Photoalbum: Ryley Walker Full Band live at Avellino – di Pietro Previti


E’ un tranquillo giovedì di inizio giugno, Avellino è immersa in un verde primaverile più intenso del solito. Sarà perché all’auditorium del Conservatorio Domenico Cimarosa sta per esibirsi Ryley Walker, accompagnato dalla sua band per un concerto molto atteso dagli appassionati campani, organizzato dall’
Associazione culturale Fitz, in collaborazione con Dna Concerti e Wakeupandream. Dopo lo straordinario successo del concerto dei Lambchop, andato sold out lo scorso 4 marzo, gli organizzatori  rilanciano e confermano il capoluogo irpino come platea privilegiata nel circuito dei grandi concerti internazionali. Ryley Walker (per l’occasione con la band al completo) è uno dei nomi di punta del cantautorato contemporaneo americano. Malgrado ciò, complice la giovane età, è un tipo all’apparenza molto semplice e dall’aspetto leggermente trasandato. Se non lo conosci, se non ne hai mai visto una foto in qualche album o magazine musicale, diresti proprio che non può essere  quel ragazzo, che si confonde tra gli spettatori nel foyer dell’auditorium, a salire sul palco tra pochi minuti. Sorseggia un bicchiere di vino, è un tipo veramente friendly, e non fa problemi a chi lo riconosce. Si concede con semplicità a chi gli chiede un selfie o lo intrattiene per una chiacchiera. Meglio ancora per un autografo, il desk con i cd ed i vinili è a portata di mano, anzi di tasca. Il musicista di Chicago, appena 28 anni all’anagrafe, incarna il gusto folk e country americano degli anni 60 e 70 pur declinandolo attraverso le raffinate melodie delle sue composizioni. Queste, dal vivo, assumono la forma di avvincenti jam tra i musicisti in cui vi è largo spazio a momenti improvvisativi ed a trip lisergici. Il suo stile folk e la sua “musica cosmica” sono stati accostati dalle riviste di settore ai grandi nomi della musica. In particolare, sono stati scomodati nomi illustri come Tim Buckley e Van Morrison per il versante cantautorale americano,  finendo a contrapporli agli artisti albionici, altrettanto immensi (Nick Drake, John Martyn e Bert Jansch). Ryley Walker è arrivato ad Avellino per presentare Golden Sings That Have Been Sung”, l’ultimo lavoro in studio pubblicato a fine agosto del 2016 dalla Dead Oceans Records. Nel 2011, poco più che ventenne e dopo ordinari inizi in ambito post-rock e noise, Ryley dimostrava già una non comune tecnica nel fingerpicking, attenendosi ai dettami della tradizione più limpida, quella debitrice ai padri fondatori John Fahey, Robbie Basho e Leo Kottke. Lo scenario di riferimento sarebbe presto cambiato negli anni a venire, quando il gusto anglofono avrebbe preso il sopravvento, avvicinandolo al folk inglese e, in particolare, allo stile di Bert Jansch e John Renbourn. Nel 2014 il Nostro pubblica il suo primo lavoro All Kinds Of You” per la Tompkins Square che ne rivela il talento e suscita grande attenzione tra gli addetti ai lavori. L’anno successivo arriva anche il successo di pubblico con l’album Primrose Green”, che lo conferma come una delle stelle più lucenti del folk rock e della west coast music. Certo, alla fine dell’esibizione avellinese, qualche dubbio resta soprattutto per quanto riguarda la prospettiva di carriera del chitarrista dell’Illinois. La formula appare gradevole e idonea ad attirare un buon numero di appassionati, non limitandosi a pescare solo tra gli ascoltatori nostalgici dei bei tempi che furono. Si prendano gli artisti citati precedentemente, li si mescoli per benino, si aggiungano spezie profumate d’incenso e di psichedelia, un po’ di free form e durata dei brani dilatata oltremisura, ed il gioco è fatto. Eppure l’alchimia non sembra costruita a tavolino quanto, piuttosto, sincera espressione dell’attuale sentire di Ryley. Il punto è che alla lunga la proposta potrebbe risultare ripetitiva o mero esercizio di forma, ma il Nostro ha al suo arco tutte le frecce per guardare ad un ottimistico futuro. Di quelli dai toni, più che rosei, di un intenso verde primaverile.

Foto e articolo di Pietro Previti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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