barche via mare, o in camion via terra, altre volte venivano direttamente istituiti laboratori clandestini, perfino nei boschi, dove si distillavano birra o surrogati del whiskey e di altri superalcolici, chiamati generalmente “Moonshine”, adulterati con vari coloranti e liquidi da taglio.

Hello? Hello? Hello? / Is there anybody in there? / Just nod if you can hear me
Is there anyone at home? / Come on now / I hear you’re feeling down
Well I can ease your pain / Get you on your feet again / Relax
I’ll need some information first / Just the basic facts / Can you show me where it hurts?
There is no pain you are receding / A distant ship smoke on the horizon
You are only coming through in waves / Your lips move but I can’t hear what you’re saying
When I was a child I had a fever / My hands felt just like two balloons
Now I’ve got that feeling once again / I can’t explain you would not understand
This is not how I am / I have become comfortably numb / 
Okay
Just a little pinprick / There’ll be no more, ah / But you may feel a little sick
Can you stand up? / I do believe it’s working, good
That’ll keep you going through the show / Come on it’s time to go
There is no pain you are receding / A distant ship, smoke on the horizon
You are only coming through in waves / Your lips move but I can’t hear what you’re saying
When I was a child / I caught a fleeting glimpse / Out of the corner of my eye
I turned to look but it was gone / I cannot put my finger on it now / The child is grown
The dream is gone / I have become comfortably numb.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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